Lo scooter elettrico e condiviso è l’ultima frontiera a Milano

Dopo la bicicletta e l’automobile, anche lo scooter elettrico potrà essere condiviso. A Milano è in arrivo il servizio di scooter sharing.

Mancano pochi mesi a Expo 2015 e Milano si presta a lanciare l’ennesima sfida contro il traffico. Ebbene sì, oltre i già consolidati sistemi di bike sharing, che prevede che ben 3.600 biciclette siano messe a disposizione da BikeMi, e car sharing che vede la presenza di quattro gestori diversi e 3.600 mezzi di condivisione, la metropoli lombarda vuole avviare un servizio di scooter sharing, approfittando dell’esposizione universale per lanciare il nuovo servizio.

 

L’idea è quella di partire inizialmente con 50 motocicli per poi arrivare alla fine del 2015 a circa 150 veicoli. Ancora in dubbio il modello che verrà scelto, ma entro la fine dell’anno verrà emesso il bando e ne sapremo di più. Probabilmente si seguirà l’esempio (già rodato) della città di Barcellona, che dal 2013 ha avviato la condivisione dello scooter elettrico tramite l’azienda Motit, che ha ideato tanto i veicoli (velocità massima 65 chilometri orari, durata della batteria 60 chilometri circa, in relazione al tipo di guida, peso 80 chilogrammi, sistema di recupero energia in frenata) quanto la parte gestionale (software di sistema sui motocicli, applicazione e sistema di rilevamento).

 

Quello di Barcellona è un modello da imitare 

Se dovesse essere confermato il modello spagnolo sarà un sistema molto simile all’attuale sistema del car sharing, in breve: per prima cosa occorre registrarsi, collegandosi al sito internet o tramite l’apposita app. La registrazione dà diritto di usufruire del servizio, mentre i costi possono differire a seconda della frequenza con cui si utilizzerà tale servizio. In seguito si potrà prenotare il veicolo e, per farlo, servirà solo uno smartphone con gps e applicazione dedicata, in quanto tramite quest’ultima viene localizzato lo scooter più vicino disponibile alla prenotazione. Si potrà, se ci si atterrà al modello spagnolo, prenotare un arco temporale o il tragitto che si effettuerà; nel primo caso si pagherà a ore e bisognerà riportare il mezzo nel punto in cui lo si è prelevato, mentre nel secondo il pagamento avverrà in base a chilometri percorsi.

 

Arriviamo poi al terzo punto, ovvero il check in. Tramite l’app, pochi minuti prima di prendere lo scooter, va premuto il tasto start, ovviamente non bisognerà dimenticare di indossare il casco che verrà dato in dotazione. Sempre seguendo il modello spagnolo come il più plausibile, su ogni motorino dovrebbe essere presente un grande display con navigatore satellitare che permetterà di seguire il percorso prestabilito.

 

Ultimo passo, il check-out: prima di spegnere il motorino, bisognerà fare un report di eventuali incidenti o danni. Gli scooter e le persone sono assicurati e l’utente sarà responsabile solo dei primi 50 euro di danni. Nella realtà catalana i costi sono variabili a seconda dell’utilizzo, c’è la possibilità di stipulare abbonamenti mensili, annuali o semplicemente noleggi giornalieri a costi accessibili. Un membro “standard” paga 29 euro per la registrazione e una tariffa per chilometro di 0.55 euro, mentre la tariffa oraria è di 5 euro.

 

Un membro “con priorità” paga 11 euro a trimestre accedendo a diversi vantaggi, quali il prezzo di 0,45 euro al chilometro o 4 euro all’ora. Per i turisti non ci sono costi di registrazione e il prezzo è di 6 euro all’ora oppure 18 euro per il giro turistico. Ultimi dettagli, i requisiti minimi sono il possesso di una patente A1 o B e almeno 21 anni di età. Non ci rimane che aspettare, ma nel frattempo continueremo a girare la città con i già ben avviati mezzi che il comune ci mette a disposizione, siano questi tram, metro, bus o macchine elettriche o bici. Il biglietto da visita, che si può supporre verrà presentato in concomitanza con l’Expo, sarà il city tour progettato per i turisti.

 

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