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Non sempre è necessario fermarsi e avere a disposizione uno spazio preciso per fare ginnastica. Lo stretching si può praticare ovunque.
Fare stretching ci rilassa e ricarica le energie. Non sempre è necessario fermarsi e avere a disposizione uno spazio preciso e circoscritto per il “quarto d’ora di ginnastica giornaliera”. Anche una breve camminata, meglio se in mezzo alla natura, può diventare l’occasione per praticare benefici esercizi di stiramento e di respirazione. Lo stretching, che letteralmente significa “allungarsi”, consiste nell’allungare i muscoli e consente di aumentare flessibilità ed elasticità di muscoli e tendini e aiuta a prevenire alcuni infortuni muscolari.
Fare stretching all’aria aperta è particolarmente piacevole poiché la luce del sole e gli alberi contribuiscono ad apportare numerosi benefici a livello fisico e mentale al nostro organismo. Fare esercizi all’aperto consente di assorbire la vitamina D, aumenta il livello delle endorfine e l’aria fresca e la maggiore circolazione di ossigeno nel sangue stimolano il rilascio della serotonina.
Per prima cosa possiamo sciogliere le spalle: continuando a camminare, inspiriamo col naso e, inspirando, solleviamo le spalle contraendole con forza insieme alla muscolatura del collo e stringendo al contempo le mani a pugno. Poi espiriamo, lasciando uscire con decisione l’aria dalla bocca, come se stessimo soffiando, e rilasciamo velocemente la tensione, lasciando cadere braccia e spalle e aprendo contemporaneamente il palmo delle mani, come a voler improvvisamente liberar qualcosa. In altre parole, portiamo al massimo la tensione per poi rilassare, durante l’espirazione, la muscolatura delle spalle e delle braccia.
Dopodiché allunghiamo la colonna vertebrale: continuiamo a camminare e, inspirando (col naso) incrociamo le dita delle mani; espirando lentamente (con la bocca semichiusa, come se stessimo gonfiando un palloncino) distendiamo le braccia sopra la testa, allungando tutta la colonna. Il palmo delle mani ruoterà naturalmente verso il cielo. Allunghiamo la colonna e sciolgo i fianchi: passo dopo passo, tranquillamente, distendiamo le braccia verso l’alto, una alla volta, come se dovessimo raccogliere le mele da un albero un po’ alto. Saliamo leggermente sulla punta dei piedi, per aumentare la distensione verso l’alto.
Punta, tacco, taglio interno, taglio esterno: mantenendo una respirazione naturale, camminiamo per qualche passo sulle punte dei piedi, distendendo bene tutta la parte posteriore delle gambe fino al tendine di Achille, evitando però di irrigidire i polpacci. Poi camminiamo un po’ sui talloni, cercando di mantenere una buona flessibilità del ginocchio. Spostando il peso sul taglio interno del piede, compiamo ancora qualche passo, lasciando che tutta la struttura si adegui a questo insolito modo di camminare. Infine, spostiamo il peso sul taglio esterno e camminiamo ancora un po’, pronti a ricomincia le serie.
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