Come decarbonizzare la filiera agroalimentare, secondo il progetto MC0

Grazie al progetto transfrontaliero MC0, tante PMI italiane e francesi hanno avviato un processo di decarbonizzazione. Anche per il settore agroalimentare.

Nell’Unione europea, le emissioni di gas serra della filiera agroalimentare rappresentano circa un terzo del totale del nostro intero continente. Una quota su cui necessariamente si deve agire, se vogliamo rimanere in linea con gli obiettivi climatici dell’Ue per il 2040, cioè il taglio del 90 per cento delle emissioni rispetto al 1990, e il 2050, quando si prevede il raggiungimento della neutralità climatica. A questa esigenza prova a rispondere Mission Carb 0 (o MC0), il progetto finanziato dal programma Interreg France-Italia Alcotra che punta ad accompagnare le imprese in un percorso strutturato di decarbonizzazione.

La situazione dell’agroalimentare in Europa

In che contesto agisce il progetto MC0? Lo sappiamo grazie all’ultimo rapporto pubblicato dal il Comitato consultivo scientifico europeo sui cambiamenti climatici, dal titolo “Adattamento e mitigazione dei cambiamenti climatici nel sistema agroalimentare – Raccomandazioni per politiche UE coerenti”. Il documento è uscito lo scorso marzo e racconta di un settore fragile a causa della crisi climatica, che perde a livello continentale circa 28 miliardi di euro l’anno per gli eventi estremi. Non solo: ricorda quanto l’Europa meridionale – che comprende anche l’Italia – sia più esposta agli eventi catastrofici rispetto al resto del continente. Decarbonizzare il settore serve quindi a contribuire al raggiungimento degli obiettivi, ma anche a tentare di prevenire gli effetti della crisi.

Tra le raccomandazioni all’Ue, gli autori del rapporto chiedono di fornire un sostegno mirato alla transizione per aiutare le aziende del settore a superare gli ostacoli finanziari e di conoscenza. Si chiede, in pratica, anche di migliorare la consapevolezza sulla questione climatica per poter agire di conseguenza. Questo è proprio uno degli aspetti su cui ha lavorato il progetto MC0.

Agroalimentare
© Lauren Heaton/Pexels

Alcotra e il progetto MC0

L’acronimo Alcotra sta per “Alpi latine cooperazione transfrontaliera”, e indica il programma europeo di cooperazione nel territorio alpino tra Francia e Italia che mira a rispondere alle sfide ambientali, influenzando positivamente il tessuto economico e sociale dell’area. L’iniziativa copre il periodo 2021-2027 ed è finanziata dal Fesr, cioè il Fondo europeo di sviluppo regionale.

MC0 è un progetto in seno ad Alcotra della durata di tre anni, coinvolge partner italiani e francesi e ha l’obiettivo specifico di accompagnare nel processo di decarbonizzazione le piccole e medie imprese di quattro filiere: agroalimentare, meccatronica, aromi e profumi e servizi alla montagna, trasformando la sostenibilità da obbligo normativo a leva strategica per rendere le imprese del territorio più competitive.

Obiettivo di MC0 è stato progettare una piattaforma di calcolo delle emissioni, sia dirette, sia soprattutto indirette (quelle dei trasporti e dei fornitori, per esempio) che consenta alla singola impresa di monitorare le proprie performance e di ottenere un quadro di partenza utile per valutare su quali ambiti investire per decarbonizzare, ma anche per sensibilizzare tutti i propri stakeholder.

La piattaforma si chiama L.I.S E. (Limita i tuoi impatti e supervisiona le tue emissioni) e oggi è resa disponibile per tutte le Pmi delle quattro filiere che hanno partecipato al progetto.

 

MC0 per l’agroalimentare

Per quel che riguarda il settore agroalimentare nello specifico, Mission Carb0 ha valutato aspetti come la carbon footprint di organizzazione; l’assessment ESG; ha svolto la raccolta dati dei fornitori e ha fatto una valutazione delle emissioni indirette. Dall’analisi, queste ultime ammonterebbero a circa 141 tonnellate di CO2 equivalente.

Tra le aree di intervento prioritarie per il settore c’è per esempio la riduzione degli imballaggi e in particolare della plastica utilizzata, da sostituire con materiali riciclati, adottando un buon eco-design dei prodotti.

Un altro tema centrale emerso è la logistica: secondo l’analisi è necessario efficientare i trasporti, ottimizzare le percorrenze e migliorare la gestione della supply chain. Puntando inoltre sulla condivisione dei dati e sulla collaborazione tra i diversi attori della stessa filiera. Perché la transizione ecologica dell’agroalimentare non passa soltanto dalla tecnologia, ma anche dalla capacità delle aziende di collaborare e costruire una visione comune lungo tutta la catena produttiva.

Agroalimentare, le aziende coinvolte 

Tra Francia e Italia, attualmente sono 20 le aziende che hanno aderito al progetto Mission Carb 0, hanno calcolato le proprie emissioni dirette e indirette e partecipato al processo di accompagnamento verso la decarbonizzazione. Ecco quali sono, provincia per provincia.

  • Provincia di Cuneo
  1. Antica Cascina Srl
  2. Beppino Occelli  I Formaggi Srl
  3. Caseificio Vincenzo Quaglia Srl
  4. Forneria Artigiana Cavanna Srl
  5. Fruit Project Srl
  6. Isofood Srl
  7. I Tesori della Terra Soc.coop.agr. sociale Onlus
  8. La Granda Trasformazione Srl
  9. La Manta Foods Srl
  10. Nocciola Tomatis
  11. Obun Srl
  12. Selezione Oberto Srl
  13. Ortofruit Italia Soc.agr.coop
  14. Pasta Fresca di Grimaldi Valerio
  • Provincia di Torino
  1. Caseificio Paje Srl
  2. Pascal Srl
  3. Molini Bongiovanni SpA
  • Dipartimento Savoie
  1. Le Pain de Belledonne
  • Dipartimento PACA
  1. Alziari
  2. Barral SA

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