La cartolina di Claudia Gerini. Il cinema sta soffrendo, ma è insostituibile e rinascerà

Sono tanti gli artisti che stanno tenendo compagnia agli Italiani sul web durante la quarantena. L’attrice Claudia Gerini è tra loro. E ci manda una cartolina piena di speranza.

Tra i settori e le categorie più colpite dal lockdown imposto dall’emergenza coronavirus c’è anche quello dello spettacolo. Cinema, teatri, sale concerti e auditorium hanno infatti dovuto chiudere i battenti e annullare proiezioni, rappresentazioni e concerti fin dall’inizio della fase uno. Un duro colpo per una categoria che, tradizionalmente, non ha mai avuto vita facile, tra lavori “a chiamata” e scarse risorse pubbliche.

Fin da subito, però, proprio il mondo della cultura ha reagito in modo propositivo e generoso alle difficoltà, mettendosi a disposizione delle persone, chiuse a casa, in modo creativo e spontaneo. Merito delle nuove tecnologie, ma anche di quella sensibilità che, per natura, contraddistingue gli artisti.

cinema
Il settore dello spettacolo è stato tra i primi a chiudere in Italia, all’inizio dell’emergenza coronavirus © Denise Jans/Unsplash

Una piattaforma digitale di aiuto reciproco, la solidarietà ai tempi del covid-19

Mentre i cantanti e i musicisti si sono ingegnati per organizzare concerti sui balconi di casa o attraverso i social e il web (su tutti il grande show benefico One world together at home organizzato da Lady Gaga), molti attori hanno iniziato a intrattenere il loro pubblico, leggendo e interpretando per loro poesie e racconti.

Lo ha fatto anche Claudia Gerini, attraverso il portale www.posso.it (nato proprio come gesto di solidarietà e condivisione durante l’emergenza), proponendo una personale interpretazione di alcune “pillole di filosofia di vita” in romanesco di Gioacchino Belli e di poesie dell’autrice premio Nobel Wislawa Szymborska. Come lei anche altri artisti si sono prestati per interviste o momenti di condivisione, da Gabriele Muccino ad Alessio Boni e Francesco Pannofino.

[vimeo url=”https://vimeo.com/412863754″]Video Cano Cristales[/vimeo]

“Il compito di un attore è intrattenere e dare emozioni e io ho provato a farlo interpretando sonetti e poesie”, ci ha raccontato la Gerini durante un’intervista in diretta sul nostro canale Instagram. “Su questa piattaforma digitale ognuno può mettere a disposizione il proprio tempo. Trovo molto bello questo scambio, che permette di offrire una consulenza a chi ha bisogno e a tutti di insegnare e imparare qualcosa. È un po’ come l’antico concetto del baratto”.

L’idea di dare vita a questo luogo di ritrovo e aiuto reciproco e gratuito è venuta alla produttrice Manuela Cacciamani, fondatrice della One More Pictures, che l’ha realizzata insieme a Direct2Brain e in collaborazione con Rai Com Rai e Rai Cinema.

Ed è così che, con la rapidità che tante volte manca durante la normalità, in poche settimane ha preso forma un motore di ricerca che conta già oltre quattromila iscritti, tra psicologi, insegnanti di lingue straniere e di musica, cuochi, avvocati, e moltissimi altri professionisti e semplici amatori che hanno messo a disposizione un totale di oltre diecimila ore del loro tempo. Alcuni persino per insegnare agli over 60 ad usare il computer.

Prosegue la Gerini: “In queste situazioni di difficoltà ci si ingegna per stare più vicini e grazie alle tecnologie oggi si può fare tanto. Abbiamo tirato fuori tanta solidarietà”.

[vimeo url=”https://vimeo.com/411022768″]Video Cano Cristales[/vimeo]

 

Settore spettacolo, non dimentichiamo chi sta dietro le quinte

Secondo i dati diffusi da Enpals (l’ente nazionale di previdenza e assistenza per i lavoratori dello spettacolo)  in questo momento ci sono tra le 300mila e le 380mila persone legate al mondo dello spettacolo e della cultura che in Italia non stanno lavorando. Un numero che mette in luce le dimensioni del problema, come sottolinea l’attrice: “Spesso si tende a identificare il settore solo con chi sta sulla scena, ma il mondo dello spettacolo non è fatto solo di artisti, attori, registi, danzatori e musicisti. Dietro le quinte ci sono tutte le maestranze – dai fonici ai truccatori ai macchinisti – che rappresentano un numero enorme di persone. Ora stiamo cercando di capire come tornare. Molte figure professionali continueranno probabilmente a fare smart working ancora per un po’”.

