Scompariranno le erboristerie?

Un provvedimento ministeriale, definito “ammazzaerboristi”, rischia di mettere seriamente in crisi le erboristerie a conduzione familiare e i piccoli produttori erboristici.

Il 18 luglio scorso, il Ministro della Salute ha stabilito con una
semplice circolare che tutti i prodotti a base di erbe dovranno
essere considerati degli integratori alimentari.

Entro 120 giorni i produttori devono trasformare il laboratorio
erboristico in un laboratorio per la produzione di integratori e
registrare le etichette di tutti i prodotti, allegando una
documentazione che “attesti l’idoneità all’uso alimentare”,
dove sono indicati “i costituenti attivi della pianta”,
nonché i dati tossicologici e tant’altro, oltre a pagare una
tassa di 155 Euro per ogni etichetta notificata.

La Circolare avrà due effetti molto gravi:

  • in un primo momento eliminerà tutti i piccoli produttori
    erboristici che non potranno affrontare la spesa necessaria per
    adeguarsi;
  • a lungo andare eliminerà le erboristerie, perché
    gli integratori alimentari possono essere venduti al supermercato e
    le poche industrie erboristiche che sopravviverranno avranno tutto
    l’interesse a portare i prodotti al supermercato.

Per fare un esempio: Una piccola azienda che produce normalmente
500 prodotti erboristici dovrebbe spendere circa 150.000 Euro (300
Milioni delle vecchie Lire) per mettersi in regola con la nuova
normativa. Per i piccoli, che hanno sempre garantito la
qualità dei prodotti, sarà troppo oneroso affrontare
queste spese e saranno costretti a chiudere, con la soddisfazione
di chi ha promosso la Circolare.

Al di là dell’effetto che avrà su qualche migliaia di
piccole aziende, la Circolare “Ammazzaerboristi” è un atto
di ingerenza molto grave. In un momento in cui l’approvazione di
una legge sull’erboristeria è solo una questione di tempo,
il Parlamento Europeo sta lavorando ad un Regolamento
sull’Erboristeria e lo Stato Italiano ha istituito una laurea in
tecniche erboristiche, un Ministro non può svegliarsi una
mattina e invalidare tutto ciò con una Circolare.

IL Ministro dovrebbe spiegare a cosa serve una laurea in Tecniche
Erboristiche se il prodotto erboristico è un alimento e
può essere fabbricato e venduto anche da chi non è
erborista. Quattro anni di studi buttati al vento!

L’erboristeria e più in generale la fitoterapia è un
metodo terapeutico praticato da millenni che richiede anni di studi
e di esperienza sia per la preparazione dei prodotti che per
l’utilizzo. Dire che si tratti di un prodotto alimentare, privo di
effetto curativo, vuol dire anare millenni di esperienza e cultura
e negare al cittadino la possibilità di scegliere il tipo di
terapia da utilizzare.

È quanto meno singolare che l’Ordine dei Medici questa
primavera abbia approvato un documento che rivendica per i medici
l’assoluta esclusività per la pratica delle cosiddette
medicine alternative, tra cui anche la fitoterapia.

Come faranno a prescrivere fitoterapici quando la loro etica
professionale vieta la prescrizione di prodotti la cui efficacia
non sia provata scientificamente quando è praticamente
impossibile dimostrare secondo i loro parametri l’efficacia di un
fitocomplesso.

Viene proprio il sospetto che siamo di fronte ad un disegno che
mira ad eliminare del tutto la fitoterapia, riducendo le imprese
del settore solo a due o tre!

Hubert Bösch
fitoterapista

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