Perché una stella marina può aiutarci a comprendere il clima che cambia

Una piccola stella marina che vive nelle acque norvegesi muta con il mutare del clima. Per questo gli studiosi la stanno esaminando con attenzione.

Il mare di Norvegia, che fa parte dell’oceano Atlantico settentrionale, non è certo invitante per un bagno, data la temperatura. È però l’habitat ideale di una stella marina che somiglia proprio a uno stampino per biscotti, tanto che in inglese viene chiamata cookie-cutter seastar. Il suo nome scientifico è Ctenodiscus crispatus e la sua forma simpatica non è la sua unica particolarità. Questo curioso animale marino è infatti una vera e propria sentinella dei cambiamenti climatici, al punto da essere diventata oggetto di studio di un appassionato team di scienziati.

stella marina
Dato che gli oceani stanno accumulando gran parte del calore in eccesso sulla Terra, studiarne gli abitanti – come le stelle marine – si rivela molto utile per capire l’andamento del riscaldamento globale © Morris MacMatzen/Getty Images

Le stelle (marine) si osservano al microscopio

Il gruppo di ricerca, di cui fa parte anche Irene Zanette dell’Università di Southampton, è guidato dal fisico canadese Pierre Thibault, che insegna presso l’Università degli studi di Trieste. Esperto delle tecniche di analisi ai raggi X, utilizza il sincrotrone Elettra, un acceleratore di particelle, come un potente microscopio con cui riesce a ottenere “molti dati in campo biologico sugli organi riproduttivi e digestivi di questi organismi e su come sono in grado di adattarsi ai cambiamenti climatici”.

Per la prima volta le mutazioni all’interno delle stelle marine, che a loro volta rispondono alle mutazioni del clima, sono state osservate direttamente in campioni intatti e conservati in etanolo, che sono stati forniti da Christina Wood, collaboratrice del centro oceanografico dell’Università di Southampton. Le immagini ottenute grazie al sincrotrone sono in alta qualità e senza distorsioni.

Stelle marine, supereroi degli oceani

Studiare gli oceani – e di conseguenza i loro abitanti – è fondamentale per capire la gravità del riscaldamento globale. Assorbono, infatti, più del 90 per cento del calore in eccesso sulla Terra. Accumulano anche grandi quantità di anidride carbonica, la quale causa la diminuzione del pH oceanico, provocando un fenomeno chiamato acidificazione che ha grosse ripercussioni sulla biodiversità locale, stelle marine comprese. Senza contare che lo scioglimento dei ghiacciai – nel caso del mare di Norvegia, i ghiacciai della Groenlandia e delle isole canadesi – sta riversando negli oceani una grande quantità di acqua dolce, responsabile di profonde alterazioni degli ecosistemi.

Le stelle marine a forma di stampino per biscotti stanno provando a rispondere in maniera tempestiva ed efficace a tutte queste variabili. Quindi osservarle significa da un lato capire quanto i mutamenti siano drastici, e dall’altro in che modo la fauna marina stia reagendo. Queste particolari stelle svolgono, inoltre, un ruolo importante nella cattura del carbonio in acqua, perciò si può davvero dire che siano i supereroi del mare.

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