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Tre anni di tempo per riuscire a trasformare il rapporto che i giovani hanno con il cibo e spingerli all’adozione di un’alimentazione sana e uno stile di vita dinamico grazie agli strumenti che usano di più come smartphone e videogame. Per sconfiggere, nel lungo termine, l’obesità e altri problemi di salute causati da una dieta
Tre anni di tempo per riuscire a trasformare il rapporto che i giovani hanno con il cibo e spingerli all’adozione di un’alimentazione sana e uno stile di vita dinamico grazie agli strumenti che usano di più come smartphone e videogame. Per sconfiggere, nel lungo termine, l’obesità e altri problemi di salute causati da una dieta non bilanciata e da una ridotta attività fisica. Sono gli obiettivi del progetto europeo Pegaso, fit for future coordinato dal dipartimento di Design del Politecnico di Milano e gestito dalla Fondazione del Politecnico.

In un mondo in cui “per ogni cosa c’è un’app”, un social network o un dispositivo mobile in grado di ridurre al minimo la fatica, Pegaso si inserisce con il compito di riportare i giovani alla realtà. E per farlo punta tutto su quegli stessi strumenti, dai videogiochi ai telefoni intelligenti, che rischiano di rubare loro la maggior parte del tempo che potrebbero trascorrere facendo sport o attività di gruppo nella vita reale.

Attraverso una piattaforma educativa in grado di catturare l’attenzione dei giovani con giochi online e spunti di riflessione facilmente condivisibili sui social network, il progetto europeo cerca di monitorare i parametri fisici dei ragazzi e di introdurli in una community virtuale a cui potranno accedere attraverso un’app. In questa realtà virtuale potranno condividere le buone pratiche compiute offline in ambito alimentare e i traguardi raggiunti nell’attività fisica.

Un progetto rivolto agli adolescenti, ma che potrà essere efficace soltanto grazie all’impegno delle famiglie, delle scuole, dei medici e di tutte quegli enti che possono tradurre tutto questo in eventi e iniziative di sensibilizzazione. Il progetto è finanziato dall’Unione europea e vede la partecipazione di un gruppo internazionale composto da istituti e aziende. Per l’Italia partecipano il Politecnico di Milano, il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), il Gruppo Sigla, Imaginary, LifeGate, il Gruppo Lombardia Informatica e Neosperience.
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