La mobilità in tempo di pandemia, spostamenti in calo e boom dei mezzi privati

Il report di Moovit certifica l’impatto dell’emergenza sanitaria sulla mobilità. Abbiamo intervistato Samuel Sed Piazza, uno dei responsabili dell’app.

La mobilità urbana esce stravolta dalla pandemia. Per effetto dello smart working e delle chiusure delle attività commerciali, lo scorso anno il 15 per cento degli utenti ha smesso di spostarsi quotidianamente, il 42 per cento ha diminuito l’utilizzo dei mezzi pubblici e il 6 per cento è passato stabilmente a un veicolo privato. I dati emergono dal Report 2020 di Moovit, società di Intel sviluppatrice dell’app più utilizzata nel mondo dai pendolari e di soluzioni Mobility as a service per le aziende e le amministrazioni; un lavoro realizzato elaborando i big data provenienti da centinaia di milioni di spostamenti di utenti dell’applicazione in decine di aree metropolitane del mondo, e tramite dei sondaggi svolti attraverso la stessa app.

Mobilità urbana e trasporto pubblico, i dati del report

Il report realizzato da Moovit si concentra sull’impatto della pandemia sulle scelte di mobilità delle persone, sui tempi di attesa alle fermate e sulle richieste degli utenti alle amministrazioni e alle aziende del trasporto pubblico. Tra le aree analizzate nel mondo, nove si trovano in Italia: Roma e il Lazio, Napoli e la Campania, Milano e la Lombardia, Torino e Asti, Venezia, Firenze, Palermo e Trapani, Bologna, Genova e Savona. Con 48 minuti, Roma e il Lazio sono in testa nella classifica dei tempi medi per raggiungere la propria destinazione ogni mattina, seguiti da Milano e Lombardia (43 minuti) e da Napoli e Campania (28 minuti).

autobus vuoto per coronavirus
Un autobus di Roma deserto a causa dell’epidemia di coronavirus © Marco Di Lauro/Getty Images

Per quanto riguarda l’attesa alle fermate del trasporto pubblico, con una media di 24 minuti Palermo e Trapani superano Napoli e Campania (20 minuti) e Roma e Lazio (15 minuti); a livello mondiale, a farla da padrone in questa poco invidiabile classifica sono le città brasiliane di Recife e Salvador, rispettivamente con 31 e 28 minuti. Se invece si analizza la distanza media percorsa a piedi durante un viaggio di andata, al primo posto c’è Venezia con 803 metri, seguita da Firenze (677 metri) e da Milano e Lombardia (670 metri): nella città lagunare, il 26 per cento dei cittadini percorre più di un chilometro a piedi.

Le richieste degli utenti e i monopattini in sharing

Moovit ha domandato agli utenti cosa li incoraggerebbe a utilizzare più spesso i mezzi pubblici: il 48 per cento chiede meno affollamento, il 27 per cento maggiore sicurezza e uno su quattro tempi di viaggio inferiori. Tra le priorità individuate rispetto alla pandemia ci sono il rispetto delle distanze sociali alle fermate e a bordo, la sanificazione costante dei mezzi, un’attesa minore alle fermate per evitare assembramenti e la presenza di dispenser di gel igienizzante.

Sharing mobility
La mobilità sostenibile sta diventando un modo virtuoso di interpretare la propria quotidianità © Jonas Jacobsson / Unsplash

Un intero capitolo della ricerca è dedicato ai monopattini elettrici e ai servizi in sharing. L’utilizzo principale dei mezzi di micromobilità è per raggiungere in maniera diretta e senza cambi la propria destinazione (55 per cento degli intervistati, più tre per cento rispetto al 2019); il 45 per cento combina invece l’utilizzo di un mezzo del trasporto pubblico con il noleggio temporaneo di un mezzo di micromobilità. Lo scorso anno il comparto ha registrato un vero e proprio boom, eppure molti utenti, soprattutto al Sud (l’88 per cento a Palermo e Trapani e l’85 per cento a Napoli e Campania) non hanno mai utilizzato questi veicoli.  Le principali motivazioni che incoraggiano questo tipo di scelta sono l’economicità rispetto a un mezzo privato, la possibilità di raggiungere destinazioni non coperte dal servizio di trasporto pubblico di linea e la maggiore velocità rispetto a uno spostamento a piedi; di contro, a scoraggiare sono soprattutto la scarsa sicurezza e la carenza di piste ciclabili.

Samuel Sed Piazza: “I mezzi pubblici torneranno ad essere centrali”

Abbiamo chiesto a Samuel Sed Piazza, direttore europeo delle partnership di Moovit, di approfondire i principali aspetti che emergono dal report e di azzardare qualche previsione sul prossimo futuro.

