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Il confronto tra le parole di alcuni maestri rivela qualche cosa di più sull’illuminazione, ovvero il raggiungimento dell’Assoluto da parte della mente
L’assoluto non può essere colto con la mente, proprio così come “non possiamo sollevarci tirandoci sù per i lacci delle scarpe”. E’ con questa metafora che la filosofia orientale spiega all’uomo occidentale perché l’Assoluto non può essere conosciuto attraverso le ordinarie attività mentali, ma si rivela solo quando la mente è quietata è può percepire direttamente la consapevolezza allo stato puro.
Una delle affermazioni più ispirate e ispiranti dell’Advaita Vedanta -antica filosofia indiana – è quella che riconosce l’identità tra il principio assoluto universale, il macrocosmo, Brahman, e la più intima scintilla spirituale individuale, microcosmo, Atman. Tradotto in termini occidentali: cercando fuori di sé si finirà con l’incontrare l’anima, cercando dentro di sé si finirà col trovare l’Assoluto.
E’ proprio leggendo parole di maestri realizzati che hanno avuto l’esperienza di quella che viene chiamata illuminazione, che si può cogliere la peculiare natura di questo evento che, “cortocicuitando” i normali processi logico-mentali, mette in contatto con una percezione diretta e totalmente coinvolgente della realtà.
Musicologo e medico cecoslovacco, visse per molti anni in India, dove incontrò il suo Maestro e fu iniziato alla tradizione Advaita Vedanta
“Accadde una sera sul lungomare di Bombay, guardando gli uccelli volare conobbi me stesso come pura consapevolezza; la presenza costante che chiamiamo il sé era libera da ripetizioni, memoria psicologica, giudizio, attrazione o repulsione; il mio essere era stato proiettato spontaneamente in una calma senza tempo ove la separazione tra tu ed io svaniva completamente. La vita scorreva non più attraversata dalle correnti dell’ego; c’era soltanto l’unità.”
Oratore, autore, educatore indiano. Ha dedicato la sua vita a “rendere l’uomo assolutamente, incondizionatamente libero”.
“Volete conoscere il mio segreto? non mi curo di ciò che accade: l’illuminazione significa questo, accetto ciò che accade, dico sì ad ogni momento, non sono mai impaurito, ma vivo in una gioia costante, fuori dallo spazio e del tempo.”
Da più di 30 anni, condivide la sua esperienza dell’illuminazione con incontri in Europa e nel nord America, rivolgendosi a persone interessate a conoscere la loro vera natura.
“La consapevolezza è già in noi. Quando siamo alla soglia, l’illuminazione accade nel momento che permettiamo al nostro ego di dissolversi nell’amore che siamo; l’unica cosa che occorre è essere aperti all’apertura; ma l’amore non insiste, l’amore sente: che tu possa essere sempre nell’ascoltare, il cuore si relaziona a se stesso e tu sei la risposta.”
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