Il Salvagente ha elaborato una classifica della frutta e della verdura italiana considerando il multiresiduo, ovvero la presenza simultanea di residui di pesticidi diversi su un solo campione.
Sottoscritta da oltre 30 organizzazioni, la petizione punta all’obbligo per i supermercati francesi di rendere accessibili a tutti gli alimenti più sani, vendendoli a prezzo di costo.
Lo scorso febbraio, in Francia, Familles Rurales, foodwatch e Secours Catholique – Caritas hanno lanciato una petizione per obbligare i supermercati a vendere 100 prodotti alimentari al prezzo di costo (senza ricarichi). Oltre 30 organizzazioni – impegnate in diversi ambiti, dalla lotta alla povertà alla salute pubblica, dalla tutela dei consumatori all’ambiente – vi hanno già aderito.
L’elenco dei prodotti della petizione comprende alimenti di consumo quotidiano raccomandati dagli esperti di salute e nutrizione: frutta e verdura fresca, surgelata o in scatola; prodotti a base di cereali come pasta, farina e pane; uova, latticini e pesce, ingredienti per cucinare in casa (olio, zucchero, sale, spezie) e alimenti per l’infanzia. Contiene una quota significativa di alimenti biologici e mira anche a promuovere i prodotti di origine francese.
La petizione chiede che questa misura sia applicata in tutta la Francia, compresi i territori d’oltremare, e non incida negativamente sui prezzi di acquisto dei prodotti agricoli. L’obiettivo è rendere i cibi sani più accessibili, aumentare il potere d’acquisto dei consumatori garantendo al contempo prezzi equi per gli agricoltori e porre fine all’eccessivo profitto dei distributori. Secondo le associazioni si tratta di richieste concrete e urgenti per migliorare il potere d’acquisto, l’alimentazione e la salute.
Questa petizione viene inviata quotidianamente con nuove firme al ministro dell’Economia Roland Lescuree e al ministro del Commercio Serge Papin. Nel contenuto del testo si legge che un francese su tre dichiara di dover saltare un pasto per mancanza di denaro e che molti non hanno accesso ai prodotti raccomandati dal Programma nazionale per l’alimentazione e la salute. Una situazione che ha come conseguenza l’aumento del rischio di malattie legate alla cattiva nutrizione (diabete, malattie cardiovascolari, tumori) e che costa miliardi di euro al sistema sanitario.
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Nella petizione si sottolinea come in Francia cinque principali catene di supermercati controllino l’80 per cento del mercato alimentare: dalla fine del 2023, diverse associazioni denunciano la mancanza di trasparenza nei prezzi dei prodotti alimentari e gli eccessivi margini di profitto su alimenti essenziali come frutta e verdura. Margini che sono un ostacolo al raggiungimento degli obiettivi di salute pubblica e che necessitano di un quadro normativo.
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