Con l’ambasciata a Gerusalemme, Trump non ha fatto alcun “regalo” a Israele
La scelta di spostare l’ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme non è un regalo per Israele: è la condanna all’isolamento e alla paura.
La scelta di spostare l’ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme non è un regalo per Israele: è la condanna all’isolamento e alla paura.
Nel giorno dello spostamento dell’ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme, scoppia la rivolta palestinese. Almeno 58 uccisi dai soldati israeliani.
Grazie alla senatrice Tammy Duckworth, i politici statunitensi saranno liberi di lavorare dopo la maternità e le deputate potranno allattare in Parlamento.
Emmanuel Macron ha preso la parola di fronte ai parlamentari americani, toccando la questione del clima: “La realtà è che stiamo distruggendo la Terra”.
Grazie all’interesse creato dal movimento femminista #Metoo, ora è più facile per le donne in prigione nel Maryland e in altri stati americani ottenere prodotti per l’igiene intima di prima necessità.
In vista del summit con la Corea del Sud, Pyongyang ha deciso di sospendere i test missilistici intercontinentali e il programma di sviluppo nucleare.
Per la prima volta da quasi 60 anni non sarà la famiglia Castro a dirigere l’isola di Cuba. Il candidato unico alla successione di Raul è Miguel Diaz-Canel.
Secondo il rapporto annuale di Amnesty International, il numero di condanne a morte in tutto il mondo nel 2017 è sceso a 993.
Il capo dell’Agenzia per la protezione dell’ambiente americana, Scott Pruitt, nel mirino per viaggi in prima classe e per l’affitto della casa di un lobbista.
Secondo fonti siriane, il governo di Assad avrebbe effettuato raid con bombe al cloro nel Ghouta orientale: “Decine di persone soffocate”.