 

claudia gerini set suburra
A causa del lockdown molti set hanno dovuto chiudere dall’oggi al domani. Tra questi anche quello della serie Netflix Suburra, arrivata alla terza stagione © Netflix/Emanuela Scarpa

Fase 2, riaprono i primi set

L’inizio della fase 2 ha segnato un primo passo anche nel mondo dello spettacolo. Potranno riaprire i set nel Lazio, anche se con regole stringenti: gli attori dovranno fare i test prima delle riprese, e dovranno indossare le mascherine appena escono di scena e sul posto dovrà sempre essere presente un medico.

La stessa Gerini racconta di aver lasciato in sospeso tre produzioni prima del lockdown. A cominciare da quella della terza stagione della serie Netflix Suburra, ambientata proprio nella capitale e attesissima dal pubblico.

“Suburra era all’ultima settimana di riprese quando ci siamo dovuti fermare”, spiega l’attrice, che qui interpreta Sara Monaschi, un revisore dei conti del Vaticano invischiata in loschi affari. “La terza stagione è quasi pronta, manca veramente poco. È una di quelle produzioni che era già in corsa quando è iniziato il lockdown e che quindi cercheranno di riprendere appena possibile. Speriamo possa essere pronta per settembre”.

In attesa di partire c’erano anche altri due film per lei. “Stavamo per andare sul set con un film di Edoardo Leo che si intitola Lasciarsi un giorno a Roma, una dramedy sulla fine delle lunghe storie d’amore. La sceneggiatura mi è piaciuta molto e sono felicissima di poter lavorare con Edoardo, con cui non c’era ancora stata occasione. Poi c’era un altro film di Salvatore Allocca, un giovane regista romano, con il quale eravamo in procinto di girare un film intitolato Mancino naturale, sulla storia di una mamma vedova che cresce da sola un figlio undicenne, che è un giocatore di calcio molto dotato”.

gerini suburra
Nella fase 2 dell’emergenza coronavirus potranno riaprire i set nel Lazio, seguendo stringenti protocolli di sicurezza © Netflix/Emanuela Scarpa

Cinema e teatro, “esperienze insostituibili”

Mentre i protocolli per la ripartenza dei set aprono uno spiraglio per il settore cine-televisivo, resta ancora incerto il futuro di sale cinematografiche, teatri e luoghi di cultura. Tra i primi a chiudere all’inizio della pandemia, saranno probabilmente anche tra gli ultimi a riaprire. Qualcuno ipotizza il prossimo autunno. Intanto in queste settimane l’uscita in sala di alcuni film è stata sostituita dallo streaming e dalle pay tv. Una soluzione che ha acceso il dibattito: fidelizzare così il pubblico significa allontanarlo? Distribuire ora i film significa rinunciare ad avere una proposta interessante alla riapertura? Dubbi leciti, che però non scoraggiano gli appassionati.

“Andare al cinema e a teatro sono esperienze uniche e insostituibili e sono anche momenti importanti di aggregazione sociale e condivisione”, riconosce la Gerini. “Il miraggio di un vaccino è ancora lontano, ma sono sicura che con le giuste regole si potrà ridisegnare una nuova normalità”.

Intanto le idee per rilanciare il settore non mancano, tra chi ipotizza voucher per le famiglie destinati alla cultura, e chi prova a valutare l’apertura di arene e drive in.

“Sono tutte soluzioni da tenere in considerazione”, prosegue l’attrice. “Per esempio qui a Roma è stata fatta una petizione per riaprire un vecchio drive in che c’era sulla Cristoforo Colombo. Il cinema all’aperto è romantico e la stagione è quella giusta. Si stava parlando anche di una nuova piattaforma concordata dagli esercenti per poter mettere a disposizione i film da guardare a casa. Sono soluzioni temporanee, ma poi bisognerà trovare il modo di riaprire cinema e teatri”.

La cartolina dal futuro di Claudia Gerini

È un’immagine “dai colori vividi” quella che Claudia Gerini manderebbe all’umanità da un mondo post emergenza. “Io sono una persona positiva” , spiega immaginando di dover inviare un messaggio di speranza dal futuro, come abbiamo chiesto a tutti sui nostri social. “Scriverei che la vera arte di vivere è stare bene anche quando le cose non vanno come vorremmo e che c’è una felicità che è indipendente da qualsiasi condizione esteriore, che non è legata a nulla di materiale e che è sempre disponibile dentro di noi. Io credo che, come per tutte le avversità della vita, anche questa sia destinata a finire. Ci sarà un giorno in cui potremo tornare tutti alla normalità”.

Nel frattempo ciascuno può fare la sua parte, dando un senso alle proprie giornate in modo creativo e, perché no, generoso. Le possibilità non mancano.

 

Articoli correlati