Puledro. La socializzazione

Dall’imprinting materno ai primi contatti con il branco. Almerin ci accompagna nel mondo dei puledri dopo i primi mesi di vita.

Dopo aver parlato di vacanze è giunto il momento di
ritornare su temi più “seri”.
Vi avevo già raccontato quanto importante sia il contatto
materno per il puledro appena nato, oggi proseguiamo nel percorrere
le tappe della vita di un puledro che, in tempi veramente molto
brevi, incomincia a socializzare con il resto del branco.
Siamo davvero precoci noi cavalli! Pensate che già intorno
al secondo, terzo mese di vita, il puledro, intensifica i contatti
con gli altri elementi del branco. Mi ricordo che intorno a
quell’età ho azzardato i primi approcci con gli altri
cavalli ma devo dire che gli adulti non mi prendevano molto in
considerazione, mi annusavano un po’ incuriositi o mi guardavano
con indifferenza e tutto si esauriva in questo modo. Invece ricordo
che mi divertivo molto con gli altri puledri, all’inizio ho
socializzato con i figli delle amiche di mamma, poi, piano piano,
le amicizie si sono ampliate.
Con i coetanei si giocava o, semplicemente, si rimaneva vicini
vicini a pascolare, oppure ci si faceva le coccole grattandoci
reciprocamente sul collo. Mi pare che voi umani abbiate chiamato
queste coccole “mutual grooming”, all’inizio lo si fa con mamma, in
seguito diventa frequente anche tra puledri, le femmine lo fanno
sia tra loro che con i maschi, invece tra maschi capita
raramente.
Un altro modo di fare amicizia e di coccolarsi un po’ è
quando due puledri si mettono uno di fronte all’altro e il collo
del primo si sovrappone a quello del secondo… Questa cosa ricordo
di averla fatta anch’io ma, ora che sono adulto, quando la vedo
fare ai giovani puledri la trovo molto buffa!

Da questi approcci si passa ad un’altra attività
fondamentale per lo sviluppo fisico e psichico di noi cavalli: il
gioco! Eh sì, perché è proprio attraverso il
gioco che il puledro può raggiungere un adeguato sviluppo
delle masse muscolari, un buon coordinamento e doti atletiche.
Il gioco è importante anche dal punto di vista psicologico,
è attraverso il gioco che avviene l’apprendimento di
movimenti che torneranno utili nei combattimenti, nel
corteggiamento e in tutto ciò che riguarda l’interagire con
gli altri cavalli rendendo, in questo modo, il puledro più
equilibrato.

Io mi ritengo fortunato perché, da piccolo, ho avuto modo di
giocare molto con gli altri puledri e, da adulto, ho continuato a
giocare con il mio amico e proprietario. E’ per questo che con lui
mi trovo benissimo, mi accudisce e poi passa con me molto tempo, un
po’ mi chiede concentrazione e lavoro, ma spesso si gioca insieme e
io mi sento come quando ero puledro e mi divertivo con i miei
coetanei! Purtroppo non per tutti i cavalli è così,
ogni tanto incontro qualche amico che mi racconta cose assurde. Ci
sono cavalli che passano la loro vita nel box, il loro padrone va a
prenderli e li porta direttamente a lavorare nell’arena, a volte
non dedica loro neppure qualche minuto per sellarli perché
c’è qualcun altro che lo fa per loro e non li degna di uno
sguardo… insomma molti cavalli hanno un “rapporto non rapporto”
col loro padrone, e ci sono situazioni anche peggiori…

Beh ora basta coi cattivi pensieri, chiudiamo in bellezza pensando
a quanto sono buffi e nello stesso tempo teneri due puledri che
giocano tra loro inseguendosi reciprocamente! Mi auguro davvero che
tutti voi abbiate avuto modo di vedere queste simpaticissime scene,
se non ci siete ancora riusciti vi consiglio di farlo, sono dei
veri e propri spettacoli della natura!

Ornella Lessio

 

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