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Un nuovo studio ha rivelato che due specie di formiche sono in grado di scegliere gli utensili più idonei e di imparare a usare nuovi strumenti.
L’uomo è l’unico animale in grado di usare degli strumenti, o perlomeno così si credeva fino a pochi decenni fa. Piano piano e con estrema riluttanza abbiamo capito di non essere poi così speciali e abbiamo iniziato ad accettare che altri animali siano in grado di utilizzare strumenti e siano pertanto dotati di un’elevata intenzionalità.
Inizialmente si riteneva lo facessero solo le scimmie antropomorfe (gli scimpanzé sono considerati i primati più versatili nell’suo di strumenti e ne impiegano fino a 25 diversi per comunità), poi queste capacità sono state osservate anche in scimmie “minori”, come macachi (che in Giappone usano pietre di diverse dimensioni per spaccare ostriche e staccare molluschi dagli scogli) e scimmie cappuccine (che impiegano sia bastoni che utensili di pietra per spaccare le noci), e infine in alcuni uccelli. Le cornacchie della Nuova Caledonia (Corvus moneduloides) sono note come vere esperte nell’uso di utensili (sono in grado di modificare i rami fino a quando non ottengono piccoli uncini di legno con cui stanare i pesci da crepe e fessure). Ma l’uso di strumenti è stato ora documentato anche negli insetti, assestando un altro colpo al nostro ego.
Secondo uno studio condotto da István Maak dell’università ungherese di Szeged e dal suo team, e pubblicato sulla rivista Science direct, anche le formiche sono in grado di utilizzare strumenti. I ricercatori hanno esaminato due specie di formiche, Aphaenogaster subterranea e Aphaenogaster senilis, che in natura utilizzano strumenti per raccogliere cibo liquido con diversi strumenti, come granelli di sabbia, pezzi di foglie e aghi di pino.
Queste capacità erano dunque già note, sono invece ancora poco chiari i fattori che determinano la scelta da parte degli insetti dei materiali da utilizzare come strumenti. Gli scienziati hanno dunque fornito agli animali diversi materiali da utilizzare per raccogliere del miele diluito con l’acqua all’interno di un piattino, come aghi di pino, pezzetti di carta o frammenti di spugna, per comprendere le preferenze delle formiche. Gli insetti hanno mostrato una netta predilezione per determinati materiali da utilizzare, sviluppando una preferenza per gli strumenti artificiali dotati di una buona capacità di assorbimento, come ad esempio pezzi di spugna o di carta, che non esistono nel loro ambiente naturale.
Le formiche hanno sperimentato tutti gli strumenti a loro disposizione e hanno scelto quelli che erano più facili da gestire e che consentivano di assorbire molto liquido. Questo suggerisce che le formiche siano in grado di valutare le proprietà sia dell’utensile che del liquido che trasportano, dimostra inoltre che possono imparare a usare nuovi strumenti, pur non essendo dotate di un grande cervello e di un sistema nervoso complesso come quello dei primati o degli uccelli. Inizialmente si è pensato che il peso del materiale potesse influenzare la scelta degli strumenti, poi però gli scienziati si sono convinti che per le formiche contasse di più la maneggevolezza e la capacità di assorbimento dei materiali. Come siano in grado di operare tali scelte che denotano un’evidente consapevolezza è ancora un mistero ma una cosa è certa, siamo più simili agli altri animali di quanto pensassimo.
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