Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna attaccano la Siria: missili contro obiettivi sensibili

Usa, Gran Bretagna e Francia hanno lanciato nella notte 30 missili colpendo 3 impianti di stoccaggio di armi chimiche. L’ira della Russa: “Uno schiaffo a Putin”.

Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia hanno attaccato la Siria. Come era stato ventilato nell’ultima settimana, alle 3 della notte italiana, è arrivato l’annuncio ufficiale del presidente americano Donald Trump e 30 missili sono partiti per colpire tre obiettivi sensibili: un centro di ricerca scientifica a Damasco e due impianti individuati come centri di stoccaggio di armi chimiche a Homs, le stesse usate armi chimiche secondo l’Occidente dal presidente siriano Bashar al-Assad sui civili della città di Douma, una settimana fa. “Ho ordinato l’attacco, che è stato portato avanti congiuntamente con Francia e Regno Unito contro obiettivi mirati” ha detto Trump, che ha escluso invece interventi diretti a rimuovere Assad dal potere. “La sorte di Assad è nelle mani del popolo siriano”.

Al momento non si registrano vittime: i media siriani parlano solo di tre civili feriti. Dura la risposta di Mosca che, tramite l‘ambasciatore a Washington, Anatoly Antonov, ha definito l’attacco un “inammissibile schiaffo al presidente Vladimir Putin che non resterà senza conseguenze”: la Russia, nel conflitto interno alla Siria, è al fianco del regime di Assad e ha parlato sin dall’inizio di responsabilità britanniche e statunitensi dietro l’attacco chimico di Douma. Gli attacchi hanno comunque evitato le basi russe presenti in Siria.

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Bashar al Assad
Il presidente siriano Bashar al Assad

Dall’Italia si sono levate subito forti critiche all’attacco, che arriva peraltro al di fuori di risoluzioni delle Nazioni Unite: il premier ancora in carica Paolo Gentiloni ha spiegato che “l’Italia non ha partecipato a questo attacco militare, lo hanno condotto gli Stati Uniti e i due Paesi europei membri del Consiglio di sicurezza, la Francia e il Regno Unito. Sono Paesi alleati, con gli Usa la nostra alleanza è molto forte e particolare e il supporto logistico che forniamo tradizionalmente ai nostri alleati e agli Stati Uniti non si è tradotto in azioni direttamente mirate a colpire la Siria”. L’Italia del resto, come recita l’articolo 11 della Costituzione, ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.

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