Numerose regioni della Terra sono in preda a condizioni meteorologiche estreme. Se della tempesta invernale che si è abbattuta sugli Stati Uniti è giunta notizia a tutti, con temperature glaciali e neve anche in luoghi nei quali i fiocchi non sono usuali, meno note sono altre situazioni straordinarie.
Caldo estremo in Australia: sfiorati i 50 gradi centigradi, divampati cavi incendi
In Australia, ad esempio, l’ultima settimana di gennaio è stata dominata condizioni di caldo eccezionale. Soprattutto nella porzione meridionale della nazione dell’Oceania, le temperature hanno superato i 45 gradi centigradi, avvicinandosi alla soglia dei 50 gradi in alcune aree. “È l’ondata di caldo più intensa mai registrata, e ciò che la rende particolarmente straordinaria è la sua durata: una settimana intera”, ha spiegato Dean Narramore, meteorologo.
A huge heat dome is set to sit over parts of NSW & Victoria next week, baking the regions. Some places will see 49°C (120°F) — utterly insane temperatures. That is not sustainable for long without air conditioning. Expect major stress on infrastructure & ecosystems #Australiapic.twitter.com/EiHXxQlU0X
Il 27 gennaio, a Melbourne sono stati superati i 43 gradi all’ombra. Ma nelle città di Hopetoun e Walpeup, più a ovest, i termometri sono arrivati a segnare il record assoluto per lo Stato di Victoria. Immancabili, sono arrivati anche gli incendi. Due in particolare hanno colpito il Nord-Est del territorio dello stato federale australiano, agevolati da una vegetazione particolarmente secca oltreché dal caldo estremo. E la stagione estiva è ancora lunga.
Tempesta in Portogallo, 21 morti per gli incendi in Cile e Argentina
Sempre alla fine di gennaio, una tempesta definita “estrema” ha colpito il Portogallo. Battezzato “Kristin”, il fenomeno ha portato raffiche di vento che hanno raggiunto i 150 chilometri all’ora, provocando cadute di alberi, inondazioni e frane.
🇪🇺🇵🇹 Em visita a Portugal, o Comissário Europeu para a Energia e Habitação, @DanJoergensen, está a acompanhar o impacto extremo da tempestade #Kristin:
"A Comissão Europeia está pronta para apoiar a recuperação de Portugal. A Europa está em total solidariedade com Portugal." pic.twitter.com/1lCoJHkjTX
In America Latina, una serie di gravi incendi ha provocato almeno 21 morti tra Cile e Argentina. Centinaia di abitazioni sono state distrutte e il presidente Gabriel Boric ha dichiarato lo stato di catastrofe naturale. In Argentina, le fiamme stanno minacciando perfino le foreste incontaminate della Patagonia: già 45mila ettari sono stati divorati dai roghi in un mese e mezzo, costringendo le autorità locali ad evacuare migliaia di persone tra residenti e turisti.
From Chile to Argentina, Australia & South Africa, devastation has shown while wildfires are not caused by a single factor, a warming climate makes them more frequent, intense, & destructive.
Una situazione che sta comportando critiche al presidente di estrema destra Javier Milei, che ha avviato un piano di austerità draconiana tagliando numerose voci di spesa, comprese quelle per la prevenzione degli incendi, per la tutela dei parchi naturali e per il corpo dei vigili del fuoco.
Meteo estremo in Kamchatka: cinque metri di neve
In Russia e in parte dell’Europa settentrionale, si sono sperimentate invece condizioni di freddo estremo, a causa del rallentamento del vortice polare. Nella penisola della Kamchatka, in particolare, sono scesi più di due metri di neve a gennaio, che si sono andati ad aggiungere ai 3,7 metri di dicembre. Si è trattato delle precipitazioni più intense dagli anni Settanta.
Anche in Giapponele nevicate sono state senza precedenti: la costa occidentale è stata coperta da una coltre alta fino a 4,5 metri, soprattutto nella regione di Aomori. Secondo l’Agenzia nipponica per la degli incendi e dei disastri, il bilancio dell’evento meteorologico estremo è di almeno 30 morti e 324 feriti.
In Mozambico 400mila in fuga dalle piogge torrenziali
L’Africa australe ha da parte sua subito piogge torrenziali. In particolare il Mozambico ha registrato inondazioni con gravi danni ai raccolti, circa 400mila persone costrette a fuggire e 650mila colpite a vario titolo. Anche in Indonesia e in Nuova Zelanda si sono dovute fronteggiare precipitazione estreme.
Tutto ciò è perfettamente in linea con quanto spiegato ormai da decenni dai climatologi di tutto il mondo: l’aumento della temperatura media globale, provocato in gran parte dalla combustione di fonti fossili (carbone, petrolio e gas), sta rendendo gli eventi meteorologici estremi sempre più frequenti, violenti e duraturi.
Il clima che cambia sta delineando una nuova geografia del cibo con l’agricoltura chiamata a rispondere alle sfide ambientali e di sicurezza alimentare.
La comunità energetica nata all’inizio degli anni Duemila è diventata un porto sicuro nella Florida esposta alla minaccia degli uragani, grazie a una pianificazione efficiente basata su innovazione e fonti rinnovabili.
Secondo uno studio del World weather attribution, l’ondata di siccità che da mesi affligge l’Amazzonia è direttamente figlia dei cambiamenti climatici.
La scienza dell’attribuzione è una nuova branca che tenta di stabilire legami certi tra i singoli eventi meteorologici estremi e il riscaldamento globale.