Quest’anno il Riviera international film festival di Sestri Levante ha una sezione dedicata all’ambiente

Le grandi sfide ambientali sono protagoniste a Sestri Levante, al Riviera international film festival 2018, con cinque documentari e un panel sul clima, tenuto dal premio Nobel Nigel Tapper.

Il lato oscuro della rivoluzione digitale, le minacce senza precedenti che incombono sugli oceani, il brutale sterminio degli elefanti per il commercio clandestino di avorio, il ruolo dei media nelle battaglie degli attivisti e altri spunti di riflessione sulle sfide ambientali che ci coinvolgono senza più possibilità di revoca. Sono questi i temi principali affrontati dai cinque documentari in programma al Riviera international film festival 2018 che si tiene dal 2 al 6 maggio con la sua seconda edizione e che ha tra le novità una sezione di documentari dedicata proprio all’ambiente. Cinque giorni in cui la baia del Silenzio di Sestri Levante, in Liguria, diventa la cornice di un evento internazionale dedicato al cinema.

A River Below
Lo showman attivista Richard Rasmussen nel documentario A River Below, ambientato in Amazzonia © ariverbelow.com

Riviera international film festival 2018: in giuria anche il premio Nobel Nigel Tapper 

Nato nel 2017 con una vocazione formativa, rivolta in particolare ai giovani, il festival dedica la sezione principale della gara a film realizzati da registi under 35 e propone a tutti gli appassionati masterclass e panel, tenuti da professionisti di fama ed esperienza internazionale. Tra questi lo sceneggiatore Ed Solomon (Men in Black, Now you see me, Charlie’s Angels), che racconta come nasce un copione; Peter Zeitlinger (direttore della fotografia del regista Werner Herzog) che tiene un incontro dal titolo Luci e Ombre. La fotografia in tv e nei film e Cote de Pablo (interprete di Ziva David nella serie tv Ncis), che parla del mestiere dell’attore al cinema, tv e teatro.

Internazionale è anche la giuria del festival, di cui fa parte l’attore statunitense Matthew Modine, presidente della sezione dedicata ai film, e il climatologo premio Nobel per la pace Nigel Tapper (lo ha vinto nel 2007 insieme ad Al Gore e al suo gruppo di ricerca sui cambiamenti climatici), alla guida di quella dedicata ai documentari. Proprio Tapper sarà inoltre protagonista di una conferenza sui cambiamenti climatici dal titolo Building cooler, healthier global cities as critical adaptation to climate change (Costruire città più fresche e salubri in risposta ai cambiamenti climatici), in programma venerdì 4 maggio a Portofino.

I documentari a tema ambientale in gara al Riff 2018: trame e trailer

Come anticipato sarà proprio la sezione dedicata all’ambiente una delle novità più importanti del Riviera international film festival 2018. A farne parte saranno cinque documentari molto interessanti, già apprezzati e premiati a numerosi festival internazionali. Ecco i trailer e le trame.

A River Below (2017) di Mark Grieco, 86 minuti – Ambiente – Colombia/USA

Trama
La complessità dell’Amazzonia emerge in tutta la sua forza nel documentario A River Below, che racconta il tentativo di due attivisti di salvare il delfino rosa del Rio delle Amazzoni, usato come esca dai pescatori per catturare i piracatinga (una specie ittica carnivora, al centro di una florida industria nazionale). Il regista statunitense Marc Grieco segue il presentatore televisivo della tv brasiliana Richard Rasmussen e il biologo Fernando Trujillo, impegnato da trent’anni nella ricerca e la salvaguardia dei botos (come vengono anche chiamati questi delfini dal muso lungo), entrambi impegnati in questa missione. Dall’alto delle vedute aeree il documentario ci trascina in quel “fiume sotto”, torbido e intricato come la storia che a mano a mano prende forma. Da una parte gli attivisti che sfruttano i media per denunciare, in un’epoca in cui “la verità diventa un termine relativo”, e dall’altra i pescatori di un piccolo villaggio, rovinati dallo scandalo seguito alla denuncia. Un intrico di verità e di questioni di coscienza e giustizia di non facile risoluzione.

Blue (2017) di Karina Holden, 70 minuti – Australia

Trama
È un vero e proprio viaggio cinematografico negli abissi oceanici quello confezionato dall’australiana Karina Holden, che fotografa una verità incontrovertibile: i nostri oceani non sono mai stati così in pericolo come oggi. Un fatto ormai inequivocabile, che minaccia una delle risorse più preziose del nostro pianeta e che culmina in dati allarmanti: la metà della barriera corallina è già stata distrutta e nel 2050 negli oceani ci sarà più plastica che pesce. Un monito a unirsi al movimento #oceanguardian, tenendo alta l’attenzione su questioni come la pesca in scala industriale, distruzione degli habitat, perdita di specie e inquinamento, consapevoli che “ogni persona può davvero fare la differenza”.

Death by design (2016) di Sue Williams, 73 minuti – USA

Trama
L’ intento della regista americana Sue Williams, quando ha iniziato il suo documentario, era studiare l’impatto della rivoluzione digitale sulle nostre vita. Nel corso delle sue ricerche, invece, il focus del progetto è cambiato, a causa di quello che a poco a poco veniva a galla. Indagando nei processi di produzione e smaltimento dei prodotti tecnologici la regista ha scoperto un fiume torbido di segreti nascosti per anni dall’industria dell’IT, che ha messo in atto processi pericolosi per la salute e altamente inquinanti per l’ambiente. Una storia di “distruzione ambientale e di device studiati per morire”, che ci conduce tra le fabbriche cinesi, che riversano i loro scarti nel Fiume Azzurro, e i corridoi high tech della Silicon Valley, dove a parlare è anche Ted Smith, fondatore della Silicon Valley Toxics Coalition. Una riflessione attualissima e urgente sulle conseguenze tragiche del consumismo più sfrenato sulla sostenibilità.

Ivory – A crime story (2017) di Sergey Yastrzhembsky, 87 minuti – Russia/Francia

Trama
Un elefante ucciso ogni 15 minuti. È questa la tragica verità che è emersa grazie al documentario Ivory – A crime story, del russo Sergey Yastrzhembskiy. Nel corso di tre anni il regista ha ripreso oltre duecentocinquanta ore di materiale in trenta Paesi, per indagare le cause e le terribili conseguenze di una richiesta di avorio senza precedenti nella Storia. Un eccidio che sta sterminando un’intera specie, attraverso mattanze brutali e nel segno del più bieco egoismo umano. Una visione straziante, ma necessaria.

Living in the future’s past (2018) di Susan Kucera, 86 minuti –  USA

Trama
La diversità, la forza e – insieme – la fragilità delle specie. Living in the future’s past è un’esplorazione di tutto questo e, in particolare, della relazione tra la natura e l’uomo in tutta la sua complessità. Voce narrante e volto di questo viaggio tra le meraviglie e le minacce del nostro pianeta è l’attore premio Oscar Jeff Bridges. Accanto a lui scienziati ed esperti che affrontano temi legati all’evoluzione, all’energia, all’ecologia e alla psicologia, aiutandoci a capire quale sia realmente il nostro posto “tra le specie della famiglia terrestre” . Un excursus fatto di immagini meravigliose, di luoghi e animali maestosi, posti sotto l’incombente minaccia che alcuni chiamano “la fine della natura”.

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