Spinoza: potenza di gioia e amore

Uno dei pensatori più importanti della filosofia moderna. Nella sua opera Spinoza si è fatto cantore della felicità come vera forza, come puro distillato di potenza delle umane passioni.

La filosofia di Spinoza si erge in tutta la sua grandezza non
solo sullo sfondo della filosofia moderna, ma si impone anche alla
riflessione contemporanea con una vitalità e una ricchezza
teoretica davvero riguardevoli.

Nella sua “Etica”, Spinoza sottolinea come la gioia, cioè
la felicità, si configuri come vera forza, come puro
distillato di potenza delle umane
passioni
, come straordinario appagamento
che l’uomo avverte quando sente di realizzarsi nel suo stare al
mondo; essa, al contrario della tristezza che ci fa sentire il
mondo come luogo
inospitale
, minaccioso, producendo, così, un
inautentico ripiegamento su noi stessi, rafforza quel principio
fondamentale del nostro comportamento, che è la tendenza a
perseverare nel proprio essere (lo sforzo di
autoconservazione).
La stessa conoscenza del bene e del male, sempre secondo il Nostro,
altro non è che “l’effetto della gioia o della tristezza“.

Il fondamento della virtù va ricercato nello sforzo di
conservare il proprio essere e in questo, come ci insegna la
ragione, consiste la felicità,
la quale incrementa la potenza con cui abitiamo il mondo:
l’odio,
così, “non può mai essere buono”, poiché
contrario allo sforzo di autoconservazione e di realizzazione
autentica di noi stessi, mentre l’amore è vera potenza
d’essere
nella misura in cui unisce e rafforza gli
uomini.

Leggiamo, a questo proposito, un passo esemplare dell'”Etica”: “Chi
vuol vendicare le offese ricambiando
l’odio
, vive proprio miseramente. Chi invece cerca di
vincere l’odio con l’amore, lotta davvero lieto e sicuro, resiste
con pari facilità a uno o a più uomini, e quasi non
richiede l’aiuto della fortuna. E quelli che egli vince gli cedono
con gioia, non
già per mancanza ma per aumento di forze; e tutte queste
cose derivano così chiaramente dalle sole definizioni
dell’amore
e dell’intelletto che non c’è
bisogno di dimostrarle una per una”.

Fabio Gabrielli

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