Nella coltivazione dei kiwi ritorna il Dormex, una sostanza chimica vietata

Il ministero della Salute ha autorizzato temporaneamente l’utilizzo del Dormex nelle coltivazioni di kiwi del Sud. La sostanza è vietata in Italia dal 2008, per la sua tossicità.

  • Il Dormex, un fitostimolante vietato a causa della sua pericolosità, può essere utilizzato temporaneamente per la coltivazione di kiwi.
  • Il ministero della Salute ha dato l’ok agli agricoltori preoccupati per i cambiamenti climatici e la concorrenza estera.
  • Per Slow Food la soluzione ai problemi dell’agricoltura si dovrebbe cercare, invece, nell’agroecologia.

Per la coltivazione di kiwi è stato autorizzato, in deroga, l’utilizzo di un prodotto chimico che era stato vietato. Si tratta del Dormex e l’autorizzazione è stata data dal ministero della Salute, un via libera temporaneo per febbraio e marzo per cinque regioni del centro e sud Italia, Lazio, Campania, Basilicata, Calabria e Puglia.

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L’autorizzazione è stata concessa in deroga per febbraio e marzo in cinque regioni © Getty Images

Cos’è il Dormex e perché è stato vietato 

Il Dormex è un fitostimolante che favorisce la ripresa vegetativa dopo la stagione invernale: in pratica, regola il risveglio delle piante quando questo è compromesso da un inverno troppo mite. Induce quindi l’apertura delle gemme e rende uniforme la fioritura e la maturazione dei frutti, facendo diventare le piante più resistenti ai patogeni.

Il Dormex è stato vietato in Italia nel 2008 e nell’Unione europea nel 2022 per la sua elevata tossicità e danni alla pelle, inoltre è sospettato di rischio di cancro e di danni alla fertilità, al feto e agli organi in caso di esposizione prolungata o ripetuta degli agricoltori. La sostanza è considerata rischiosa anche per gli organismi acquatici.

Alcune indagini hanno dimostrato come il Dormex si trovasse ancora sul mercato nero: l’aprile scorso, al porto di Bari, Guardia di finanza e Agenzia delle dogane sequestrarono 40 tonnellate di prodotto.

Dormex “contro” cambiamenti climatici e concorrenza

Italia Ortofrutta, che riunisce 156 organizzazioni di produttori, in un comunicato ha accolto con favore l’autorizzazione temporanea concessa dal ministero per il Dormex: “L’autorizzazione rappresenta una risposta concreta alle esigenze manifestate dai produttori di kiwi e consente ai nostri produttori di disporre di uno strumento indispensabile per continuare a produrre in questo delicato periodo segnato dai cambiamenti climatici”, si legge nella nota. 

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Gli agricoltori italiani hanno chiesto di poter utilizzare il Dormex contro cambiamenti climatici e concorrenza estera © Getty Images

Il ministero aveva dato in precedenza parere negativo al ritorno del Dormex, ma sembra che l’autorizzazione ora sia giunta per favorire la competitività, in quanto la Grecia, maggiore competitor dell’Italia per i kiwi, aveva già concesso l’utilizzo del Dormex. Ne Il punto di Coldiretti si legge infatti: “ll fatto che la Grecia abbia già concesso l’uso d’emergenza per questa campagna agraria, avrebbe esposto l’Italia ad uno svantaggio competitivo rispetto alla commercializzazione del kiwi che è una coltura di rilevante importanza economica nel nostro Paese”. Per Coldiretti adesso è necessario individuare una sostanza attiva alternativa di analoga efficacia da poter immettere sul mercato nel breve periodo.

Sottile, Slow Food: “La soluzione va cercata nella ricerca, nella biodiversità, nell’agroecologia”

Alternativa che per Slow Food Italia però non può essere un’altra sostanza chimica, ma l’agroecologia: “La nuova autorizzazione del Dormex rappresenta un passo indietro rispetto al percorso di transizione agroecologica di cui l’agricoltura europea ha bisogno”, ha dichiarato Francesco Sottile, docente all’Università degli Studi di Palermo e vice presidente di Slow Food Italia. “Non vanno certamente trascurate le difficoltà dei produttori di fronte ai cambiamenti climatici e alle problematiche agronomiche che ne derivano, ma la risposta non può essere il ricorso alla chimica di sintesi, peraltro con molecole controverse per i rischi connessi con la salute di chi le usa e dell’ambiente”.
Per Sottile serve invece investire con decisione in ricerca, in valorizzazione della biodiversità e tecniche colturali basate sulla natura che permettano agli agricoltori di restare competitivi senza compromettere la salute, l’ambiente e la fertilità dei suoli.

 

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