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Il motore del futuro potrà essere alimentato a gas naturale, idrogeno o batterie. Sarà intelligente e capace di adattarsi a impieghi diversi. Lo ha spiegato al Tech Day 2018 di Torino Annalisa Stupenengo, presidente di FPT Industrial.
La mobilità sta attraversando uno dei momenti più rivoluzionari della sua storia. Dal progressivo viaggio verso l’elettrificazione a quello verso la leggerezza, dai neomateriali alla transizione fra proprietà e utilizzo. Fino alla progressiva scomparsa dell’auto dalle città. Il passaggio non sarà né facile, né indolore. Ma una cosa è certa, l’industria è fortemente impegnata nell’individuare la via giusta, una via che possa consentire a persone e merci di muoversi riducendo il loro impatto ambientale. E visto che il “problema” non riguarda solo le automobili, ma investe l’intero mondo della mobilità, inclusa logistica, veicoli commerciali, autobus, macchine agricole e molto altro, l’idea di un motore unico capace di adattarsi a combustibili e impieghi diversi è particolarmente affascinante. “FPT Industrial – società del gruppo CNH dedicata alla progettazione, produzione e vendita di motopropulsori – è sempre stata in prima linea nei prodotti ad alto valore aggiunto, siamo felici che questa soluzione proponga l’integrazione come sistema ideale”, ha spiegato Annalisa Stupenengo, presidente di FPT Industrial, in occasione dell’annuale Tech Day di Torino.
“Abbiamo cambiato strategie molte volte nella nostra storia, introducendo innovazioni tecnologiche come il Common rail – il sistema che ha reso possibile lo sviluppo tecnologico dei motori diesel – Il nostro Dna innovativo ci aiuta a costruire ciò che vogliamo essere nel futuro: un costruttore di motori 4.0 capace di offrire soluzioni per clienti 4.0”. L’innovativo motore, che oggi ha già una forma ma che avrà anche un contenuto tecnologico più definito entro il 2030, si chiama Cursor X. Di cosa si tratta? Per ora di un concept, un prototipo, che però apre scenari inediti: un solo motore, modulare, intelligente, capace di alimentarsi da diverse fonti (elettrico, gas naturale o idrogeno) semplicemente sostituendo un modulo. Un sistema che permetterebbe di sfruttare diverse combinazioni di trazione, da elettrico puro a ibrido.
Il nuovo motore avrà un’architettura modulare che consente un facile assemblaggio, integrazione del veicolo, manutenzione semplificata. “Questo motore potrebbe essere dotato di processori e sensori che riconoscono le anomalie, analizzano l’usura e prevedono le esigenze di manutenzione – ci ha spiegato un tecnico di FPT – e potrebbe essere connesso con l’ambiente esterno, sfruttando l’intelligenza artificiale”. Quando sarà, e se sarà, Cursor X potrebbe davvero essere la soluzione per la mobilità futura. Potrebbe adattare la potenza in funzione dell’utilizzo. Usare fonti energetiche diverse a seconda dell’ambiente e della situazione (centri urbani, autostrade, trasporto pesante, persone o passeggeri). Sarebbe bello… Non ci resta che attendere il 2030.
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