L’istruzione nel mirino: 8.566 attacchi registrati in due anni contro le scuole del mondo

Un report evidenzia un aumento del 40 per cento degli attacchi contro l’istruzione rispetto al passato. Tra stupri, rapimenti e occupazione militare delle scuole.

Tra il 2024 e il 2025 ci sono stati almeno 8.556 attacchi contro istituti scolastici nel mondo, un aumento del 40 per cento rispetto alla rilevazione precedente. Il dato è stato diffuso dalla Coalizione globale per la protezione dell’istruzione dagli attacchi (GCPEA), una rete internazionale che riunisce organizzazioni della società civile, esperti e agenzie Onu. 

Gli attacchi hanno riguardato 83 paesi e a subirne le conseguenze, tra studenti e insegnanti, sono state oltre 10mila persone. Tra le pratiche più diffuse ci sono le occupazioni armate degli istituti scolastici, gli attacchi alle studentesse a causa del loro genere e i rapimenti. E la Coalizione ha lanciato una serie di raccomandazioni agli stati per mettere un freno a queste violenze.

Crescono gli attacchi alle scuole

Gli attacchi all’istruzione sono definiti come qualsiasi minaccia o uso effettivo della forza da parte di forze armate statali o gruppi armati non statali contro studenti, personale scolastico o infrastrutture o materiali didattici. Nel suo ultimo rapporto Education under Attack 2026 la Coalizione globale per la protezione dell’istruzione dagli attacchi (GCPEA) ha registrato almeno 8.556 episodi simili che si sono consumati in ben 83 paesi, di cui 24 interessati da un conflitto. Il numero di attacchi è aumentato del 40 per cento rispetto al biennio precedente e la conta di morti, feriti, rapiti e arrestati è arrivata a 10.600 vittime tra studenti e personale scolastico.

La più alta incidenza di attacchi contro le istituzioni scolastiche è avvenuta in paesi come la Colombia, la Repubblica Democratica del Congo, l’Etiopia, Haiti, la Palestina e l’Ucraina. Quest’ultima, in particolare, ha subito circa 900 attacchi contro le scuole mentre in Palestina sono stati registrati almeno 500 attacchi israeliani contro studenti, insegnanti e personale scolastico. Nel report vengono riportati episodi anche da altri paesi. In Myanmar, per esempio, nel febbraio 2024 un raid aereo ha colpito una scuola nel villaggio di Daw Si Ei, nei pressi della cittadina di Demoso, uccidendo quattro studenti e ferendone altri 15. Un mese dopo in Sudan tre raid aerei hanno colpito la scuola primaria Al-Hadra nella zona di Hadra, uccidendo dieci studenti e due insegnanti e ferendone altri 44.

Il numero più alto di morti e feriti per attacchi contro l’istruzione è stato registrato in paesi come il Myanmar, la Nigeria, lo Yemen e il Camerun. Un caso eclatante è quello della Nigeria, dove si sono moltiplicati i casi di irruzione dei gruppi armato nelle scuole di rapimento degli studenti. Nel novembre 2025, per esempio, uomini armati non identificati hanno rapito 303 bambini e 12 insegnanti da una scuola secondaria cattolica nella comunità di Papiri. In totale nel paese sono stati rapiti oltre 700 studenti in due anni.

Danneggiamenti e violenza di genere

In paesi come la Colombia, la Repubblica Democratica del Congo e l’Etiopia, gli attacchi alle istituzioni scolastiche sono avvenuti perlopiù sotto forma di occupazione per fini militari. A livello globale tra il 2024 e il 2025 sono stati registrati oltre 1.900 episodi simili contro i circa mille del biennio precedente, un aumento del 91 per cento.

Un altro problema è il danneggiamento delle scuole che non rende più possibile garantire l’insegnamento. La Coalizione cita per esempio un attacco israeliano contro un centro educativo a Kfar Joz, nel governatorato del Libano di Nabatieh, che ha messo fuori uso l’edificio e costretto a sospendere le lezioni. A Khallet Amira, in Palestina, nel luglio 2024 le forze israeliane hanno demolito una scuola, compromettendo l’istruzione di 49 studenti.

Un altro filone è quello delle violenze sessuali a danno di stutendesse. In Camerun ci sono stati tre casi di violenza sessuale a scuola mentre ad Haiti nel gennaio 2024 tre membri della banda Terre Noire hanno violentato e ucciso una ragazza di 17 anni che si stava recando nel suo istituto. In generale, nel report si evidenziano casi in 11 paesi dove ragazze e donne sono state prese di mira in attacchi all’istruzione a causa del loro genere. Si tratta di Afghanistan, Camerun, Repubblica Centrafricana, Colombia, Haiti, India, Nigeria, Pakistan, Sud Sudan, Sudan e Yemen. Altre violenze hanno riguardato gli studenti con disabilità. Nell’agosto 2024 membri di un gruppo armato ad Haiti hanno fatto irruzione e saccheggiato l’Istituto Montfort, una scuola per bambini e giovani adulti sordi e ciechi. L’11 settembre 2025, vicino alla città di Aita al-Shaab, in Libano, l’esercito israeliano ha condotto una detonazione controllata di una scuola per studenti con bisogni speciali.

Le raccomandazioni per il futuro

“I risultati del rapporto sono un monito che le norme globali che un tempo proteggevano i bambini stanno crollando. Un monito che il mondo sta scivolando verso un punto in cui nemmeno i più piccoli sono più intoccabili. E un monito che se non manteniamo la posizione ora, potremmo non riacquistarla mai più”, ha denunciato Lisa Chung Bender, direttrice della Coalizione globale per la protezione dell’istruzione dagli attacchi (GCPEA). 

La Coalizione ha lanciato una serie di raccomandazioni agli stati affinché pongano fine a questa situazione. Tra queste: colmare il divario di protezione attraverso l’adozione degli standard internazionali; porre fine all’uso militare delle scuole e garantire il “diritto alla sicurezza nell’istruzione”; sostenere e proteggere l’ecosistema globale di monitoraggio; proteggere l’istruzione durante i cicli elettorali; infine investire in azioni preventive e sistemi di allerta precoce.

Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.

Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.

L'autenticità di questa notizia è certificata in blockchain. Scopri di più
Articoli correlati