7 tornado hanno colpito la pianura Padana

In Lombardia ed Emilia registrati almeno sette diversi fenomeni vorticosi, alcuni dei quali hanno causato danni ingenti. Un’anomalia causata dall’energia in gioco.

Sono decine i video e le immagini che arrivano dalla pianura Padana che, domenica 19 settembre 2021, è stata interessata da numerosi fenomeni temporaleschi ascrivibili alla categoria tornado. Almeno sei quelli registrati in Lombardia, mentre sarebbe uno quello registrato in Emilia, nello specifico nell’area intorno a Carpi, fenomeno che ha violentemente colpito l’aeroclub della cittadina modenese, che è andato distrutto.

Aeroporto Carpi distrutto
L’aeroporto di Carpi distrutto dal tornado © ModenaToday

Pavia, Lodi, Cremona e Brescia. La lunga scia di distruzione lasciata dai 7 tornado

Una tromba d’aria di forte intensità è stata registrata a Manerbio, in provincia di Brescia, a Settimo Milanese in provincia di Milano, a Roncaro in provincia di Pavia, Corte Palasio nel lodigiano e a Soresina nella provincia di Cremona. Sabato scorso la protezione civile aveva diramato l’allerta arancione (la più alta per il rischio temporali) proprio in occasione della perturbazione che giungeva da Nord-Ovest. Perturbazione che ha causato diversi allagamenti nell’alto milanese e nel varesotto.

Fenomeni poco prevedibili ma di forte intensità causati da alte temperature e umidità

Come spiega Meteored “questi temporali sono stati in grado di produrre diversi tornado, di chiara origine ‘mesociclonica’, e landspout, di origine invece non ‘mesociclonica’. Questi eventi che si caratterizzano per i venti fortissimi, hanno portato a crolli nel pavese e lodigiano, dove sono stati sradicati diversi alberi, pali della luce e segnali stradali.

“Si tratta di fenomeni non prevedibili”, spiega a LifeGate Serena Giacomin, presidente di Italian climate network. “C’erano comunque tutte le condizioni atmosferiche per il verificarsi di queste condizioni e il fatto che la scorsa settimana abbiamo avuto temperature di netto al di sopra delle medie stagionali, hanno reso l’atmosfera più calda e soprattutto più umida. C’era molta energia in gioco e i tornado sono una manifestazione di questa energia”.

Negli ultimi anni sono cresciute indubbiamente anche le possibilità di avere più osservazioni sul campo, grazie ai gruppi amatoriali, alle stazioni di rilevazione ufficiali e alle segnalazioni dei cittadini, che ci porta la possibilità di registrare questi eventi estremi e piuttosto rari.

Fondamentale la comunicazione del rischio

È piuttosto evidente che all’aumentare del rischio di fenomeni estremi, sia necessario migliorare la comunicazione alla cittadinanza, anche per arginare i danni a cose e persone. “Ciò che è importante sottolineare è che oggi non mancano gli strumenti né la rete capace di elaborare le informazioni dal punto di vista scientifico, certamente manca il rafforzamento della comunicazione nell’ultimo miglio, ovvero quello che arriva alla cittadinanza”, continua Giacomin.

Anche in quest’ottica sarà fondamentale il lavoro della neonata ItaliaMeteo, la prima agenzia meteo italiana che, come spiega il direttore Carlo Cacciamani, fisico e climatologo e responsabile della Struttura idrometeoclima dell’Agenzia regionale di prevenzione ambiente e energia dell’Emilia-Romagna sarà “una struttura di coordinamento di tutti gli Enti Meteo che a titolo diverso sono anche dentro le regioni, il più delle volte dentro le Arpa”.

L’agenzia avrà un ruolo di coordinamento, per realizzare una rete capillare tra le varie strutture presenti sul territorio, spesso di eccellenza. E fornire uno strumento in più nella gestione del rischio e nella comunicazione dell’adattamento alle nuove condizioni climatiche.

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