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Per la prima volta da quasi 60 anni non sarà la famiglia Castro a dirigere l’isola di Cuba. Il candidato unico alla successione di Raul è Miguel Diaz-Canel.
Un passaggio storico sta per prodursi sull’isola di Cuba. I Castro, al potere dal 16 febbraio 1959 con Fidel, quindi con il fratello Raul dal 24 febbraio 2008, non dirigeranno più la nazione caraibica. L’Assemblea nazionale cubana ha designato infatti come candidato unico per la successione alla presidenza l’attuale numero due dell’esecutivo cubano: Miguel Mario Diaz-Canel Bermudez.
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L’annuncio è arrivato mercoledì 18 aprile dalla presidentessa della Commissione nazionale delle candidature, Gisela Duarte: spetta ora ai 31 membri del Consiglio di Stato la conferma definitiva della decisione. Il voto è atteso per le ore 9 locali di oggi, le 15 in Italia, nel giorno del 57esimo anniversario della vittoria alla Baia dei Porci: nel 1961, infatti, l’esercito castrista riuscì a respingere lo sbarco di truppe anti-rivoluzionarie sostenute dagli Stati Uniti.
Diaz-Canel fa parte della prima generazione di dirigenti cubani nata dopo la rivoluzione del 1959 e la destituzione del dittatore Fulgencio Batista. Laureato in ingegneria elettronica, ha diretto il Partito comunista cubano nella provincia di Villa Clara ed è il braccio destro di Raul dal 2013. Nella zona da lui amministrata ha voluto la creazione del centro culturale El Mejunje, il primo ad essere diretto dalla comunità Lgbt. È considerato particolarmente sensibile alla causa climatica: è lui che ha rappresentato Cuba alla Cop 21 di Parigi, nel 2015.
Il candidato unico alla presidenza non ha dovuto presentare un programma, dal momento che – conformemente alle regole cubane – dovrà attuare le “linee direttrici” votate dal partito e dal Parlamento, che indicano la strategia politica da seguire fino al 2030. Tuttavia, è chiaro a tutti che il terreno sul quale il nuovo presidente dovrà misurarsi è quello economico.
Il sistema produttivo dell’isola caraibica ha segnato una ripresa nel corso del 2017 (il prodotto interno lordo è cresciuto dell‘1,6 per cento). Tuttavia, la nazione resta ancora fortemente dipendente dalle importazioni e dal sostegno di un alleato storico, il Venezuela, che tuttavia è a sua volta alle prese con una situazione non rosea dal punto di vista economico. Lo stesso Raul Castro ha lanciato al suo arrivo al potere una serie di riforme improntate all’apertura economica, con l’obiettivo in particolare di consentire lo sviluppo di piccole imprese private.
Inoltre, occorrerà verificare quale sarà la posizione di Diaz-Canel in merito ai rapporti con gli Stati Uniti. Dopo lo storico riavvicinamento tra Cuba e Washington – culminato nella visita dell’allora presidente americano Barack Obama a L’Avana, nel marzo del 2016 – il processo di pacificazione diplomatica si è di fatto arrestato con l’elezione di Donald Trump.
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