Alle Hawaii gli autobus diventano abitazioni per senzatetto

Nell’isola hawaiiana di Oahu gli autobus dismessi, ancora in buono stato, verranno convertiti in alloggi confortevoli per senzacasa.

Gli autobus con un alto chilometraggio sono spesso destinati ad essere tolti dalla circolazione a causa della continua manutenzione di cui necessitano. L’idea di dare nuova vita ai mezzi di trasporto urbano trasformandoli in case, potrebbe dunque rivelarsi una scelta saggia, sia per la popolazione che per l’ambiente.

 

Un progetto che va in questa direzione arriva dagli Stati Uniti e, precisamente, da Honolulu, capitale delle Hawaii. Lo studio di architettura e design, Group 70 International, ha proposto di trasformare dei vecchi autobus dismessi dalla strada in case per senzatetto dotate di tutti i servizi essenziali per l’igiene personale.

 

Autobus per senzatetto

Foto © www.earthporm.com

 

Quello dei senzatetto rappresenta un grande problema con cui l’amministrazione pubblica delle Hawaii combatte da moltissimi anni. “Le Hawaii sono prime in classifica, in termini percentuali, per popolazione che è senza casa”, ha affermato Victor Geminiani, direttore di Layers for Equal Justice, un’organizzazione no-profit che si occupa di affrontare proprio queste problematiche. L’alto costo della vita e gli stipendi troppo bassi sono le cause principali che hanno portato all’insorgere di tale fenomeno. In passato, le istituzioni avevano tentato di risolvere la questione rimpatriando, a proprie spese, tutti coloro che non potevano permettersi un’abitazione, ma questa mossa suscitò molti dissensi.

 

Tendopoli

Foto © travelingtech.xilplix.com

 

Il riuso dei mezzi di trasporto per dare una sistemazione dignitosa alle persone che non possono permettersela potrebbe essere, allora, un’ottima soluzione. E per iniziare, il comune di Honolulu ha deciso che cederà settanta vecchi autobus a Group 70 International per la riconversione.

 

Il progetto

Lo studio di architettura provvederà alla ristrutturazione degli interni degli autobus che verranno privati di tutti i sedili per fare posto agli arredi tipici di un’abitazione domestica. A letti, lenzuola, asciugamani e altro, penserà, invece, una fitta rete di volontari, tra cui anche qualche donatore che contribuirà economicamente alla realizzazione del progetto. E, infine, un’organizzazione umanitaria si incaricherà di organizzare alcune attività per intrattenere i coinquilini dei bus.

 

L’iniziativa, dunque, si presenta molto interessante dal punto di vista sociale e non si esclude una possibile replica del progetto anche in altri Paesi che convivono con tale problema. La pratica del riuso può rivelarsi una carta vincente, e in questo caso sembra proprio che sia stata giocata bene.

 

Foto in evidenza © www.heleonbus.org

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