Due miliardi di danni, ma il bilancio è ancora provvisorio. Le perdite materiali legate al passaggio della tempesta Harry su Sicilia, Sardegna e Calabria sono state forse offuscata dal fatto che, fortunatamente, non si sono registrate vittime. Ma l’evento meteorologico estremo è stato certamente tra i più violenti degli ultimi anni.
Circa mille persone evacuate a Niscemi per un’enorme frana
Nel pomeriggio di oggi, lunedì 26 gennaio, è prevista una riunione del Consiglio dei ministri proprio per valutare lo stato dell’emergenza e le necessità di intervento. Nel frattempo, in un comunicato la Protezione civile ha fatto sapere che si continuano “a seguire gli effetti dell’ondata di maltempo che ha interessato nei giorni scorsi alcune regioni del Sud Italia. In particolare, questa mattina, il Capo dipartimento Fabio Ciciliano presiederà dalla sala Unità di crisi un punto di situazione, con il Centro operativo comunale di Niscemi e la prefettura di Caltanissetta, in relazione all’importante frana che si è verificata nel comune, causando la chiusura di alcune strade e l’evacuazione di circa mille persone”.
Niscemi, situazione drammatica per una frana di proporzioni enormi. Collassano porzioni di case, le immagini dal drone pic.twitter.com/J7JziJ1nMe
Proprio nel comune in provincia di Caltanissetta la situazione è considerata drammatica. Il sindaco, Massimiliano Conti, ha spiegato a Rainews24 che molte persone evacuate “hanno trovato accoglienza in seconde case o da parenti e amici”. Mentre qualcuno ha trovato un riparo “in case di riposto”. La frana, inoltre, non è ancora stabilizzata: al contrario, secondo il primo cittadino si registrano ancora dei crolli.
Un miliardo di danni solo in Sicilia, registrata un’onda alta quasi 17 metri
Nello specifico, i due miliardi di danni sono ripartiti in questo modo: oltre un miliardo in Sicilia, circa mezzo miliardo in Sardegna e alcune centinaia di milioni di Calabria. I danni maggiori sono stati, come facilmente immaginabile, sulle coste: dalle spiagge alle strade e ferrovie litoranee, dagli stabilimenti balneari, negozi e strutture ricettive, passando per numerose imbarcazioni.
Le onde spinte dalle raffiche di vento a oltre 120 chilometri orari sono state gigantesche: nel Canale di Sicilia si è arrivati a sfiorare i 17 metri, secondo i dati dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra).
In Sardegna dichiarato lo stato d’emergenza per la tempesta Harry
Il ministro della Protezione civile Nello Musumeci ha effettuato un sopralluogo a Santa Teresa Riva, in Sicilia, e ha promesso i primi interventi di ripristino della viabilità e rimozione di ostacoli. In Sardegna, la presidente della Regione Alessandra Todde ha dichiarato lo stato di emergenza: “Parliamo di centinaia di milioni di danni infrastrutturali, anche legati a beni culturali e ambientali: non è una situazione in cui bisogna reagire di pancia, bisogna reagire seriamente”.
I satelliti hanno fotografato la 'zampata' della tempesta Harry sul mar Tirreno meridionale: quelli che appaiono come graffi sono in realtà le scie e le turbolenze prodotte dai forti venti che hanno sferzato le acque più superficiali.@CopernicusEUhttps://t.co/AuMBL90eB2
Il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani ha intanto chiesto una riunione straordinaria della giunta per stanziare i primi 70 milioni di euro. Ha fatto inoltre sapere che l’organismo esecutivo regionale sta verificando la possibilità di accedere al Fondo di solidarietà dell’Unione europea.
I cambiamenti climatici moltiplicheranno gli eventi meteorologici estremi
A preoccupare è infine la produzione agricola: tra la tempesta Harry e le gelate, le quotazioni all’ingrosso di alcuni ortaggi sono in forte crescita. In particolare, secondo quanto riferito dall’agenzia Ansa che cita un’analisi di Bmti nei mercati della rete Italmercati, i carciofi stanno registrando rincari del 30 per cento.
⚓️ Quanti danni e devastazione provocati dal ciclone Harry! Quante persone lasciate senza casa o senza esercizio commerciale. La Guardia Costiera ⚓️ vi é vicina ♥️ anche con i voli di ricognizione e monitoraggio a supporto del Dipartimento Nazionale della Protezione Civile 🇮🇹 pic.twitter.com/qlnoOBrbzd
Da anni ormai la scienza ha spiegato che l’aumento della temperatura media globale sta causando e causerà una moltiplicazione della frequenza e dell’intensità degli eventi meteorologici estremi. Non soltanto tempeste e uragani, con piogge torrenziali e inondazioni, ma anche ondate di caldo e di siccità sempre più intense e prolungate.