Tecnica Alexander, il metodo di rieducazione muscolare per correggere la postura. E non solo

Conoscere la tecnica Alexander non è solo scoprire un metodo in più per risolvere problemi posturali, ma diventa l’opportunità di un percorso di crescita personale e di consapevolezza.

Verso la fine dell’Ottocento in Australia un giovane attore nel pieno della sua carriera, Frederick Matthias Alexander, iniziò ad accusare problemi alla voce rendendosi conto però che non erano direttamente imputabili alla funzionalità dell’organo vocale. Osservandosi attentamente attraverso una serie di specchi si rese conto che alcune modalità posturali errate e nel tempo consolidate interferivano con l’uso dell’apparato vocale ed erano quindi la causa del suo problema.

Sviluppò quindi una tecnica di rieducazione consapevole dei movimenti che diedero i loro frutti non solo nella vocalità dell’attore ma anche nella postura, nella respirazione e nella sua capacità di coordinazione e apprendimento.

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La posizione accovacciata è tipica dei bambini © ingimage

Che cos’è la tecnica Alexander

Lo scopo della tecnica Alexander è di ritrovare il “primary control”, il controllo primario, ossia la connessione occipitale fra testa, collo e colonna vertebrale. Questa capacità di allineamento è presente negli esseri umani sin dalla nascita ma tende a modificarsi nel tempo in modo involontario a causa di fattori emotivi e ambientali.

I bambini anche molto piccoli assumo spesso una posizione accovacciata ma riescono a tornare in posizione eretta in modo assolutamente naturale e corretto grazie al primary control che mantengono inalterato per lungo tempo. Almeno fino a dodici anni si dovrebbe lasciargli libertà di movimento senza alcuna costrizione posturale.

Purtroppo, a causa di posizioni obbligate a scuola e poi al lavoro, situazioni di stress o errori negli atteggiamenti quotidiani – ad esempio quando leggiamo un libro, o guardiamo la televisione o il cellulare – involontariamente abbandoniamo questa capacità naturale di allineamento e consolidiamo abitudini sbagliate.

La tecnica Alexander in Italia

Il metodo è stato ampiamente spiegato dal Dottor Paolo Frigoli, insegnante di tecnica Alexander dal 1992, durante una serie d’incontri tenutosi dal 18 al 20 maggio presso l’Alexander technique accademy a Coccaglio, in provincia di Brescia, scuola che ha fondato nel 2015 per promuovere l’insegnamento di questo metodo. Al suo fianco per l’occasione Galen Cranz, insegnante certificata di tecnica Alexander, che ha portato la sua testimonianza sull’importanza di questo metodo.

Cranz, professoressa di architettura presso l’università di California Berkeley, convive sin dalla giovane età con una forma di scoliosi per la quale, inizialmente, sembravano inevitabili cure mediche e un’operazione. Da qui la ricerca di una soluzione alternativa e l’incontro con la tecnica Alexander che l’ha accompagnata nel delicato percorso di guarigione e verso una diversa visione di sé.

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Stare molte ore seduti sulla sedia può abituarci a posture scorrette © ingimage

Come funziona

È quindi una tecnica rieducativa che consiste in delicate manipolazioni e indicazioni verbali con le quali il terapista aiuta l’individuo a organizzare meglio l’uso della muscolatura. Lentamente ci si libera da tensioni eccessive, si ritrova la capacità di riallineamento di testa, collo e schiena, riscontrando inoltre grande beneficio sulla respirazione. Così la tendenza a comprimersi e accorciarsi verrà sostituita con la capacità di allungarsi e distendersi.

Frederick Alexander sosteneva che “l’uso influisce sulla funzionalità” per cui tornare a un sistema di movimento ottimale è fondamentale per mantenere in buona salute tutto il corpo.

Come si svolgono gli incontri con il terapeuta

Durante gli incontri vengono eseguiti semplici atti guidati quali sedersi, alzarsi, camminare o sdraiarsi, rendendo consapevole l’individuo del cumulo di tensione usata per fare determinati movimenti. Si impara così a non usare le parti del corpo superflue per eseguire il movimento desiderato, inibendo i gesti inutili che sono ormai parte integrante del nostro modo abituale di muoverci e che nel tempo creano tensioni, dolori e rigidità. Ogni movimento è pensato prima di essere agito, mente e corpo uniti consapevolmente nell’azione.

Il percorso rieducativo è lento, proprio per dare la possibilità di sostituire abitudini e schemi sbagliati con quelli corretti, risvegliare il controllo primario e sviluppare un potere di scelta concreto dei movimenti che può trasformarsi in potere di scelta per la vita in generale.

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La tecnica Alexander è consigliata per chi pratica danza © ingimage

Quando affidarsi alla tecnica Alexander

Questo metodo è sicuramente indicato a tutte le persone che soffrono di dolori alla schiena con forti tensioni a collo e spalle, o persone con problemi specifici come scoliosi, ipercifosi, iperlordosi e sindrome di Scheuermann. In realtà ne possono beneficiare tutte le persone costrette a stare sedute per lungo tempo quindi impiegati, autisti di mezzi, studenti o impiegati di magazzino che rischiano di caricare i pesi in modo errato. La tecnica è ottima anche per musicisti, attori, per chi pratica equitazione o danza, per chi pratica sport come tennis, calcio, golf, tiro con l’arco, per casalinghe, muratori e donne in gravidanza.

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Il tennis è uno degli sport in cui è necessario un buon allineamento  © ingimage

La validità scientifica del metodo in ambito educativo, preventivo e terapeutico fu riconosciuta ufficialmente nel 1973 quando il biologo e ornitolgo Nikolaas Tinbergen ricevette il premio Nobel in campo medico ed etologico. Durante il suo discorso dichiarò: “Consiglio il metodo Alexander come forma molto sofisticata di riabilitazione … molte condizioni di cattivo funzionamento e anche disturbi sia fisici sia mentali possono essere alleviati, a volte in modo sorprendente, insegnando alla muscolatura a funzionare in modo diverso”. Insomma, verrebbe da dire che la tecnica Alexander sia consigliata proprio per tutti.

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