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Sviluppo e sostenibilità o OGM?

Si parla a Johannesburg di sviluppo e sostenibilità, ma a Harare la direttrice dell’OMS predica il contrario.

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Mentre a Johannesburg i capi del mondo dibattono sul futuro
dello sviluppo sostenibile, nella città di Harare, capitale
dello Zimbabwe, si è concluso un vertice d’emergenza di tre
giorni sulla grave crisi alimentare che sta affliggendo molti paesi
africani.

Un’alta dirigente dell’OMS, l’Organizzazione Mondiale della
sanità (WHO, World Health Organisation), ha dichiarato, in
conclusione, che il cibo geneticamente modificato è sicuro
per il consumo umano e che dovrebbe essere usato per combattere la
fame delle milioni di persone affamate dell’Africa meridionale.

Gro Harlem Brundtland, così si chiama la signora, afferma
che la sua organizzazione “non ha notizia di casi scientificamente
documentati in cui il consumo di questi cibi abbia avuto effetti
negativi sulla salute umana.”

Secondo le statistiche, si stima che 13 milioni di persone debbano
affrontare la fame nel sud del continente africano, e circa 300.000
persone potrebbero morire nei prossimi sei mesi.

Ma tre dei paesi che stanno affrontando la crisi, Mozambico, Zambia
e Zimbabwe, hanno mostrato fortissime preoccupazioni per le
conseguenze negative sulla salute e l’ambiente a lungo termine del
mais geneticamente modificato che potrebbe venire spedito loro
nell’ambito dei programmi dell'”emergency food aid”.

Il governo dello Zambia recentemente ha dichiarato che non avrebbe
più permesso l’ingresso di cibo geneticamente modificato
all’interno del proprio territorio.

Perciò, proprio in virtù dei temi che si stanno
trattando in questi giorni a Johannesburg sul rapporto tra
ambiente, sviluppo sostenibile e povertà, tra mercato ed
equità, tra globalizzazione e solidarietà, stride la
dichiarazione della Brundtland, che tendono a inficiare le sovrane
decisioni dei paesi africani e imporre l’accettazione di partite di
cereali OGM che potrebbero arrivare lì in quanto non
vendibili sui mercati occidentali…

La signora Gro Harlem Brundtland, in scadenza di mandato, non si
ricandiderà alla guida della Organizzazione Mondiale della
Sanità.

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