Mike Maric. Ho raccolto in un libro i segreti del respiro, per vivere meglio

Attraverso il racconto della propria esperienza, l’apneista e medico Mike Maric ci consegna una preziosa guida per aumentare il nostro benessere fisico e mentale, semplicemente imparando a respirare

È la prima cosa che impariamo a fare quando veniamo al mondo, senza la quale non potremmo vivere. Quella che ripetiamo più spesso: circa 20mila volte al giorno. Eppure respirare è un tema sul quale non siamo abituati a soffermarci e per questo Mike Maric, campione mondiale di apnea, nonché medico specializzato in identificazione umana forense, e oggi anche breath coach (insegnante di respiro), ha deciso di raccogliere tutto il suo sapere nel libro La scienza del respiro.

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Una sorta di guida, scandita da racconti di vita ed esperienze personali, da vere e proprie lezioni di respirazione e da ricette sane, per intraprendere un percorso all’insegna del benessere sotto ogni punto di vista. Un percorso che Maric porta avanti da lungo tempo e che trasmette sia col suo lavoro di docente all’Università di Pavia, che attraverso corsi e seminari rivolti a tutti: dai manager alle mamme, fino a grandi campioni, come i nuotatori Federica Pellegrini e Filippo Magnini. Con un linguaggio accessibile e mettendo in gioco molto di sé Maric ci parla di respirazione e apnea da un punto di vista scientifico, sfatando miti e fornendo tanti consigli utili per abbassare i nostri livelli di stress, facilitare il lavoro di cuore, intestino e muscoli e persino guarire più in fretta, semplicemente respirando.

La scienza del respiro (Ed Vallardi)
La scienza del respiro di Mike Maric, edito da Vallardi

Perché è tanto importante respirare bene e saper controllare il proprio respiro?
Oggi noi poniamo massima attenzione all’alimentazione, che è il secondo fabbisogno fisiologico necessario alla sopravvivenza, mentre poniamo poca attenzione alla respirazione, che è il nostro primo fabbisogno. Dalla respirazione dipende lo stile di vita, così come la gestione dello stress e la performance lavorativa e sportiva.

Moltissimi aspetti della nostra vita potrebbero dunque migliorare semplicemente allenando il nostro respiro?
Assolutamente. La respirazione influisce su molti aspetti, come la qualità del sonno e del recupero, la digestione e lo stato mentale. Una rivoluzionaria scoperta scientifica del 2017 (della Stanford University School of Medicine, ndr) ha dimostrato proprio come la respirazione controlli lo stress attraverso il sistema nervoso centrale, e non solo quello autonomo, patrimonio della cultura yogica.

Un lavoro specifico sul proprio respiro può aiutare anche a curare alcune patologie?
Proprio così: respirare correttamente può aiutare, per esempio, a migliorare la postura o chi soffre d’asma, e persino la memoria e la concentrazione. Non solo: nel paziente oncologico l’attività aerobica e la respirazione hanno una funzione di controllo e prevenzione del tumore, perché l’ossigeno è nemico delle cellule tumorali e le uccide.

In uno dei capitoli de La scienza del respiro dai consigli molto precisi anche ai fumatori e a chi desidera smettere di fumare.
Sì, la respirazione è il primo esercizio da fare per combattere l’astinenza da nicotina in modo intelligente. Concentrarsi sulla lunghezza della respirazione nei primi tre minuti in cui si sente il desiderio di fumo aiuta ad allontanare lo stimolo. In un soggetto fumatore gli esercizi invece servono a diminuire il muco. Ovviamente il primo consiglio è quello di smettere di fumare, per il bene nostro e di chi ci sta intorno.

Mike Maric Filippo Magnini
Mike Maric con il campione di nuoto Filippo Magnini © Mike Maric/Green Media Lab

Una cosa curiosa che spieghi è che il cosiddetto “mal di pancia dal ridere” è una cosa che, in realtà, ci fa bene. In che modo?
Nel libro ho voluto sfatare alcuni miti, parlando del singhiozzo, dello sbadiglio e anche della risata. Sappiamo che la risata fa bene, perché abbassa il cortisolo e produce la serotonina, che è l’ormone “della felicità”. Ma non solo: una sana risata stimola il diaframma, che è un muscolo poco allenato, tanto da farci venire il “mal di pancia dal ridere” e aumentando così anche l’ossigenazione.

Nel libro hai inserito anche delle vere e proprie lezioni di respirazione, adatte a diverse situazioni. Per cominciare qual è il primo esercizio da fare per respirare meglio?
Il più semplice è quello della respirazione triangolare, che aiuta a rilassarsi. L’ideale è provare a farlo prima di coricarsi la sera. Bisogna mettersi sdraiati, tenere una mano sulla pancia e una sul petto, iniziando a respirare di pancia. Questo è l’abc. All’inizio può risultare complicato, ma nel libro ho inserito tanti suggerimenti per tutti: dalle persone non allenate fino agli atleti olimpionici.

Da apneista esperto tu insegni anche cosa significhi saper trattenere il respiro e dici addirittura che l’apnea “è il tuo respiro”. Cosa vuoi dire?
La mia vita è stata segnata, come quella di tanti, da diversi momenti in cui “mi è mancato il respiro”. Possono essere stati momenti belli, come quando ci si innamora, o momenti brutti, come quando ho perso il mio amico in mare. Mi è successo anche di trattenere il fiato per il mio lavoro di medico, sui cadaveri. Ma è proprio grazie all’apnea che ho trovato una dimensione nuova che oggi mi permette di insegnare a respirare anche ai grandi campioni.

Mike Maric durante una delle sue esperienze acquatiche coi delfini © Mike Maric/Green Media Lab
Mike Maric durante una delle sue esperienze acquatiche coi delfini © Mike Maric/Green Media Lab

Nel libro spieghi anche che l’apnea, praticata in modo corretto, fa bene al cervello.
Sì, perché quando tratteniamo il respiro il contenuto di anidride carbonica del sangue aumenta, portando il cervello a dilatare le arterie del collo. Ciò comporta un maggior apporto di ossigeno al cervello, che quindi migliora le prestazioni.

A proposito del tuo lavoro di medico: come ha influito sul tuo percorso questo contatto così diretto e forte con la morte?
Mi ha portato a maturare la giusta sensibilità nel non sfidare mai il mare. La morte del mio amico, apneista come me, è stata la chiave di volta della mia vita, perché in quel momento ho capito che la ricerca del limite non può far parte di questa vita. Il prezzo da pagare è troppo elevato. È più sano allenare l’apnea e la respirazione per il proprio benessere o per migliorare una performance sportiva. Col tempo ho capito che spesso la miglior vittoria è saper rinunciare.

 

Foto di apertura © Roberto Chiovitti

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