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Gli abitanti di Kanseche, in Malawi, accusano la ABF di essere responsabile attraverso la sua partecipata Illovo Sugar della devastante alluvione del 2022.
Un gruppo di oltre 1.700 cittadini del Malawi ha intentato una causa contro la multinazionale britannica ABF per le alluvioni del 2022 nel villaggio di Kanseche. Situato nella parte meridionale del paese, fu interessato dal passaggio della tempesta Ana che distrusse gran parte delle case e uccise sette persone mentre ancora oggi centinaia di famiglie vivono come sfollate.
Gli abitanti del villaggio accusano la ABF di essere responsabile dell’alluvione per gli alti argini eretti a difesa delle piantagioni di zucchero gestite dalla sua controllata Illovo Sugar. Questi avrebbero fatto convogliare le acque alluvionali verso il villaggio, contribuendo alla sua distruzione. Ma la ABF nega le proprie responsabilità.
Il 24 gennaio 2022 la tempesta Ana si abbatté sulle regioni meridionali del Malawi. L’area è da sempre vulnerabile alle forti piogge causate dai cicloni che si formano nel Canale del Mozambico ma in quell’occasione la portata della distruzione fu molto più grave del solito. Tra i villaggi più colpiti ci fu quello di Kanseche, dove caddero circa 300 millimetri di pioggia nel giro di sole 24 ore. Le acque alluvionali invasero le strade mentre la popolazione fuggì, trovando rifugio anche sugli alberi. Alla fine il bilancio fu di sette morti, tra cui anche bambini, e di centinaia di sfollati che ancora oggi, a oltre quattro anni di distanza, non hanno potuto fare ritorno nelle proprie case distrutte e mai ricostruite. Le acque ci misero tre giorni per ritirarsi.
Il villaggio di Kanseche si trova in un’area molto importante per l’economia del Malawi. Qui sorgono infatti grosse piantagioni di zucchero sviluppatesi a partire dagli anni Sessanta. Nel 1997 la Illovo Sugar, massima produttrice nazionale e tra le aziende parte del grosso conglomerato britannico ABF, che tra le altre ha anche il marchio di abbigliamento Primark, acquisì la tenuta di Nchalo, che si estende per 200 chilometri quadrati a ovest di Kanseche. Ed è proprio la gestione di queste piantagioni, che forniscono zucchero anche ad aziende come Coca-Cola e Nestlé, ad aver causato, secondo gli abitanti del villaggio, l’alluvione che ha distrutto le loro case.
Un gruppo di 1.729 persone, colpite dalle gravi conseguenze della tempesta Ana, hanno intentato una causa alla ABF perché ritengono che quello che è successo nel 2022 sia legato alle alte difese contro le inondazioni costruite intorno alla piantagione di canna da zucchero.
Le barriere, alte come una persona, avrebbero impedito (come succedeva in passato) che le acque alluvionali si disperdessero nei campi e avrebbero favorito invece il loro riversamento con grande potenza proprio nel villaggio, distruggendolo. “L’argine ha deviato il corso naturale del fiume Mwanza verso il villaggio di Kanseche, più che raddoppiando la forza dell’acqua alluvionale”, hanno spiegato gli avvocati della comunità locale.
La società di consulenza britannica JBA Risk Management è stata incaricata dall’organizzazione Water Witness di compiere delle simulazioni per capire se effettivamente gli argini delle piantagioni di zucchero abbiano contribuito al disastro del 2022. Nelle sue conclusioni la società ha dato ragione alla comunità locale stabilendo che il livello dell’acqua è aumentato fino a 1,3 metri a causa dell’argine e che se non ci fosse stato quest’ultimo gli edifici di Kanseche sarebbero stati al sicuro da danni strutturali e la maggior parte delle località sarebbe stata sicura per le persone. Già nel 2018 la Climate Resilient Infrastructure Development Facility (Crdf) aveva contestato la pratica dell’innalzamento degli argini a protezione delle piantagioni perché avrebbero potuto creare problemi alle comunità circostanti.
La multinazionale ABF ha contestato la versione della comunità locale e i risultati della simulazione dello studio di consulenza. Dice che la tempesta Ana ha causato danni per 7,4 milioni di sterline alle sue piantagioni di Kanseche e che anche le case dei suoi lavoratori, all’interno della tenuta, hanno subito danni.
Nelle scorse settimane però l’Alta Corte di Londra ha stabilito che il caso procederà a giudizio e che l’udienza si terrà entro maggio 2028. Si apre così la possibilità di risarcimenti per la comunità locale.
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