Fondi religiosi, quanto (poco) rende investire in Dio

Uno studio ha analizzato le performance dei Faith Based Funds, una nicchia che rende meno della media. I fondi islamici “battono” quelli cristiani.

Forse non rendono molto a livello finanziario, ma compensano con un ritorno “spirituale”. Sono  i Faith based funds (Fbf), prodotti di nicchia che rendono annualmente il 4,5 per cento e investono in aziende i cui prodotti e le cui politiche sono coerenti con le preferenze religiose degli investitori.

 

L’ultima analisi degli Fbf si trova in  un documento intitolato The performance of faith-based fund redatto da Parvez Ahmed dell’University of North Florida e da John Adams della University of Texas at Arlington. La quota di mercato dei Fbf rispetto all’universo dei fondi comuni di investimento degli Stati Uniti è lo 0,079 per cento.

 

Guardando alle performance di questi fondi, il rendimento annuale per i Fbf è del 4,553 per cento, inferiore al rendimento medio dei fondi socialmente responsabili (5,71 per cento) e dei normali fondi comuni (5,72 per cento). Una misura che spiega la sottoperformance dei Fbf sono i coefficienti di spesa più alti e oneri di vendita più elevati. Lo studio analizza la differenza tra fondi cristiani e islamici. Il ritorno medio annuale dei 40 fondi islamici (7,842 per cento) è superiore a quello dei 478 fondi cristiani (4,447 per cento).

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