Il parco nazionale del Vesuvio nasce nel 1995, per tutelare il patrimonio geologico, naturalistico e storico dell’area circostante al vulcano più famoso dell’antichità. Ci racconta la sua eruzione più nota Plinio il Giovane, testimone diretto della colata lavica del 79 d.C., in cui persero la vita centinaia di abitanti di Pompei, Ercolano e Stabia. Di quell’evento, entrato ormai nella leggenda, oggi resta un vero e proprio tesoro archeologico, scoperto a metà ‘700 e ancora in fase di scavo, di certo tra le più importanti attrattive del parco.
Ma le bellezze di quest’area non riguardano solo archeologia e storia millenaria. La ricca biodiversità del complesso vesuviano costituisce il principale motivo d’interesse. Per quanto riguarda la flora, il vulcano ospita attualmente circa 610 specie vegetali: la macchia mediterranea, con specie come mirto, viburno, corbezzolo, roverella, è la più significativa (rappresenta il 40% delle specie presenti), seguita dalle pinete (pino marittimo, domestico e di Aleppo) che caratterizzano i versanti del vulcano dai 300 agli 800 metri di altezza. Le specie endemiche sono solo 18, probabilmente perché il complesso vulcanico è recente (l’ultima eruzione risale al 1944).
Le foto del parco nazionale del Vesuvio
Gli animali del Vesuvio
Anche la fauna è di particolare interesse, protagonista di ripetute colonizzazioni e migrazioni, di cui sono responsabili le molte eruzioni del vulcano. Sono presenti anfibi, rettili (degni di nota il cervone e il saettone), mammiferi (insettivori e roditori la fanno da padrone; tra essi il topo selvatico, la talpa, il riccio) ma soprattutto uccelli, il taxon più ricco del parco. Il complesso del Somma-Vesuvio, infatti, costituisce un punto di riferimento importante per molti uccelli migratori, tra cui il falco di palude, il gruccione, l’averla capirossa.
Gli itinerari di visita sono molti: culturali, naturalistici ma anche agricoli e gastronomici. Come citare, infatti, uno dei luoghi più suggestivi della Campania senza far riferimento alle tipicità gastronomiche locali? Tra esse ricordiamo il nocillo, l’albicocca, la ciliegia del monte, il pomodorino vesuviano, l’uva catalanesca ed il pane di San Sebastiano, che sono stati inseriti dal ministero delle Politiche Agricole e Forestali nell’elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani. Insomma, un parco tutto da gustare.
Parco nazionale del Vesuvio, orari per vistare il cratere
Il sentiero di accesso al cratere del Vesuvio è aperto tutti giorni dell’anno, anche i giorni festivi, nei seguenti orari: gennaio, febbraio, novembre, dicembre: 09:00 – 15:00; marzo, ottobre: 09:00 – 16:00; aprile, maggio, giugno, settembre: 09:00 – 17:00; luglio, agosto: 09:00 – 18:00.
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