Via libera del ministero dell’Ambiente: la struttura sorgerà a Ceccano, nel Frusinate, e sarà il primo di una serie 47 progetti europei.
The Climate App potrebbe diventare il prossimo social network dedicato ai cambiamenti climatici. Sam Naef: “I social media strumento per diffondere consapevolezza”.
Ha raggiunto il primo obiettivo delle 25mila sterline, il crowdfunding lanciato sulla piattaforma Indiegogo per lo sviluppo de The Climate App, l’applicazione ideata dallo studente Nasa Sam Naef e pensata per creare una community consapevole e attenta alla riduzione della propria impronta ecologica. L’app, progettata per mostrare agli utenti quali azioni possono intraprendere per ridurre le proprie emissioni di CO2, aiuta a tenere traccia e a monitorare i progressi personali, nonché ad ispirare gli utilizzatori verso nuovi comportamenti “green”.
Il team, giovanissimo, è composto da imprenditori, scienziati, sviluppatori, designer e professionisti del marketing, alcuni di loro già coinvolti nel movimento Extintion Rebellion. Alcuni di loro collaborano con la NASA, Microsoft, Sky e Airbus. Lo stesso Naef viene già da un’esperienza simile, avendo lanciato da poco il progetto 8Billionminds, una piattaforma gratuita di apprendimento dal vivo. L’idea alla base dell’app è la stessa che funziona con i social network che usiamo quotidianamente, ovvero creare un feed che sia capace di “attirare l’attenzione delle persone”, spiega a LifeGate Sam Naef. “In modo da creare una rete di persone che ne possano coinvolgere altre. Pensiamo che The Climate App sarà il miglior ‘posto dove andare’ incentrato sul clima, e in particolare sulle azioni da compiere. Diciamo il prossimo Instagram, ma climatico”.
L’applicazione proporrà varie “sfide” agli utilizzatori, come monitorare quanta carne viene consumata, o consigli su come passare all’energia verde, ridurre i voli, migliorare la raccolta e il riciclo dei rifiuti. L’app sarà totalmente gratuita e, come spiegano gli sviluppatori, potrà essere integrata con tutte le altre piattaforme più famose, così da poter condividere obiettivi e messaggi.
“I social media sono un ottimo strumento per diffondere la consapevolezza, ma come sappiamo creano camere dell’eco che portano a riaffermare le proprie convinzioni”, spiega Naef riferendosi alla costante polarizzazione di alcuni temi che avviene all’interno dei social media. Lo stiamo vedendo con la pandemia attuale, con la politica. E nemmeno temi come i cambiamenti climatici ne sono esenti. D’altro canto “alcune piattaforme social stanno introducendo posizioni a favore del clima più forti, come Facebook che ha recentemente incluso una sezione sulla consapevolezza del clima sulla loro piattaforma”, continua Naef. “Il che è un grande progresso, ma dobbiamo migliorare ancora”.
Lo stiamo vedendo in questi ultimi anni. Le nuove generazioni, spinte da movimenti come Friday for Future ed Extintion Rebellion, sono sempre più attente, preparate, e chiedono di agire. Anche se l’epidemia da Covid-19 ha come congelato la discussione sui cambiamenti climatici. “Tuttavia, sono certo che dopo la pandemia, i leader ambientali potranno usare l’argomento secondo il quale siamo stati avvertiti di una malattia trasmessa per via aerea per molto tempo, ma non ci siamo preparati adeguatamente per questo. Lo stesso sta accadendo con il clima, ma su scala molto peggiore”, spiega Naef.
“Le giovani generazioni hanno davvero bisogno di agire e di stimolare il cambiamento ovunque possono”, conclude l’ideatore. “Dando l’esempio e spingendo gli altri a cambiare”. Magari anche attraverso un’app.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Via libera del ministero dell’Ambiente: la struttura sorgerà a Ceccano, nel Frusinate, e sarà il primo di una serie 47 progetti europei.
Il 61 per cento di bambini e bambine sotto i 6 anni usa ogni giorno uno smartphone. Il punto non è vietare, ma educare: la sfida di Smart Tales.
Ingaze usa l’AI per analizzare reputazione online, recensioni e career site, aiutando le aziende a capire come sono percepite dai candidati.
Coralli stampati in 3D, anidride carbonica sequestrata nel mare, plastica fermata nei fiumi: tre startup al lavoro per il futuro degli oceani.
Nata a Padova, Finapp utilizza i raggi cosmici per misurare l’umidità del suolo e la neve in tempo reale, prevenendo siccità, alluvioni e sprechi.
Domenico Cassitta, Ceo di Radoff, spiega le tecnologie per governare la qualità dell’aria indoor, a tutela della salute e riducendo i consumi.
Prevost, attraverso il monito sull’IA, lancia un monito a 360 gradi su disuguaglianze, sfruttamento, crisi climatica e ruolo di Stati e privati.
La startup Sintropy.ai propone soluzioni per trasformare un ambiente passivo in uno spazio che si ottimizza da solo, abbattendo i costi energetici.
Con Weeshop, basta scansionare il codice a barre per avere le informazioni utili su ogni prodotto: niente voti, ma strumenti per acquisti consapevoli.
