Visualizzazione in bioenergetica

Durante una sessione di bioenergetica ogni persona presenta un suo specifico modo di essere. Eseguendo alcuni esercizi che ricalcano le forme e le movenze degli animali.

Dopo una prima fase di “scarica bioenergetica”, ottenuta con un movimento di scrollo del corpo unito a una respirazione addominale per favorire una ridistribuzione rapida dell’energia complessiva, ogni persona può sentire in maniera ancora più diretta e divertente la differenza tra corpo teso e corpo energeticamente ri-equilibrato..come? Eseguendo alcuni esercizi che ricalcano le forme e le movenze degli animali.

Questa non è una novità apportata dalla teoria delle classi dei vari esercizi previsti dalla terapia bioenergetica, pensiamo alle forme dei Tai Chi dove si incontrano posizioni come “Tigre esce dalla grotta”, “Anatra nuota tra il loto” e “Drago gioca con l’acqua”, oppure alle asanas dell’Hata Yoga che fanno riferimento alla posizione di cobra, locusta, tartaruga, pesce, lepre e tanti altri animali. Riprendere contatto con l’autenticità naturale e spontanea del corpo significa riappropriarsi di quelle caratteristiche di vitalità e armonia di movimento che sono proprie degli animali, liberi dall’eccessiva attività cerebrale che caratterizza gli umani!

Così quando vogliamo allentare le tensioni muscolari lungo le vertebre, stiamo a quattro zampe e visualizziamo di essere un gatto che “fa il ponte” con tutto il corpo: prima disegno un arco convesso e poi un arco concavo con la schiena, lasciando che sia il respiro a condurre il movimento. Oppure, in piedi ci immedesimiamo in coloratissimi pavoni che aprono le piume per espandersi lentamente verso l’esterno: apriamo le braccia centrandoci con la respirazione addominale e con la spinta del corpo perfettamente distribuita verso l’alto e verso il basso.

Visualizzare di muoversi come un animale è più che una semplice tecnica che potenzia le capacità di immaginazione. Se, infatti, restiamo a livello di immagine perdiamo il contatto con la nostra corporeità e l’esercizio diventa rappresentazione teatrale senza autentica ripercussione nel corpo. Anzi, rafforza in maniera improduttiva il controllo volontario sul corpo che si sforza di fare invece che lasciarsi essere.

Maggiore è l’attività cerebrale minore è la capacità di sentire noi stessi. Dunque, visualizzare significa poter vivere nel corpo l’input che parte dall’immaginazione, senza per questo perdere la consapevolezza di noi autentici “esseri animali” immersi nel flusso vitale.

 

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