Alluminio, attenzione

Dall’Aduc i consigli per ridurre l’assunzione di alluminio, il metallo che attacca il cervello.

Il dottor Roger Deloncle, ricercatore della facoltà di
Farmacia dell’università di Tours, in Francia, dichiara:
“Abbiamo fatto assumere a giovani topi dosi consistenti di
alluminio e abbiamo constatato una distruzione massiccia di
neuroni. L’alluminio accelera i processi di invecchiamento. Prima
dell’esperimento il cervello dei topi poteva essere paragonato a
quello di un ventenne, dopo l’esperimento il cervello dei topi
equivaleva a quello di un uomo di settant’anni”.

Questo metallo si trova in piccole dosi nelle spezie, soprattutto
nel basilico, ma la sua assunzione attraverso l’alimentazione resta
comunque ridotta, se non si abusa di grandi quantità di
basilico ogni giorno.

L’Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori (ADUC) ci
ricorda invece che esiste una assunzione di alluminio “occulta” che
deriva dal consumo di cibi con additivi che lo contengono (E520,
521, 522, 523), dall’utilizzo di deodoranti antitraspiranti
(cloruro di alluminio), di farmaci antiacidi (idrossido di
alluminio) o di utensili da cucina in alluminio (pentole,
caffettiere, fogli di alluminio per conservare) che, soprattutto a
contatto con i cibi acidi, rilasciano piccole quantità di
questo pericoloso metallo.
Anche l’acqua potabile può nascondere la presenza di
alluminio, utilizzato sottoforma di solfato per depurarla dalle
impurità.

Per evitare problemi di sovradosaggio l’Aduc consiglia di
utilizzare utensili da cucina in acciaio e di privilegiare
cosmetici privi di cloruro di alluminio e alimenti che non
contengono additivi rischiosi. Per quanto riguarda i medicinali,
l’associazione raccomanda di non assumerli insieme ai prodotti
acidi come marmellate, spremute, vitamina C, perché
aumentano l’assorbimento del metallo da parte dell’organismo.
L’assunzione massima giornaliera di alluminio stabilita
dall’Organizzazione Mondiale della Sanità è di 60 mg
per una persona di 60 kg.

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