Mentre La Calera affrontava un severo razionamento dell’acqua, le sorgenti locali venivano prosciugate dall’azienda Indega. I cittadini hanno reagito e hanno cambiato le cose.
05Quante volte al supermercato vi siete fermati a leggere gli ingredienti di un prodotto e poi avete rinunciato a farlo? Non è facile orientarsi tra le liste di ingredienti per capire se si sta facendo un buon acquisto o no per la salute. Dalla Francia lo scorso ottobre è arrivato uno strumento utile: un’applicazione per
05Quante volte al supermercato vi siete fermati a leggere gli ingredienti di un prodotto e poi avete rinunciato a farlo? Non è facile orientarsi tra le liste di ingredienti per capire se si sta facendo un buon acquisto o no per la salute. Dalla Francia lo scorso ottobre è arrivato uno strumento utile: un’applicazione per iOS e Android a portata di tutti che può fungere da guida portatile in questo campo.
Si chiama Yuka e il suo simbolo è una carota. Gli startupper che l’hanno ideato sono tre francesi, Julie Chapon, responsabile marketing, e i fratelli François e Benoit Martin, web designer il primo e sviluppatore informatico (e padre di tre bambini) il secondo, che con questo progetto si sono prefissati la missione di rendere più trasparente la composizione dei prodotti per permettere ai consumatori di fare scelte più consapevoli.
Inizialmente avevano pensato a un magnete a forma di carota da tenere sul frigorifero di casa, che scansionasse i prodotti acquistati valutandone l’impatto sulla salute in base alle componenti, poi si sono resi conto che oltre ad essere un oggetto costoso non era pratico. Così nel gennaio 2017 è nata l’app, sempre a portata di mano, con cui scansionare i prodotti durante la spesa orientandola su scelte più attente. Oggi nel mondo la usano oltre 20 milioni di persone in 11 paesi; l’attività ha una sede a Parigi con 12 dipendenti. In Italia Yuka è scaricabile dallo scorso ottobre e ha già superato 1,2 milioni di utenti: “si tratta del terzo paese più popolare dopo Francia e Spagna”, dichiarano i fondatori. Ma vediamo come funziona.
Attraverso la scansione del codice a barre, l’app è in grado di classificare il prodotto con bollino verde, giallo e rosso valutandone l’impatto sulla salute. I criteri con cui Yuka analizza la bontà di un prodotto sono tre: qualità nutrizionale che rappresenta il 60 per cento della valutazione ed è basata sul metodo di calcolo Nutri-Score, (un sistema sviluppato in Francia per semplificare l’identificazione dei valori nutrizionali di un prodotto alimentare attraverso l’utilizzo di due scale correlate: una cromatica divisa in 5 gradazioni dal verde al rosso, ed una alfabetica comprendente le cinque lettere dalla A alla E); la presenza di additivi (30 per cento) sulla base delle ricerche di Efsa, Anses, Iarc e altri studi indipendenti. Infine, le caratteristiche bio (10 per cento) del prodotto.
L’app in pochi secondi, quindi, fornisce la sua diagnosi assegnando agli alimenti un punteggio da zero a 100, corrispondente a un giudizio che può essere eccellente (in verde scuro), buono (verde chiaro), mediocre (arancione) o scarso (rosso). Nel team, inoltre, c’è un comitato tecnico scientifico, guidato dal nutrizionista Anthony Berthou, di esperti della materia (nutrizionisti, tossicologi e medici) che stabilisce i sistemi di valutazione e controlla che siano validi nel tempo.
L’app elenca, infatti, quanti zuccheri, sale, calorie, fibre, grassi saturi e additivi contengono i cibi, e che tipo di sostanze chimiche ci sono invece nei cosmetici. A ogni componente del prodotto viene attribuito un bollino di un colore diverso a seconda del livello di rischio e dettaglia quali sono e perché gli ingredienti che fanno male e quelli che fanno bene. Oltre a questo l’algoritmo propone una selezione di prodotti alternativi con le caratteristiche più simili a quelli che si volevano acquistare, ma valutati migliori e più facili da reperire sul mercato. L’app, scaricabile gratuitamente, nel complesso ha analizzato oltre 1,5 milioni di prodotti di cui il 70 per cento alimentari e il 30 cosmetici.
Un numero che continua a crescere dato che gli utenti possono aggiungere prodotti nuovi seguendo le istruzioni fornite dall’app che l’algoritmo analizzerà in automatico. Utile anche per gli intolleranti e allergici la “versione premium” a pagamento che prevede notifiche per la presenza di alimenti come glutine e lattosio. Del progetto fa parte anche una guida cartacea all’alimentazione sana, per ora solo in francese, a 253 alimenti con ricette, per orientarsi nella complicata lettura delle etichette alimentari e indirizzare a fare la spesa.
L’app francese, infatti, non propone nessuna pubblicità, non ha accordi con aziende e brand e si sostiene con la versione a pagamento, le vendite del libro La guida dell’alimentazione sana (scritto dal loro nutrizionista Anthony Berthou con la co-fondatrice Julie Chapon, disponibile in francese), del programma nutrizionale online e del calendario di frutta e verdura di stagione.
Informazioni che secondo uno studio interno all’azienda sembrano davvero in grado di orientare i consumatori a scelte più consapevoli e le aziende verso una maggiore responsabilizzazione. Su 230mila consumatori e 21 grandi aziende del food, è emerso che usando Yuka il 94 per cento ha smesso di comprare certi prodotti e i produttori stessi sono pronti a migliorare le formulazioni dei prodotti.
Unico punto che però ha ricevuto delle critiche è il metodo valutativo Nutri-Score perché in conflitto con quello usato in Italia, ovvero il Nutriform Battery, una valutazione basata sul fabbisogno energetico giornaliero consigliato per nutriente.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Mentre La Calera affrontava un severo razionamento dell’acqua, le sorgenti locali venivano prosciugate dall’azienda Indega. I cittadini hanno reagito e hanno cambiato le cose.
Chiedendo l’introduzione di misure specchio, Slow Food evidenzia la necessità che i cibi importati nell’Unione europea, come mais e grano, rispettino gli stessi standard di quelli prodotti nell’Ue.
La Ràkene, a Ruvo di Puglia, lancia una campagna che è sì una raccolta fondi, ma soprattutto una presa di posizione culturale e politica sul modo in cui produciamo e acquistiamo cibo.
Cosa succede al nostro organismo se saltiamo la colazione o la facciamo sbilanciata? Quali sono invece gli effetti di una colazione fatta bene?
Le associazioni dei consumatori hanno chiesto un incontro alla grande distribuzione per discutere su come continuare a garantire la trasparenza sui prodotti con l’approvazione della deregolamentazione dei nuovi ogm.
Uno studio in Perù ha evidenziato l’associazione tra i pesticidi e il rischio di cancro considerando l’esposizione reale della popolazione a una miscela di sostanze.
Il metodo di filtrazione è ciò che rende diverso lo yogurt greco da quello classico. Entrambi alleati di salute, hanno però caratteristiche diverse.
Secondo uno studio effettuato in Germania, i paesaggi agricoli biologici sono associati a una maggiore abbondanza di api solitarie sia in termini assoluti che di specie.
Secondo un nuovo report, i fanghi ittici degli allevamenti di pesce in Norvegia sono paragonabili alle acque reflue non trattate di milioni di persone e riducono l’ossigeno nell’acqua dei fiordi.

