Editoriale

Mai più violenza

Serve un cambiamento culturale volto alla collaborazione di uomini e donne. Le parole di Simona Roveda nella giornata contro la violenza sulle donne.

Il 25 novembre si celebra la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, voluta dalle Nazioni Unite il 17 dicembre 1999 per sensibilizzare l’opinione pubblica su questo tema. Nelle civiltà arcaiche la figura della donna veniva associata alla Madre Terra, generatrice di vita e potente forza della natura. Ma la violenza sulle donne è una lunga storia, un fenomeno che non è mutato nel tempo variato solo nella forma. Ne siamo purtroppo spettatori quotidiani.

Le azioni sono specchio dei pensieri: dietro a tali gesti orribili privi di dignità non c’è amore, né rispetto. Questo è un abisso buio in cui nessuna donna dovrebbe mai finire, il lato oscuro dei rapporti tra i sessi. A volte solo una linea sottile fa scegliere un percorso piuttosto che un altro. È l’amore ricco di spiritualità la chiave che permette di guardare oltre i limiti delle parole e dei comportamenti altrui. Una visione olistica dell’amore crea rispetto per tutte le cose e può cambiare molto su questo pianeta dove ipocrisia, egoismo, avidità hanno prodotto rapidamente un forte deterioramento di valori. L’amore vero non ha bisogno di prendere e pretendere, è un sentimento disinteressato e armonioso, é un albero che ha forti radici che crescono nella comprensione e che dà fiori e frutti nella qualità dei pensieri e delle azioni.

Violenza sulle donne
Mai più violenza © Michael Krahn/Unsplash

Oggi, però, sono ancora troppe le discriminazioni e la sottomissione della donna al dominio dell’uomo. È doveroso impegno di tutti, ma soprattutto di noi donne aiutare le meno fortunate, avviare una profonda trasformazione verso un cambiamento culturale per un nuovo Rinascimento, lavorare per realizzare una civiltà fondata sul tramonto delle vecchie relazioni e l’affermarsi di nuovi rapporti dove donne e uomini collaborano alla pari senza pregiudizi, nella gioia e nella bellezza di vivere insieme la ricchezza delle differenze.

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