Malesia, l’autorità islamica emette una fatwa contro i bracconieri

L’organo religioso dello stato malese di Terengganu ha invitato i fedeli a proteggere gli animali vietando la caccia alle specie in via di estinzione.

Immaginate se il papa scomunicasse chi uccide un orso bruno (Ursus arctos) o un pelobate fosco (Pelobates fuscus). È più o meno quello che è accaduto in Malesia, dove l’autorità ecclesiastica islamica ha emesso una fatwa contro chi caccia e commercia la fauna selvatica protetta. Con il termine “fatwa” si intende un responso giuridico su questioni riguardanti il diritto islamico o pratiche di culto.

 

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La popolazione di tigri della Malesia è calata drasticamente negli ultimi 50 anni, passando da 3.000 esemplari agli atuali 500 © Reuters

 

Si tratta dunque di una sorta di decreto religioso che ha dichiarato “Harām”, ovvero proibito, il bracconaggio e il traffico delle specie animali minacciate della Malesia. Il Paese asiatico diventa così il secondo stato ad emettere un decreto religioso contro il bracconaggio, il primo era stato lo scorso anno l’Indonesia.

 

Il clero islamico dello stato di Terengganu, nel nord-est della Malesia, in consultazione con gli esperti del Department of Wildlife and National Parks e un gruppo di ricercatori universitari, ha invitato i musulmani malesi a proteggere la fauna selvatica, considerata una creazione di Allah, vietando la caccia a qualsiasi specie protetta.

 

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Cucciolo di orango. In Malesia la specie è fortemente minacciata dalla deforestazione e dagli incendi appiccati per poter avviare nuove coltivazioni © Mark Baker

 

“Credo ci fosse urgente bisogno di questa fatwa perché non molti musulmani a Terengganu sono consapevoli del fatto che la tigre della Malesia e il cervo sambar, la sua preda principale, sono a rischio estinzione in tutta la nazione”, ha dichiarato Gopalasamy Reuben Clements, professore associato dell’Universiti Malaysia Terengganu.

 

“Non crediamo ingenuamente che questa fatwa fermerà immediatamente il bracconaggio – ha detto Clements. – Però molte persone che sono coinvolte nella caccia di frodo appartengono a comunità che sono prevalentemente costituite da musulmani praticanti, e i rispettivi leader religiosi imporranno il rispetto del decreto. Ci auguriamo che la fatwa inizierà a creare pressioni ai bracconieri da parte dei loro pari”.

 

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Credenti musulmani malesi durante la preghiera © Afp

 

Lo stato di Terengganu dimostra che i leader religiosi possono avere un’influenza positiva sensibilizzando i credenti sulle tematiche ambientali e sulla conservazione della biodiversità attraverso i loro sermoni.

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