Una riflessione interna nell’orecchio

Come in ogni altra parte del corpo, anche nell’orecchio si riflette l’intero organismo umano, nel rispetto preciso di tutte le sue proporzioni

E’ facile scorgere nella raffigurazione del padiglione auricolare
l’immagine di un feto capovolto: la testa proiettata nel lobo, la
colonna vertebrale nell’antelice (quel rilievo che disegna il
profilo esterno dell’organo) le gambe raccolte nella posizione
detta appunto fetale.

Come in ogni altra parte del corpo, anche nell’orecchio si riflette
l’intero organismo umano, nel rispetto preciso di tutte le sue
proporzioni. La stimolazione dei punti riflessi permette di
ottenere il miglioramento di alcuni tipi di dolori o di disturbi
funzionali e organici.

L’auricoloterapia, pratica che può essere associata a
trattamenti di agopuntura, di digitopressione o ad altre forme di
riflessologia, si rivela di notevole aiuto in molti casi di dolori
reumatici, nevralgie, dolori osteoarticolari. Si riscontrano
miglioramenti nella cura delle artrosi, nelle tendiniti, nelle
lombosciatalgie e nelle contratture muscolari. Anche cefalea,
disturbi mestruali, coliche epatiche o renali, traggono spesso
giovamento da questo tipo di intervento.

E’ conosciuta la sua applicazione nell’intossicazione da tabacco,
ma si rivela utile anche nei disturbi generalmente connessi allo
stress: dalle sindromi ansiose alle varie somatizzazioni
dell’ansia, come tante gastroduodeniti, ai disturbi del sonno,
ipertensione, herpes zoster, trattamento per il fumo, bulimia e
altri disturbi alimentari (stimolazione dei cosiddetti “punti
fame”, sistema endocrino, ecc.).

La stimolazione dei punti riflessi nell’orecchio si pratica
generalmente attraverso massaggi, aghi filiformi o laser. L’uso dei
cosiddetti aghi a permanenza, ovvero una sorta di piccole puntine
fissate con un cerotto e tenute sul punto per qualche giorno, viene
spesso sostituita dall’applicazione di piccoli semi di una pianta,
la Vaccaria sinensis; fissati all’orecchio con un piccolo cerotto
che il paziente è invitato a premere tre o quattro volte al
dì. Questo permette un’autostimolazione del punto, con un
intervento assiduo e regolare.

Oltre all’aspetto terapeutico, l’attenta osservazione del
padiglione auricolare permette anche una forma di diagnosi legata
alle varie alterazioni che si manifestano in prossimità dei
punti o delle zone riflesse. Sondando il padiglione con un
cercapunti, quelli dolorosi alla pressione rivelano uno squilibrio
degli organi o delle funzioni corrispondenti.

Loredana Filippi

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