Overshoot day 2026: il 30 luglio l’umanità ha esaurito le risorse che la Terra rigenera in un anno

Il giorno del sovrasfruttamento cade sei giorni più tardi rispetto al 2025, ma non è un miglioramento: lo spostamento dipende dalla revisione dei dati sugli oceani, mentre l’impronta ecologica reale continua a crescere.

Il 30 luglio 2026 è l’Overshoot day, ovvero il giorno in cui, secondo il Global footprint network, l’umanità ha consumato l’intero budget annuale di risorse, come il legname nelle foreste e i pesci nel mare, e servizi ecologici, come l’assorbimento della CO2 e la capacità di produrre energia idroelettrica, che il Pianeta è in grado di generare in un anno.

Come ogni anno la data è stata annunciata il 5 giugno, in occasione della Giornata mondiale dell’ambiente. Rispetto al 2025 l’evento si è verificato più tardi di 6 giorni, ma questa non è necessariamente una buona notizia.

Come si misura l’Overshoot day globale

L’Overshoot day segna il momento in cui la domanda di risorse dell’umanità supera ciò che gli ecosistemi riescono a rigenerare nell’arco dello stesso anno. Fino a quel giorno restiamo entro il limite naturale; da lì in poi consumiamo “a credito”, intaccando il capitale naturale stimato per l’anno successivo. Questo deficit ecologico è possibile perché possiamo sovrautilizzare le risorse, ma porta alla liquidazione degli ecosistemi e all’accumulo di rifiuti, primo fra tutti l’anidride carbonica nell’atmosfera.

L’Overshoot day si sta verificando sempre prima nel corso degli anni © Global footprint network

La data si ottiene con un calcolo preciso. Il Global Footprint Network, ovvero l’organizzazione internazionale per la sostenibilità che ha messo a punto l’impronta ecologica, divide la biocapacità del Pianeta, cioè la quantità di risorse ecologiche che la Terra è in grado di generare in quell’anno, per l’impronta ecologica dell’umanità, e moltiplica per il numero di giorni dell’anno. Essendo il 2026 un anno di 365 giorni, il risultato colloca l’Overshoot Day al 30 luglio. I conti si basano sui National Footprint and Biocapacity Accounts, governati da FoDaFo e curati dalla York University.

Quest’anno la data è sei giorni più tardi rispetto al 2025

Nel 2026 l’Earth Overshoot Day cade sei giorni più tardi rispetto al 2025, ma non è un progresso. Nel 2025 la data era il 24 luglio, un record (negativo) visto che non era mai stata stimata una data così presto.

Lo spostamento in avanti dipende quasi interamente da un aggiornamento scientifico. La revisione più significativa di quest’anno è stata una correzione al rialzo della capacità dell’oceano di assorbire il carbonio, che insieme ad alcuni aggiustamenti minori ha spostato l’Overshoot day più avanti rispetto alla stima del 2025. Si tratta quindi di un cambiamento che riflette dati aggiornati, non riduzioni reali del sovrasfruttamento.

Nonostante la data apparentemente più avanzata, il 2026 rappresenta comunque il livello di sovrasfruttamento ecologico più alto mai registrato. In termini di intensità, l’umanità sta usando la natura il 73 per cento più velocemente di quanto gli ecosistemi riescano a rigenerare, un sovrasfruttamento equivalente all’uso di 1,73 Terre.

Il debito ecologico è cumulativo e ogni anno di overshoot si somma a quelli precedenti. Da quando il sovrasfruttamento ecologico è iniziato, nei primi anni Settanta, il debito ecologico accumulato ha continuato a crescere, contribuendo a perdita di biodiversità, deforestazione, degrado del suolo e all’aumento delle concentrazioni di gas serra.

Ogni Paese ha la sua data

Il 30 luglio è la data globale, ma ogni Paese ha un proprio Overshoot day, calcolato come se l’intera popolazione mondiale vivesse secondo i consumi di quel Paese. I Paesi con l’impronta più alta esauriscono prima il proprio budget. Ad esempio, se tutti consumassero come il Qatar, le risorse della Terra si esaurirebbero già il 4 febbraio.

L’Italia invece si colloca molto prima della media globale. L’Overshoot Day italiano nel 2026 è stato superato il 3 maggio, e da quel giorno il Paese entra simbolicamente in una fase di debito ecologico.

Quando si verificherebbe l’Overshoot day se tutto il mondo vivesse sotto i consumi di quel Paese © Global footprint network

#MoveTheDate: La campagna per spostare la data più avanti

Il Global footprint network sta promuovendo la campagna #MoveTheDate, che punta a spostare la data sempre più avanti nel calendario. L’iniziativa Power of possibility raccoglie oltre 100 soluzioni già disponibili e vantaggiose sul piano economico in cinque aree chiave: città, energia, cibo, popolazione e Pianeta. Secondo le stime, ci sarebbe una riduzione del 50 per cento delle emissioni di CO₂ da combustibili fossili sposterebbe la data di tre mesi.

Quest’anno il Global Footprint Network accompagna la data con un nuovo rapporto, Prepared for the predictable?, che punta il dito sulla scarsa preparazione dei governi. Secondo il rapporto, quasi nessun governo nazionale tratta la sicurezza delle risorse come parte centrale della propria pianificazione economica, mentre il sovrasfruttamento ecologico alimenta stagflazione, insicurezza alimentare ed energetica, crisi sanitarie e conflitti. Come sintetizza David Lin, tra gli autori dello studio e chief scientist dell’organizzazione, i Paesi che pianificano per un futuro con risorse limitate saranno quelli meglio posizionati per reggerne l’urto, ma al momento quasi nessuno lo fa.

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