Quali sono stati gli impatti più evidenti della pandemia sulle scelte di mobilità delle persone?
La pandemia, come ampiamente prevedibile, ha cambiato notevolmente le abitudini delle persone negli spostamenti. Mediamente il 15 per cento degli utenti nel corso del 2020 ha definitivamente smesso di spostarsi quotidianamente (anche per effetto dello smart working e per le prolungate chiusure delle attività commerciali o delle scuole), il 42 per cento ha diminuito l’utilizzo dei mezzi pubblici, il 35 per cento li utilizza come prima, il 3 per cento li utilizza più di prima e il 6 per cento è passato a un mezzo privato abbandonando quello pubblico. Un impatto trasversale che ha colpito tutte le fasce d’età e le aree del Paese.

Per pianificare la mobilità gli utenti chiedono sempre più informazioni in tempo reale © Moovit

Pensa che questi orientamenti resteranno anche alla fine dell’emergenza pandemica, o si attende un ritorno alle abitudini passate?
Come abbiamo potuto notare nei mesi del 2020 in cui le restrizioni sono state allentate, giugno e settembre in particolar modo, siamo certi che quando l’emergenza terminerà torneremo a spostarci come prima o, addirittura, più di prima. Sicuramente cambieranno gli spostamenti quotidiani dopo che molte aziende hanno adottato lo smart working totale o parziale, ma il trend resterà quello di sempre. Di conseguenza, per le amministrazioni locali e le aziende di trasporto pubblico è fondamentale pianificare il servizio in questo momento pandemico, tenendo sempre però lo sguardo rivolto verso il futuro e verso il ritorno alla normalità che ci attende.

Quali politiche andranno messe in campo per far sì che gli utenti possano tornare a utilizzare con fiducia i mezzi pubblici?
Secondo il nostro report gli utenti che utilizzano il trasporto pubblico hanno due priorità: orari in tempo reale e viaggi più brevi. L’utente si ritiene soddisfatto del servizio quando può ottenere sul proprio smartphone le informazioni e gli avvisi in tempo reale sui mezzi che attende alla fermata, elementi che gli permettono di pianificare il viaggio con accuratezza e affidabilità. Le corsie preferenziali sono determinanti per evitare il traffico, rendere i viaggi più brevi e di conseguenza offrire un servizio competitivo rispetto alla scelta del mezzo privato. Se le amministrazioni locali e le aziende si impegnano in tal senso, il successo del trasporto pubblico nelle grandi aree urbane è assicurato.

Insieme a Mobileye, l’app sta lavorando a un progetto di robotaxi a guida autonoma © Moovit

Nel 2020 abbiamo assistito a un vero e proprio boom della micromobilità in sharing. Qual è la situazione in Italia rispetto ai Paesi che hanno puntato con maggiore decisione su questa soluzione? E cosa pensa dei problemi connessi alla sicurezza e al decoro urbano?
Lo scorso anno tanti italiani, spesso giovani o giovanissimi, hanno risposto con entusiasmo all’arrivo dei nuovi mezzi di micromobilità elettrica come i monopattini. Un entusiasmo iniziale che piano piano si sta esaurendo, in favore di un utilizzo quotidiano più consapevole ed effettivamente utile all’utente per colmare il gap che spesso rileva tra una fermata del trasporto pubblico e la propria destinazione. Per quanto concerne la sicurezza, sicuramente bisogna partire dal presupposto – spesso non scontato – che un monopattino elettrico o una bicicletta in sharing non sono dei giocattoli ma dei veri e propri mezzi di trasporto su strada, che incorrono in tutte le criticità e i rischi che la strada comporta. Molte aziende private stanno facendo importanti campagne di sensibilizzazione verso i propri utenti, che siamo certi poteranno i loro frutti. Infine, per il decoro urbano, una soluzione utile può essere quella adottata in molte città del mondo, come ad esempio Tel Aviv in Israele: aree dedicate a questi nuovi mezzi per evitare che vengano parcheggiati in zone di pregio o che diventino delle barriere architettoniche provvisorie sui marciapiedi pericolose per i disabili.

Insieme a Mobileye, Moovit sta lavorando a un progetto di robotaxi a guida autonoma. Come funzionano e quando potremo vederli sulle nostre strade?
Moovit, nel maggio 2020, è stata acquisita da Intel proprio per poter lavorare al fianco di Mobileye, società leader per lo sviluppo di sistemi di guida assistita e autonoma. La profonda conoscenza della mobilità urbana di Moovit si unirà dunque alle competenze tecniche di Mobileye andando a dar vita ai primi esempi di sistemi Mobility as a service di tipo autonomo. Già dal 2022 si inizieranno a vedere in diversi Paesi del mondo i primi robotaxi che verranno messi su strada anche in collaborazione con le aziende di trasporto pubblico. La rivoluzione della mobilità urbana è molto più vicina di quanto si possa credere.

 

 

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