La durata media delle ondate di caldo è passata da 8 a 12 giorni

Uno studio ha analizzato le ondate di caldo estremo tra il 1979 e il 2020: i fenomeni sono più duraturi e si spostano più lentamente.

La scienza da tempo ha avvertito che gli eventi meteorologici estremi diventeranno via via più intensi e frequenti a causa dei cambiamenti climatici. L’aumento della temperatura media globale moltiplicherà infatti episodi di siccità, uragani, inondazioni o ancora ondate di caldo straordinarie. Proprio per queste ultime, uno studio pubblicato dalla rivista Science Advances ha ora quantificato l’incremento già avvenuto a partire dagli anni Ottanta.

Otto chilometri al giorno in meno rispetto a soltanto dieci anni fa

I ricercatori hanno analizzato in particolare le ondate di caldo estremo che sono state registrate a livello mondiale nel periodo compreso tra il 1979 e il 2020. Per farlo, hanno sviluppato modelli basati su osservazioni meteorologiche radar e satellitari. I risultati indicano che tali fenomeno risultano ben più persistenti, sia in termini di permanenza geografica che di durata.

temperature-caldo-estremo-CSI
Le temperature estreme registrate il 17 luglio 2023 dal Climate Shift Index © Climate Shift Index

Le temperature estreme tendono infatti, in primo luogo, a rimanere più a lungo bloccate nella stessa area: è stato calcolato che oggi esse percorrono 8 chilometri in meno al giorno, rispetto a soltanto dieci anni fa. Ma soprattutto, la durata media delle ondate di caldo è passata dagli otto giorni dell’inizio degli anni Ottanta ai dodici giorni della fine del periodo oggetto di studio.

Le conseguenze delle ondate di caldo estremo saranno sempre più gravi

Si tratta di dinamiche che non fanno che esacerbare le conseguenze, anche sociali, lavorative e sanitarie del caldo estremo. Ma non è tutto: tali fenomeni colpiscono anche aree che finora erano risparmiate, poiché benché si spostino più lentamente, percorrono distanze più lunghe. “Con l’aumento delle concentrazioni di gas ad effetto serra, avremo ondate di caldo che viaggiano più lontano ma meno rapidamente, e che perciò comporteranno impatti più devastanti sulla natura e sulle società”, spiega lo studio.

Il legame tra i cambiamenti climatici e intensificazione dei fenomeni estremi è stato inoltre confermato grazie alle simulazioni effettuate sulla base di due scenari: uno che comprende e l’altro che non prevede la presenza di gas climalteranti. “È apparso chiaro che il fattore dominante che può spiegare queste tendenze è quello antropico”, ha spiegato Wei Zhang, ricercatore dell’università statunitense dello Utah e tra gli autori dell’analisi.

Le popolazioni dei centri urbani le più esposte

Secondo lo studioso, a patire le conseguenze peggiori in futuro saranno i centri urbani, poiché la mancanza di verde e di luoghi utili per ripararsi dal caldo renderanno chi vi abita particolarmente vulnerabile.

Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.

Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.

L'autenticità di questa notizia è certificata in blockchain. Scopri di più
Articoli correlati