Tutte le promesse fatte dai leader del mondo per proteggere il clima

Più di cento capi di stato e di governo hanno partecipato martedì 23 settembre al Climate summit 2014 di New York. Un appuntamento voluto direttamente dal segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon per accelerare i negoziati e arrivare pronti alla conferenza di Parigi del 2015, quando un nuovo accordo globale sul cambiamento climatico verrà

Più di cento capi di stato e di governo hanno partecipato martedì 23 settembre al Climate summit 2014 di New York. Un appuntamento voluto direttamente dal segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon per accelerare i negoziati e arrivare pronti alla conferenza di Parigi del 2015, quando un nuovo accordo globale sul cambiamento climatico verrà aperto alle firme.

 

Una mappa raccoglie tutte le promesse fatte dai leader per combattere il riscaldamento globale. Un archivio a disposizione di tutti che lascia poco spazio a indecisioni, cambiamenti di rotta e retromarce.

 

 

Europa

  • Unione europea: taglio delle emissioni di CO2 dall’80 al 95 per cento entro il 2050. Donerà anche 14 miliardi di euro ai partner non europei nei prossimi sette anni per finanziare programmi di mitigazione e adattamento
  • Regno Unito: taglio delle emissioni dell’80 per cento entro il 2050 e 4 miliardi di sterline in aiuti.
  • Danimarca: riduzione delle emissioni del 40 per cento entro il 2020. Il paese vorrebbe abbandonare i combustibili fossili entro il 2050.
  • Irlanda: tagliare la CO2 dell’80 per cento entro il 2050.
  • Svizzera: donare almeno 100 milioni di dollari al Fondo verde per il clima
  • Francia: donare un miliardo di dollari al Fondo verde per il clima nel giro di pochi anni.
  • Norvegia: destinare 500 milioni di dollari all’anno fino al 2020 per combattere il cambiamento climatico
  • Islanda: il governo ha detto che si sta impegnando ad abbandonare i combustibili fossili.
  • Finlandia: vuole abbandonare il carbone per alimentare le sue centrali elettriche entro il 2025. Darà un contributo al Fondo verde per il clima.
  • Monaco: tagliare le emissioni di CO2 dell’80 per cento entro il 2050.
  • Estonia: ha promesso tre milioni di euro per aiutare gli stati isola.
  • Cipro: si impegna a rispettare gli impegni europei di riduzione della CO2 del 40 per cento entro il 2030.
  • Lettonia: vuole rendere sostenibile il sistema pubblico di approvvigionamento energetico.
  • Belgio: ridurre le emissioni di CO2 dell’85 per cento entro il 2050.
  • Grecia: è favorevole a porre un prezzo alla CO2 e darà il suo contributo al raggiungimento degli obiettivi europei.
  • Germania: il governo tedesco ha detto che non sosterrà più la costruzione di nessuna nuova centrale a carbone.
  • Lussemburgo: donerà 5 milioni di dollari al Fondo verde per il clima, pari all’un per cento del suo prodotto interno lordo.

 

Americhe e isole dell’Atlantico

  • Stati Uniti: il presidente Barack Obama ha firmato un ordine esecutivo a livello federale per diffondere il concetto di resilienza nei programmi di sviluppo e negli investimenti internazionali. Gli Stati Uniti metteranno a disposizione esperti e tecnologie per aiutare i paesi poveri a essere pronti in caso di eventi climatici estremi e stendere piani di intervento di lungo periodo.
  • Messico: produrre più di un terzo dell’elettricità grazie alle rinnovabili entro il 2018.
  • Nicaragua: il 90 per cento del fabbisogno energetico sarà coperto dalle rinnovabili entro il 2020.
  • Brasile: proporrà un piano di adattamento al cambiamento climatico nei prossimi anni.
  • Costa Rica: userà solo energia rinnovabile entro il 2016.
  • Trinidad e Tobago: userà solo gas naturale per produrre energia e cercherà di azzerare le emissioni e sostenere questo obiettivo a livello globale entro la fine del secolo.
  • Perù: vuole sviluppare regolamenti per controllare la deforestazione.
  • Cile: il 45 per cento del fabbisogno energetico sarà coperto dalle rinnovabili entro il 2025.
  • Paraguay: proteggere entro il 2014 70mila ettari di foresta.
  • Ecuador: costruirà quattro impianti idroelettrici entro il 2017. Il ministero ha detto che l’energia pulita cambierà il sistema nazionale.
  • Uruguay: ridurre le emissioni dell’85 per cento entro il 2030.

 

Africa

  • Etiopia: il presidente ha detto che il paese non produrrà emissioni di CO2 già nel 2025.
  • Gabon: il presidente Bongo Odimbo ha detto di aver ridotto la deforestazione a un tasso dello 0,01 per cento all’anno e che l’88 per cento del territorio nazionale è coperto da foreste.
  • Uganda e Repubblica Democratica del Congo: hanno promesso di voler risanare 30 milioni di ettari di foresta entro il 2020.
  • Mozambico: ha definito priorità nazionale la promozione di una economia a basse emissioni.

 

Asia e Medio Oriente

  • Turchia: vuole aumentare la copertura forestale di 1,3 milioni di ettari nei prossimi anni.
  • Georgia: il primo ministro ha detto che la sua ambizione è di essere un gigante idroelettrico che il paese sta lavorando per essere un paese che non produce CO2 (carbon neutral) entro il 2050.
  • Brunei: ridurre il consumo di energia del 63 per cento entro il 2035.
  • Indonesia: tagliare le emissioni di CO2 del 26 per cento, del 40 per cento nel caso dovesse ricevere aiuti internazionali.
  • Malesia: sulla strada per ridurre le emissioni del 40 per cento entro il 2020.
  • Sudcorea: sarà il paese che il prossimo anno introdurrà un mercato delle emissioni in Asia. Ha promesso 100 milioni di dollari al Fondo verde per il clima.
  • Repubblica di Palau: supporta l’iniziativa della Banca Mondiale per fissare un prezzo alla CO2.
  • Cina: tagliare l’intensità delle emissioni del 45 per cento entro il 2020 rispetto ai livelli del 2005 e raddoppiare lo sforzo economico per aiutare i partner asiatici.
  • Kazakistan: ha lanciato un mercato delle emissioni per aiutare l’economia a diventare sostenibile.
  • Birmania (Myanmar): vuole introdurre un piano trentennale per proteggere fino il 30 per cento delle sue foreste.
  • Israele: vuole abbandonare il carbone come fonte di energia per passare al gas naturale.
  • India: raddoppiare l’elettricità prodotta da vento e sole entro il 2020.

 

Tutte le riduzioni delle emissioni di CO2 sono da intendersi rispetto ai livelli registrati e inviati dai governi alle Nazioni Unite nel 1990.

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