Valcucine

Vetrospettiva. Glass is more: dialogo sul futuro del vetro

Vetro e sostenibilità nell’architettura e nel design, i temi del talk tra Cino Zucchi, architetto, e Gabriele Centazzo, fondatore dell’azienda Valcucine.

Scenari attuali e futuri, applicazioni e sviluppi del vetro, materiale 100% sostenibile, nell’ambito dell’architettura, del design e della casa. Questo il tema del talk “Vetrospettiva. Glass is more”, dialogo serrato tra l’architetto Cino Zucchi e Gabriele Centazzo, fondatore dell’azienda Valcucine, che si è svolto giovedì 11 ottobre nello showroom Valcucine di Milano nell’ambito degli eventi di Brera Design Days.

Valcucine, Vetrospettiva, 2017
Protagonisti del talk in Valcucine Gabriele Centazzo e Cino Zucchi, con Patrizia Scarzella che ha moderato l’incontro per LifeGate

Dialogo tra design e architettura

Friulano, designer, imprenditore, sperimentatore e inventore, ma soprattutto grande visionario, Gabriele Centazzo, fondatore dell’azienda Valcucine, è considerato un guru del design sostenibile. Milanese, Cino Zucchi è tra i più noti e innovativi progettisti italiani nei campi dell’architettura e del disegno urbano. Professore ordinario al Politecnico di Milano e Visiting Professor in Housing and Urbanization al GSD di Harvard, è autore di architetture spesso molto dinamiche, sia nell’uso di materiali e colori nelle facciate esterne, che nella organizzazione spaziale interna.

Centazzo e Zucchi hanno un punto di vista comune sul ruolo del progetto: per entrambi, design e architettura devono coinvolgere tutti i sensi, non solo la vista, ritenuta da molti anni la principale fonte di conoscenza. L’uomo e il suo benessere devono sempre essere al centro del progetto e il compito dei progettisti deve essere mirato a creare prodotti e spazi che contribuiscano al piacere di vivere la quotidianità.

Tema dell’incontro il vetro, materiale del presente e probabilmente del futuro, materiale sostenibile e riciclabile al 100% , molto usato nell’architettura contemporanea e tra i materiali più amati dai designer per le sue mille qualità: trasparenza, bellezza, leggerezza, sostenibilità. Oggi l’evoluzione tecnologica lo ha reso anche “intelligente”, capace cioè di rispondere in modo dinamico ai cambiamenti ambientali, dal colore al calore, al controllo della dispersione dei consumi energetici. Leggi l’approfondimento sul tema.

vetro
Valcucine, il pubblico del talk Vetrospettiva, dialogo tra Cino Zucchi e Gabriele Centazzo

Il vetro protagonista dell’innovazione

Gabriele Centazzo, di fronte a un pubblico prevalentemente giovane e attentissimo di futuri designer e architetti, ha raccontato il passaggio storico e innovativo importante di cui è stato protagonista: l’invenzione di una cucina tutta in vetro- Artematica Vitrum– , una vera e propria pietra miliare che ha segnato un punto significativo di innovazione nel mondo del progetto, entrando a buon diritto nella storia del design italiano. Quando ha fondato Valcucine, all’inzio degli anni Ottanta, aveva tra i suoi obiettivi principali quello di rendere la cucina riciclabile al 100%. Sono state complesse e molto sperimentali le tappe della ricerca tecnologica che ha permesso di realizzare tra il 1987 e il 1992 un prodotto all’epoca così innovativo e ancora attuale a distanza di 30 anni.

Valcucine, la cucina in vetro, Artematica Vitrum
Valcucine, la cucina Artematica Vitrum, con i molteplici trattamenti possibili, dal colore all’intarsio per la personalizzazione delle superfici

Tecnologia ed estetica

Sul tema del colore, ha raccontato: “Stabiliti i canoni strutturali della cucina, sentivamo la necessità di infondere al vetro profondità e intensità cromatiche uniche. Abbiamo fatto dialogare la chimica con la meccanica per mettere a punto la prima vernice non temprabile in grado di mantenere inalterato il tono del colore applicato e assicurare un’aderenza eccellente sul vetro”.  Così, a seguito di prove su prove, è stata messa a punto la prima vernice non temprabile che riusciva ad aggrapparsi sul vetro senza dover andare in tempra, operazione che non dava uniformità al colore sul vetro e generava macchie. Dal punto di vista stilistico ed espressivo, la sfida più stimolante di quegli anni è stata quella di rappresentare il vetro, fino ad allora percepito come materiale solido e pesante, come esteticamente leggero, aereo, sospeso, immateriale. “E riuscire a trasmettere la meravigliosa sensazione del volo!”, come ha ricordato Centazzo. Per riuscire in questo intento, è stato rivoluzionato il concetto dell’anta di mobile e pensile, dematerializzando la struttura, riducendola all’essenziale, con il vetro supportato da un telaio minimo di alluminio non visibile dall’esterno e sfruttando la maggior altezza del vetro rispetto al telaio per ricavare sul lato superiore un’apertura invisibile ed ergonomica.

Cino Zucchi Architetti, CZA, la texture della facciata  del  Museo dell'Automobile di Torino ©Courtesy CZA
Cino Zucchi Architetti, CZA, la texture della facciata del Museo dell’Automobile di Torino ©Courtesy CZA

Il vetro nell’architettura contemporanea

Cino Zucchi ha fatto un breve excursus di come è cambiata in questi ultimi vent’anni profondamente l’architettura che dà forma e immagine alle città della nostra contemporaneità: alla pesantezza della pietra, metafora immutabile dell’eternità, e all’imponenza del cemento armato, simbolo del progresso industriale, nell’architettura si è imposto il vetro, entrato in scena dapprima come complemento del virtuosismo strutturale dell’acciaio e successivamente come sofisticato elemento strutturale di per sé, con un’immagine quasi virtuale, visivamente rarefatta e leggera, divenuta uno dei simboli del nostro tempo. “Ho un grande interesse per la musica, e per me l’architettura è come una canzone pop – ha detto Zucchi- qualcosa che è strutturato, ma ha un significato più profondo.
Il miracolo della musica è la sua qualità astratta e sentimentale: l’architettura è come una canzone pop ascoltata sullo sfondo della nostra vita. L’architettura non deve superare la vita, dovrebbe rimanere nella parte posteriore, dovrebbe essere piacevole, naturalmente può essere importante, potente, monumentale, ma non in senso diretto. Mi piace la musica di sottofondo di architettura”.

Sostenibilità, parola chiave del progetto

Difficile, forse impossibile, fare previsioni su come si evolverà l’uso del vetro nell’architettura e nel design del prossimo futuro, poiché “l’incertezza è l’unica certezza del nuovo millennio”, come ha detto il sociologo Zygmun Bauman citato più volte durante il talk Valcucine. Ma un dato è certo: il tema della sostenibilità sarà il collante imprescindibile del progetto, il tema centrale su cui si confronteranno i giovani architetti e designer per trovare soluzioni efficaci e innovative per migliorare la qualità della vita.  L’incontro si è concluso con un messaggio forte e deciso rivolto da Centazzo soprattutto ai giovani che dovranno disegnare il futuro: “Per trovare la felicità ci vogliono visione e creatività, in tutti campi della vita. E oltre allo studio ritornate ad osservare, ad essere sempre curiosi perché il mondo della natura è il più grande designer mai esistito”.

 

Anche l’economista Alan Friedman è consapevole dell’importanza della sostenibilità dei materiali soprattutto nel settore dell’arredamento, come racconta in questo video:

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