In Italia si sta lavorando per ridurre il numero delle zanzare portatrici della malaria

A Terni si sta portando avanti un esperimento ambizioso per sconfiggere la malaria: modificare i geni della zanzara portatrice della malattia in modo da comprometterne la capacità riproduttiva.

La malaria ogni anno uccide circa mezzo milione di persone e ne fa ammalare più di 200 milioni. Numeri tragici che non sono diminuiti negli ultimi anni e che interessano soprattutto gli stati dell’Africa subsahariana. La notizia diffusa dall’Organizzazione mondiale della sanità relativa al test di un probabile vaccino portato avanti in Malawi ha fatto il giro del mondo, ma oltre a ciò si stanno studiando ulteriori metodi per provare a sconfiggere la malattia. Fra questi ci sarebbe il tentativo, controverso, di rilasciare all’aperto zanzare create in laboratorio. Una forma di ricerca portata avanti anche in Italia, per la precisione a Terni.

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Malaria, in Italia nascono le zanzare modificate in laboratorio – © Polo GGB

Le ricerche di Target Malaria

Nel Polo d’innovazione di genomica, genetica e biologia (Ggb) di Terni si sta portando avanti una ricerca che mira a creare delle zanzare con i geni mutati. Un gruppo di 10 scienziati ha già compiuto i primi esperimenti, rivelati inizialmente da un articolo del sito americano Npr. Il progetto ha infatti assunto interesse internazionale, non solo per l’importanza degli studi. Partner del Polo Ggb (azienda privata a partecipazione pubblica senza scopo di lucro), infatti, è Target Malaria, l’organizzazione no profit finanziata dalla Bill & Melinda Gates Foundation.

La questione etica

Gli scienziati del Polo Ggb continuano i loro esperimenti, ma non mancano i commenti preoccupati per questa pratica. Uno studio pubblicato sulla rivista British Medical Journal analizza i problemi etici che questo tipo di novità potrebbe portare soffermandosi sul fatto che “qualsiasi dibattito etico deve coinvolgere le parti africane interessate che vivono nelle aree della malaria e considerare le generazioni future e l’ambiente. L’impatto sulla biodiversità e sugli ecosistemi deve essere analizzato quando si tratta di aggiunte che interferiscono con le entità biologiche. Le tecnologie di modifica del genoma dovrebbero accadere solo quando i loro effetti collaterali e gli impatti sociali sono sufficientemente compresi”.

Altre voci si sono alzate contro questa iniziativa, alcune delle quali provenienti direttamente dall’Africa. La giornalista Zahra Moloo è stata in Burkina Faso per ascoltare le opinioni dei locali: “sindaci e cittadini vogliono sapere quali rischi esistono e cosa succederà una volta che le zanzare saranno state rilasciate – riporta Moloo nel suo articolo – alcuni attivisti del luogo pensano che, piuttosto che sperimentare con la modificazione genetica, il governo dovrebbe creare una buona sanitizzazione nazionale”. Target Malaria da sempre afferma di essere in contatto con le popolazioni locali e di averle coinvolte e consultate nelle decisioni. Per sconfiggere la malaria c’è ancora molto da fare, ma una possibile soluzione passa anche dall’Italia.

Alekos Simoni, responsabile scientifico del Polo, ha risposto ad alcune domande su questa ricerca unica, in atto in Italia.

Qual è la situazione della malaria nel mondo oggi?
Nonostante i grandi progressi degli ultimi anni nel diminuire l’incidenza e i decessi causati della malaria, principalmente grazie alla distribuzione di zanzariere trattate con insetticidi, si è ancora lontani dalla completa eradicazione della malattia, anche per un preoccupante e sempre maggiore fenomeno di resistenza verso i più comuni insetticidi. La notizia del rilascio del vaccino in Malawi, al quale seguiranno Ghana e Kenya, è un’ottima novità e attendiamo fiduciosi i risultati di tale intervento. I nostri piani non cambiano, perché il vaccino attualmente disponibile (RTS,S) purtroppo ha un’efficacia limitata [circa del 30 per ceto, dopo 4 dosi, ndr], quindi è considerato dall’Organizzazione mondiale della sanità un intervento complementare a tutti gli altri in utilizzo e anche a interventi di controllo genetico, come quello che stiamo sviluppando noi. La tecnologia sviluppata verrà poi resa disponibile ai paesi che vorranno utilizzarla.

