Massaggio thailandese tradizionale: cos’è, benefici e controindicazioni

Il massaggio thailandese è aperto come insegnamento anche agli occidentali solo da qualche decennio. Indicazioni e controindicazioni per godere pienamente di tutti i suoi benefici.

di Marina Cremonesi

Fortemente influenzato dalla medicina indiana ayurvedica e dalla pratica dello yoga, il massaggio thai tradizionale, favorito dagli intensi scambi commerciali esistenti ai tempi fra i due paesi attraverso la famosa ” via della seta”, integra anche conoscenze derivate dalla medicina cinese.

Storia del massaggio thai

Fra storia e leggenda, il massaggio tradizionale thailandese Nuad Bo Rarn affonda le sue radici in tempi remoti, nel lontano Oriente. La leggenda vuole che l’iniziatore del massaggio thailandese sia il medico amico e compagno di viaggio del Buddha, Jivaka Kumar Bhacca, in Thailandia conosciuto come Shivago Komarpaj. Dal contatto con le differenti tradizioni mediche dei popoli incontrati durante i suoi pellegrinaggi, Bhacca approfondì la conoscenza della medicina ayurvedica, già in uso in India da diversi secoli, e della medicina tradizionale cinese. Con le conoscenze acquisite su erbe, minerali e discipline mediche, elaborò la tecnica terapeutica su cui si basa la medicina tradizionale thailandese e il massaggio. Si possono riconoscere, nel massaggio thai, influenze ayurvediche: alcune tecniche fanno assumere al paziente posizioni molto simili a quelle utilizzate nello yoga. E alcuni principi del massaggio thai si ricollegano agli strumenti terapeutici della medicina tradizionale cinese: i meridiani trattati sono gli stessi, i principi di riflesso e di riequilibrio energetico sono simili, anche se vi sono sostanziali differenze nella manualità e nelle modalità di intervento.

massaggio thailandese
La leggenda vuole che l’iniziatore del massaggio thailandese sia il medico amico e compagno di viaggio del Buddha, Jivaka Kumar Bhacca © http://louisesemple.co.uk

Il massaggio veniva trasmesso con l’insegnamento religioso e veniva praticato nei sacri recinti dei templi buddisti. I monaci erano anche i custodi delle conoscenze mediche del tempo: da qui nacque il profondo legame fra l’insegnamento sacro, la pratica della meditazione e il massaggio thailandese. I monaci buddisti potevano iniziare a praticare il massaggio dopo molti anni di studio e di meditazione. I loro gesti erano ispirati da una profonda conoscenza dell’essere umano nella sua totalità, da una profonda consapevolezza e dalla profonda calma interiore che permetteva loro una totale compenetrazione con il corpo e con l’energia dell’assistito; operavano sia sul corpo fisico che sul corpo energetico.

Ancora oggi, il terapeuta, in pieno silenzio, deve sentire e seguire la danza silenziosa del ritmo interiore e aiutare il paziente a liberare le energie latenti. E chi sceglie il massaggio thailandese non può prescindere, oltre che da un continuo lavoro sul proprio corpo, da un profondo stato di concentrazione e di calma interiore.

Cos’è il massaggio thailandese e a cosa serve

Si pensa che il corpo umano abbia circa 72.000 linee energetiche. Il massaggio tailandese ne predilige 10 chiamate Sen sulle quali lavora attraverso un approccio globale che usa mani, dita, piedi, gomiti, avambracci, ginocchia attraverso palmopressioni e digitopressioni. Il corpo viene poi allungato, stirato e manipolato in modo gentile e profondo secondo tecniche paragonate allo yoga passivo. Il vero massaggio tailandese dura da un’ora e mezza alle alle tre ore in genere. La durata minima per effettuare un buon trattamento è di 1 ora e mezzo.

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La durata minima per effettuare un buon trattamento è di 1 ora e mezzo © Getty Images

Benefici del massaggio thai: a cosa serve

I più importanti benefici dell’antico massaggio tailandese sono legati a un senso di profondo rilassamento: la pressione esercitata sui piedi e sulle gambe attraverso:

  • palmopressioni e digitopressioni produce un effetto sedativo profondo
  • sblocco dei punti di tensione nel corpo permettendo il libero flusso dell’energia vitale inducendo omeostasi, equilibrio, armonia
  • aumento della flessibilità e del movimento attraverso un gentile e profondo allungamento muscolare che aiuta a riposturizzare l’apparato muscolo-scheletrico mantenimento del corretto allineamento della postura del corpo.

E’ quindi adatto per:

  • rafforzare gli organi interni e migliorare la circolazione del sangue e linfatica favorendo il corretto drenaggio dei liquidi attenuare le tensioni del tessuto muscolare e connettivo
  • alleviare la sintomatologia dolorosa nei disturbi quali cefalee, dolori cervicali, mal di schiena e affezioni articolari
  • migliorare la mobilità dei segmenti scheletrici rafforzare le funzioni neurologiche, alleviare condizioni
    degenerative associate al processo di invecchiamento e al periodo della menopausa
  • combattere l’insonnia e lo stress
  • promuovere pace interiore e benessere mentale.
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L’effetto distensivo procurato da un massaggio thai è molto profondo © Ingimage

Con il massaggio thai le articolazioni, messe in trazione in modo fluido e naturale, conservano la loro elasticità: le ossa la capacità di assimilare il calcio. I muscoli e i tendini si allungano, aumentano la loro flessibilità e si rinforzano. L’effetto distensivo procurato da un massaggio thai è molto profondo. L’allentamento delle tensioni e la correzione dei movimenti articolari rallenta la produzione di adrenalina riequilibrando il sistema neurovegetativo. Si elimina così la causa che più frequentemente provoca condizioni di affaticamento fisico e mentale. Agendo sulle linee energetiche e sui punti riflessi il massaggio tailandese opera positivamente in modo indiretto su molti organi interni e interviene più direttamente su molte patologie che interessano l’apparato locomotorio: dolori muscolari, dolori articolari, deformazioni della colonna vertebrale (lordosi, cifosi, scoliosi), nevralgie, insonnia, insufficienza circolatoria, cellulite. L’azione del massaggio thai esercita esercita su questi disturbi è sia preventiva che curativa. In entrambi i casi è necessario che il paziente si sottoponga a una serie continuativa di trattamenti. Non è possibile stabilire a priori quanti interventi saranno necessari.

Controindicazioni

Le controindicazioni sono legate a gravi problemi cardiaci, ernie discali, osteoporosi, processi tumorali, flebite, vene varicose.

 

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