Nel 2021, morti o dispersi otto migranti al giorno nei mari attorno all’Europa

Secondo le Nazioni Unite, lo scorso anno sono stati più di tremila i migranti morti o dispersi nel tentativo di raggiungere l’Europa.

  • Nel 2021 sono più di tremila le persone scomparse nei mari che circondano l’Europa, tra morti e dispersi.
  • I dati delle Nazioni Unite indicano un raddoppio dei casi rispetto all’anno precedente.
  • L’agenzia europea Frontex accusata di aver coperto respingimenti illegali di migranti.

Sono più di tremila i morti accertati, o le persone di cui si sono perse le tracce, nel 2021, nel tentativo di raggiungere l’Europa. Attraverso il Mediterraneo e, in misura minore, l’Atlantico. Otto persone al giorno. Una ogni tre ore. A spiegarlo è un rapporto pubblicato dall’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (Hcr). Che ha lanciato un nuovo appello affinché i governi agiscano per arrestare il massacro.

Raddoppiati i morti e i dispersi rispetto al 2020

L’Hcr ha specificato che 1.924 persone hanno perso la vita, o comunque risultano disperse, nel Mediterraneo centrale e occidentale. E altre 1.153 sono morte tentando di attraversare l’itinerario marittimo che dall’Africa nord-occidentale porta verso le isole Canarie. Si tratta di dati che risultano in netto aumento rispetto al 2020, quando sui tre itinerari le vittime erano state “soltanto” 1.776. Ai quali si aggiungono i 478 casi già registrati dall’inizio dell’anno in corso.

Migranti sull'isola di Tenerife, in Spagna
Migranti sull’isola di Tenerife, in Spagna © David Ramos/Getty Images

“La maggior parte delle traversate – ricorda l’Agenzia Onu per i rifugiati – è effettuata su imbarcazioni gonfiabili, stracolme e in cattivo stato. Inoltre, il tragitto tra gli stati costieri dell’Africa occidentale, come il Senegal o la Mauritania, fino alle Canarie, può durare anche dieci giorni ed è particolarmente pericoloso. In molti casi, i migranti spariscono nel nulla senza lasciare tracce”.

Donne e uomini preda di trafficanti senza scrupoli

Anche le rotte terrestri sono estremamente a rischio per chi tenta di raggiungere l’Europa. Spesso occorre attraversare il deserto del Sahara e in molti vengono poi catturati e chiusi in centri di detenzione che assomigliano a campi di concentramento gestiti da gruppi armati senza scrupoli, trafficanti e scafisti. Al cui interno omicidi, violenze sessuali, schiavitù e matrimoni forzati sono la normalità.

Ad aggravare ulteriormente la situazione è stata poi la pandemia. Le chiusura delle frontiere avviate nel 2020 e in molti casi proseguite nell’anno successivo hanno spinto un numero più alto di migranti, disperati, a rivolgersi agli scafisti pur di tentare di effettuare la traversata. Secondo l’Hcr, inoltre, i conflitti, l’instabilità politica e le conseguenze dei cambiamenti climatici non faranno altro che aumentare il flusso di persone in fuga da situazioni invivibili.

L’agenzia europea Frontex accusata di aver respinto illegalmente migranti

Per questo l’agenzia delle Nazioni Unite punta a lanciare una nuova “Strategia di protezione per i rifugiati”. Per la quale serviranno 163,5 milioni di dollari: “Occorrono alternative credibili – ha spiegato la stessa Hcr – a questi viaggi della speranza, che impediscano ai migranti di diventare preda dei trafficanti. Il nostro approccio punta ad incrementare gli aiuti umanitari, a garantire sostegno e soluzioni per le persone che necessitano di protezione internazionale e a chi è sopravvissuto a violazioni flagranti dei diritti umani”.

Un lavoro che coinvolgerà nazioni di partenza, di transito e di destinazione. Venticinque stati in tutto. Ma serviranno impegni concreti da parte dei governi, sia in Africa che in Europa. Un approccio fatto di umanità, solidarietà e pragmatismo. Il contrario di quanto avvenuto in Grecia, con i casi di migranti arrivati sulle coste europee, raccolti, caricati su motovedette e riportati in acque turche per essere di fatto abbandonati. Fatti gravissimi, svelati da un consorzio di testate giornalistiche e che hanno coinvolto direttamente l’agenzia europea Frontex. Tanto da portare alle dimissioni del direttore Fabrice Leggeri.

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