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Malaria, in Italia nascono le zanzare modificate in laboratorio – © Polo GGB

Quali studi portate avanti a Terni?
La tecnologia si basa sulla modificazione genetica della zanzara portatrice della malattia in modo da comprometterne la capacità riproduttiva e quindi ridurne il numero. Il meccanismo gene drive alla base permette di trasferire tale modificazione a intere popolazioni di zanzare in modo efficace e vantaggioso tramite rilascio di un numero limitato di individui. Tale tecnologia è estremamente precisa perché permette di colpire solo le specie di zanzare del genere Anopheles responsabili della trasmissione della malaria, ma non tutte le altre migliaia di specie di zanzare presenti in natura. Parte delle attività scientifiche del Polo Ggb di Terni si focalizza sul testare e valutare le dinamiche di popolazione di zanzare Anopheles geneticamente modificate all’interno di grandi gabbie contenute in camere climatiche che mimano perfettamente le condizioni ambientali subtropicali in termini di luce, umidità e temperatura. Tali esperimenti permettono di costruire modelli matematici per predire l’abilità delle zanzare rilasciate di ridurre la densità di popolazione in natura.

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Malaria, in Italia nascono le zanzare modificate in laboratorio – © Polo GGB

È possibile che una volta in natura le zanzare modificate passino il gene ad altre specie animali?
La tecnologia del gene-drive si basa sull’accoppiamento e riproduzione delle zanzare, quindi solo zanzare che possono incrociarsi tra di loro possono ricevere la modificazione. In natura ci sono più di 3.000 specie di zanzare ma solo una piccolissima parte – una ventina – posso trasmettere la malaria. Solo alcune zanzare del genere Anopheles, e in particolare solo quelle del gruppo gambiae, si possono accoppiare in natura con le zanzare modificate che verranno rilasciate e quindi solo queste sono il target della nostra tecnologia e queste sono tutte portatrici di malaria. In base alle conoscenze attuali, le zanzare Anopheles gambiae non sembrano avere nessun ruolo chiave nell’ecosistema. Target Malaria ha comunque iniziato un importante lavoro di ricerca per studiare in dettaglio il ruolo di tali zanzare nell’ecosistema e capire il potenziale impatto della loro riduzione in natura.

Entro quando avete in programma di provare le zanzare modificate in natura e la prima volta sarà in Africa?
Al momento la tecnologia che Target Malaria sta sviluppando è ancora in fase di ricerca e sviluppo. Ci vorranno circa 8-10 anni prima che possa essere utilizzata sul campo. Noi stiamo sviluppando la tecnologia genetica verso tre specie di zanzare del genere Anopheles (A. gambiae, A. coluzzii, e A. arabiensis) che sono responsabili per la maggior parte della trasmissione della malaria in Africa, dove ci sono il 90 per cento dei casi. Le tre specie di zanzara sono presenti esclusivamente in Africa.

Se immesse in natura e tutto andasse come previsto, entro quando si vedrebbe un’importante diminuzione della diffusione della malaria?
Target Malaria sta sviluppando questa tecnologia genetica in tre stadi che verranno testati sul campo in modo consecutivo. I primi due stadi sono fasi transitorie dove le zanzare rilasciate persisteranno in natura per poco o pochissimo tempo e non avranno un impatto sulla diffusione di malaria. Questi stadi sono fondamentali per lo sviluppo della tecnologia e ottenere informazioni sul campo necessarie per il rilascio della terza fase di zanzare gene drive che avranno un importante impatto sulla diminuzione di malaria. Secondo i modelli matematici attuali, nel giro di 3-4 anni dal rilascio si potrebbe già avere una consistente riduzione delle zanzare portatrici di malaria e quindi della trasmissione della malattia. Questo terzo stadio non verrà rilasciato prima del 2028 e comunque solo se verranno ottenuti tutti i permessi dagli organi responsabili, nazionali e internazionali e verranno superate tutte le prove di efficacia e sicurezza per l’uomo e la natura.

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