Radicepura garden festival, la Sicilia celebra l’unicità del paesaggio mediterraneo

Tra l’Etna e il Mar Ionio si inaugura la prima edizione del Radicepura garden festival, per celebrare la biodiversità mediterranea attraverso la creazione di giardini unici.

Il Mediterraneo e la sua biodiversità saranno protagonisti della prima edizione del Radicepura garden festival, il primo evento internazionale dedicato al garden design e all’architettura del paesaggio che caratterizzano quest’area. Si tiene a Giarre, in provincia di Catania, dal 21 aprile al 21 ottobre.

Radicepura garden festival

Radicepura, azienda familiare che opera da più di cinquant’anni nel settore florovivaistico e che attraverso la sua fondazione promuove la tutela e la valorizzazione dell’ambiente, apre le porte del suo giardino botanico ai piedi dell’Etna a giovani designer e grandi protagonisti del paesaggismo e dell’architettura chiamati a partecipare alla biennale il cui tema è l’esperienza mediterranea. L’obiettivo è di valorizzare la cultura del paesaggio e il rispetto della natura e dell’ambiente promuovendo la ricchezza di diversità e culture che convivono da sempre nel bacino del Mediterraneo.

Radicepura Garden Festival
Il Radicepura garden festival si tiene a Giarre, in provincia di Catania, dal 21 aprile al 21 ottobre © Alfio Garozzo

 

 

Tra biodiversità e dieta mediterranea

I giardini visitabili dal pubblico sono dieci, suddivisi in base alla loro estensione e realizzati appositamente con la vegetazione coltivata da Piante Faro, azienda siciliana specializzata nella produzione di piante mediterranee e tropicali. Quattro garden designer di fama internazionale hanno realizzato giardini “site-specific” (specifici di un sito) di 150 metri quadrati ciascuno, ognuno affrontando tematiche diverse.

Uno di questi è Amity, il progetto della designer arabo-londinese Kamelia Bin Zaal ispirato alla convivialità nei giardini arabi, un invito all’amicizia e alla fratellanza. Evaporazione mediterranea è il giardino di Stefano Passerotti che si focalizza sull’attuale situazione del Mare Nostrum, il nome romano per il Mediterraneo, utilizzando la metafora del tronco d’albero adagiato sull’acqua. Altri sei giardini di dimensioni che variano tra i trenta e i cinquanta metri quadrati sono stati realizzati da giovani progettisti del verde. Da segnalare Identità mediterranea ideato da un gruppo di studenti del corso di laurea in Verde ornamentale e tutela del paesaggio dell’Università di Bologna che attraverso l’uso di un gran numero di specie vegetali vogliono rappresentare il Mediterraneo come luogo d’incontro tra culture.

Amity
Amity, il progetto della designer Kamelia Bin Zaal ispirato alla convivialità nei giardini arabi © Kamelia Bin Zaal

Mediterraneo, cantiere dell’umanità

Per tutta la durata del festival, Radicepura ospita quattro installazioni vegetali tra cui il Giardino della dieta mediterranea ideato dallo studio Coloco che riunisce le varietà di prodotti che formano la dieta mediterranea, riconosciuta dall’Unesco come Patrimonio culturale immateriale dell’umanità nel 2010.

“Il Mediterraneo è uno dei ‘grandi cantieri’ dell’umanità in tutti i sensi del termine: ecologia, culture, economie, conoscenze, vivere insieme”, spiega Pablo Georgieff, architetto, giardiniere e paesaggista, direttore artistico del festival e fondatore dello studio Coloco. “Abbiamo tutti voglia di essere coinvolti nell’invenzione di questo futuro al quale crediamo. Allora per pensare e fare i giardinieri, l’occasione di un nuovo festival unico nel suo genere merita un’attenzione particolare: è il primo festival dei giardini organizzato in una struttura vivaistica”.

Hortus Salis
Hortus Salis, l’installazione di Alejandro O’Neill, esplora il concetto di sale nel giardino celebrandone la connessione con l’uomo nel Mediterraneo e in particolare in Sicilia, terra ricca di saline © Alejandro O’Neill

Non un semplice festival di giardinaggio quindi ma un progetto ambizioso. Radicepura mira a diventare infatti il punto di riferimento per il Mediterraneo, come il Chelsea flower show e il Chaumont sur Loire lo sono già da tempo per l’Europa settentrionale, un obiettivo importante soprattutto in questo momento caratterizzato da crisi e tensioni nell’area. Per celebrare sia la sua diversità sia gli elementi che accomunano tutti i suoi popoli.

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