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Una revisione della piramide mediterranea introduce il concetto di cronotipo e le indicazioni per allineare il proprio orologio biologico alla dieta mediterranea potenziandone gli effetti benefici per il metabolismo.
Non è importante solo cosa si mangia, ma anche quando lo si mangia: è il concetto che sta alla base di una nuova revisione della piramide alimentare della dieta mediterranea proposta dalla Società Italiana di Endocrinologia e della Società Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica che tiene conto dei principi della cronobiologia e del cronotipo individuale.
Questo nuovo modello considera le numerose evidenze scientifiche che mostrano come la composizione e la tempistica dei pasti nell’arco delle 24 ore (ritmo circadiano) influenzino la funzione degli ormoni come insulina, serotonina, cortisolo, melatonina, e quindi la regolazione metabolica e il nostro stato di salute. Consumare gli stessi alimenti in momenti diversi della giornata produce effetti metabolici differenti incidendo sul rischio di sovrappeso, obesità e diabete di tipo 2.
Il punto di partenza della ricerca è la consapevolezza che ogni individuo possiede un proprio “cronotipo” – ovvero una predisposizione naturale a essere più attivo al mattino (le “allodole”) o alla sera (i “gufi”), e che questo ritmo biologico influenzi profondamente la secrezione ormonale e la gestione del glucosio. La dieta mediterranea, riconosciuta per i suoi benefici per la salute, dunque può essere potenziata se tiene conto dell’orologio biologico interno, e la cronodieta può educarlo gradualmente a riallinearsi al corretto consumo degli alimenti.
I cronotipi mattutini emergono come quelli più aderenti alla dieta mediterranea. Caratterizzati da picchi precoci di sensibilità all’insulina e dispendio energetico, potrebbero trarre beneficio da un modello alimentare che concentri l’apporto calorico nella prima parte della giornata. In questo contesto, la dieta mediterranea può essere strutturata in modo da enfatizzare una colazione ricca di nutrienti e un pasto sostanzioso a mezzogiorno, raccomandando al contempo una cena leggera con una predominanza di verdure, legumi e proteine magre. Una tale distribuzione massimizzerebbe l’efficienza metabolica.
I cronotipi serali tendono a presentare un orario dei pasti ritardato, un ridotto appetito mattutino e una maggiore propensione all’assunzione di energia a tarda notte, fattori che sono stati associati a un metabolismo del glucosio alterato e a un rischio cardiometabolico più elevato. In questo caso, un piano orientato alla dieta mediterranea dovrebbe dare priorità a un graduale riallineamento delle abitudini alimentari verso orari più precoci, mantenendo al contempo gli aspetti qualitativi della dieta mediterranea. Le strategie potrebbero includere il rafforzamento del pranzo come pasto principale della giornata, la moderazione del carico calorico serale con cibi facilmente digeribili e la riduzione degli spuntini notturni. Inoltre, i pasti serali potrebbero privilegiare alimenti che favoriscono la qualità del sonno.
Per i cronotipi intermedi, una distribuzione equilibrata dell’energia tra i tre pasti principali può essere appropriata, favorendo gradualmente i modelli osservati nei cronotipi mattutini.
Il modello aggiornato della piramide mantiene la tradizionale rappresentazione gerarchica degli alimenti, ma incorpora segnali circadiani, rappresentati dai simboli del sole e della luna, per indicare il momento ottimale di consumo.
Alla base della piramide mediterranea basata sul cronotipo ci sono l’attività fisica regolare, un sonno adeguato e di alta qualità, la convivialità, il rispetto della stagionalità e della biodiversità, enfatizzati come fondamenti non nutrizionali ma essenziali dello stile di vita mediterraneo.
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