Il giusto prezzo tiene conto dei costi di produzione ma anche dei servizi sistemici con cui gli agricoltori bio si prendono cura della salute delle persone e del Pianeta.
Ecco i dati diffusi in occasione della 13esima Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare e i progetti che salvano il cibo dalla spazzatura.
Lo spreco alimentare in Italia vale oltre 13 miliardi e mezzo all’anno, pari a oltre 5 miliardi di tonnellate di cibo. Sono numeri che riguardano tutta la filiera, dalle perdite in campo fino agli sprechi domestici, passando per supermercati, negozi, ristoranti e mense. Sono stati diffusi dal Waste Watcher International Observatory – Università di Bologna per Campagna Spreco Zero, su dati ed elaborazione Ipsos/Doxa, nel rapporto “Il caso Italia 2026”, in occasione della 13esima Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare del 5 febbraio.
Quest’anno la campagna Spreco Zero ha lanciato anche il Donometro, una nuova piattaforma digitale realizzata con il sostegno di Fipe che si attiverà nel corso del 2026 e che faciliterà la donazione delle eccedenze alimentari da parte di pubblici esercizi a enti del Terzo settore. Ogni giorno bar, pasticcerie e piccoli esercenti si trovano con alimenti invenduti, ma ancora perfettamente consumabili. Trasformare questo surplus in risorsa sociale ed evitare che diventi rifiuto è l’obiettivo del Donometro. Attraverso la piattaforma, l’esercente potrà con pochi clic registrare e confermare la donazione. L’associazione beneficiaria riceve notifica immediata, organizza il ritiro e archivia digitalmente il flusso con un processo veloce, sicuro e tracciabile.
Attraverso il canale Instagram di Lifegate, la nostra community ci ha segnalato tantissimi altri progetti e realtà che combattono ogni giorno contro lo spreco alimentare promuovendo anche la solidarietà e l’inclusione. Eccone alcune (molte cercano volontari!).
Un progetto nato a Bari dalla Onlus ‘Farina 080’ con l’obiettivo di attivare progetti innovativi contro lo spreco: tra questi, il Frigo solidale in vari punti della città per conservare e condividere le eccedenze di cibo fresco, e lo School sharing, per sensibilizzare i ragazzi delle scuole attraverso laboratori e iniziative. È stato premiato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel 2018 e nel 2019 si è aggiudicat0 il premio “Vivere a Spreco Zero” promosso dalla campagna Spreco Zero di Last Minute Market.
A Roma, è un’associazione che “recupera cibo e coltiva umanità”. Con diversi progetti che coinvolgono anche rifugiati e richiedenti asilo, lavora per ridurre lo spreco alimentare, aiutare chi ha bisogno, promuovere un’economia solidale e circolare, contrastare discriminazioni e disuguaglianze, agevolare l’inclusione sociale e lavorativa.
Una realtà nata a Genova per recuperare e ridistribuire le eccedenze alimentari connettendo associazioni, aziende, scuole e cittadini. Nel tempo ha iniziato a lavorare molto sulle cause dello spreco al fine di prevenirlo e creare città a spreco zero con accesso al cibo equo e sano.
In provincia di Torino, è un’associazione di volontari che gestisce mense sociali dove vengono donati pasti ai bisognosi preparati con le eccedenze di cibo recuperate da mercati e negozi cittadini. Non utilizza stoviglie di plastica e ha investito nel fotovoltaico per produrre energia.
Una realtà nata a Cremona da un gruppo di volontari che il sabato girano per le vie del centro a bordo delle cargobike a raccogliere i prodotti alimentari del mercato per poi ridistribuirle. Si occupa anche di attività educative a scuola e comprende un emporio solidale digitale dove comporre il proprio pacco alimentare. Cerca volontari!
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È l’emporio solidale dell’Unione Terre di Castelli, provincia di Modena, dove persone in difficoltà socio-economica possono fare la spesa, scegliendo dagli scaffali beni di prima necessità. Uno strumento di lotta allo spreco alimentare, di sostegno al reddito, ma anche un luogo di incontro e relazione con al centro le persone e la comunità.
È il progetto on the road di Acli Roma per recuperare pane, frutta e verdura a rischio spreco, che viene ridistribuita agli enti della Capitale a servizio dei più fragili. Cerca nuovi volontari, anche solo per qualche ora!
Un progetto dell’associazione Le Mele di Newton di Firenze per contrastare lo spreco: crea servizi su misura per soggetti o territori e si occupa di attività di formazione e sensibilizzazione, nelle scuole e non solo.
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È un’app che suggerisce ricette con quello che hai nel frigo: basta inserire gli ingredienti ed ecco tante idee per piatti zero spreco. Si possono anche selezionare le ricette in base al tempo che si ha o all’ingrediente che manca.
A Cervia è la cucina popolare del progetto Cervia Social Food dove si combatte la fame, ma anche la solitudine. Le persone bisognose ricevono un pasto preparato con eccedenze recuperate e possono fermarsi a socializzare. Il servizio ai tavoli è effettuato dai ragazzi speciali di un centro socio-occupazionale, mentre all’interno della cucina operano decine di volontari.
Un progetto di economia circolare nella bergamasca: i volontari si occupano del recupero di cibo da supermercati, negozi, aziende, preparano i pacchi e li distribuiscono agli enti benefici. C’è anche una dispensa fisica dove si può prendere cibo gratuitamente, e una dispensa educativa che si occupa di organizzare laboratori e attività formative.
Un’organizzazione di volontariato nelle Marche composta da operatori “acchiappacibo” che, una volta recuperate le eccedenze alimentari (anche ai matrimoni), hanno il compito di trasportarle nel giro di poche ore ad enti caritatevoli.
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Questa realtà si occupa del recupero delle eccedenze nei mercati di Collegno, Grugliasco e Rivoli (Torino) e della redistribuzione ai bisognosi. Organizza anche laboratori di cucina e pranzi comunitari.
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