Lo scorso febbraio la Malesia ha vietato l’importazione di rifiuti elettronici. Eppure dagli Stati Uniti e altri paesi continuano ad arrivare scarti tossici.
125 bambini, di cui 114 senza genitori, sono stati tratti in salvo al largo della Libia. Preoccupa il fatto che possano finire nei centri di detenzione.
In un solo giorno, il 27 aprile, 125 minori sono stati recuperati nel mar Mediterraneo, al largo della costa libica. Di questi, 114 non erano accompagnati da un genitore.
“È una cifra incredibilmente allarmante, la più alta registrata quest’anno e sicuramente una delle più elevate di sempre”, avverte Juliette Touma, direttrice regionale della comunicazione Unicef, l’agenzia delle Nazioni Unite che tutela i diritti dei bambini. “Siamo preoccupati che nei mesi a venire, con le temperature in salita e il meteo che migliora, una quantità sempre maggiore di persone, inclusi minori non accompagnati, proveranno a raggiungere l’Europa nella speranza di una vita migliore”.
L’Unicef e altre associazioni umanitarie avvertono che la maggior parte dei minori salvati durante l’ultima operazione rischia di essere trasferita nei centri di detenzione in Libia e rimanere bloccata in un ciclo di abusi. Le stime indicano che circa 1.100 bambini si trovino in centri dove manca l’acqua potabile, dove non sono rispettate le basilari norme igieniche e non è garantita alcuna educazione, mentre violenza e sfruttamento sono all’ordine del giorno.
Il paese nordafricano “ospita” 51.828 bambini migranti e qualcosa come 14.572 rifugiati che non hanno raggiunto la maggiore età, in base ai dati dell’Unicef. Nonostante i pericoli e la pandemia, non è diminuito il numero di coloro che cercano di raggiungere l’Europa. Almeno 350 migranti, compresi dei bambini, sono annegati o risultano dispersi nel Mediterraneo centrale dall’inizio dell’anno.
Per questo l’agenzia Onu ha lanciato un appello alle autorità libiche affinché trovino vie più sicure di quella marittima e si impegnino a salvaguardare il benessere dei minori; parallelamente l’appello è rivolto alle autorità europee perché si prendano cura dei migranti che approdano sulle loro coste e rafforzino i meccanismi di ricerca e salvataggio. Perché nessun bambino al mondo, nessun essere umano, dovrebbe essere lasciato solo.
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