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Antarctic biennale, la prima biennale d’arte nel continente dei ghiacci

Antarctic biennale è la prima biennale d’arte in Antartide. Una nave percorrerà i ghiacci del continente con a bordo artisti e scienziati. Per allargare i confini della cultura e dell’innovazione.

Voluta dal visionario artista russo Alexander Ponomarev, ingegnere nautico di formazione e sommergibilista, Antarctic biennale è la prima biennale d’arte itinerante che si terrà in Antartide. Non avrà pubblico e ospiterà su una nave in movimento un gruppo di artisti, architetti, scrittori, scienziati e visionari della tecnologia con l’obiettivo di promuovere nuovi percorsi artistici e progetti sostenibili. Si svolgerà sulla nave Akademik loffe che navigherà dal 17 al 28 marzo tra l’Argentina e il Polo Sud.

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Com’è nata l’Antarctic biennale

Mandare un gruppo di artisti tra i ghiacci del Polo Sud a prima vista può sembrare un’idea folle ma non lo è. “L’Antartide è l’ultimo spazio veramente libero e che può essere un modello per il futuro  afferma Ponomarev –. Secondo il trattato Antartico del 1959 e i relativi accordi internazionali queste terre vengono concesse esclusivamente per attività creative e ricerche scientifiche nell’interesse di tutta l’umanità”.

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Alexander Ponomarev, ideatore dell’Antarctic biennale © Cortesia dell’artista

“È il continente che può incoraggiare le persone a pensare al futuro dell’umanità e della cultura, offrendo l’opportunità di creare nuovi modi di vedere la vita sul nostro pianeta”. Ponomarev è convinto che questo viaggio in Antartide sarà una vera e propria rivoluzione perché si tratta di un fenomeno socioculturale unico. Al posto che nei padiglioni nazionali che caratterizzano le biennali d’arte tradizionali, l’innovazione si farà tra i ghiacci del continente Antartico, in un dialogo tra scienziati e artisti da una parte e la natura e gli spazi estremi dall’altra. Tra gli artisti che parteciperanno ci sono Tomas Saraceno, Zhang Enli, Lara Favaretto, Yto Barrada e Shama Rahman.

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La biennale in Antartide si svolgerà sulla nave Akademik loffe in navigazione dal 17 al 28 marzo tra l’Argentina e il Polo Sud

Come si svolge la spedizione artistica

Sotto il patrocinio dell’Unesco, l’agenzia Onu dedicata all’educazione, alla scienza e alla cultura, la spedizione artistica partirà il 17 marzo da Ushuaia in Argentina, la città più a sud del mondo, dove i partecipanti si imbarcheranno sulla nave Akademik loffe e navigheranno 12 giorni raggiungendo L’Antartide. Durante gli sbarchi nelle diverse zone del continente gli artisti allestiranno esposizioni temporanee d’arte o si esibiranno in spettacoli. La mobilità, l’equilibrio degli spazi, la compatibilità ecologica, l’espressività artistica e l’innovazione concettuale saranno i temi principali. Tutte le installazioni create durante la spedizione saranno poi smontate e caricate sulla barca per continuare la loro vita nei principali musei e centri artistici del mondo.

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Progetti di architettura sostenibile nel padiglione Antartide della Biennale di Venezia 2016 curato dall’architetto Hani Rashid

L’Antartide al centro dell’attenzione

Non è la prima volta che L’Antartide, il luogo più remoto e spietato del mondo dal punto di vista climatico, è presente in un evento artistico di calibro internazionale. Alla Biennale di Venezia 2014 la mostra Antarctopia: A vision of past & future polar architecture curata da Ponomarev e Alexey Kozyr aveva analizzato come le strutture artificiali del continente si sono evolute nel corso dei decenni superando i limiti dei tradizionali edifici per la ricerca scientifica, militare e industriale costruite nel continente sin dalla sua esplorazione a partire dal Diciannovesimo secolo. Tra le proposte più innovative di architetture provvisorie c’era la stazione mobile Halley VI del British antarctic survey disegnata da Hugh Broughton architects e dotata di “pattini” che permettono che venga spostata quando le condizioni climatiche lo richiedono.

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La Biennale di Venezia 2016 ha nuovamente acceso i riflettori sulla criticità della situazione climatica del continente antartico nel padiglione dedicatogli curato dall’architetto egiziano Hani Rashid e dall’istituto di architettura dell’Università delle arti applicate di Vienna. Al centro dell’attenzione la relazione squilibrata tra l’umanità e il Polo Sud, il futuro della tundra e della fauna dell’estremo sud del mondo, gli effetti dei gas serra e del riscaldamento globale sui ghiacci. I curatori hanno esplorato soluzioni sostenibili per il Polo Sud con proposte concettuali e installazioni di bioarchitettura a impronta ecologica che tentano di rispondere alle impellenti esigenze nell’ambito della sostenibilità, i materiali sostenibili e l’utilizzo delle energie rinnovabili.

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Progetto in progress

Kaspersky lab, azienda che si occupa di sicurezza informatica, sostiene il progetto e Eugene Kaspersky, il suo presidente e amministratore delegato, prenderà parte alla spedizione. “In passato abbiamo supportato le spedizioni in Antartide ma questo sarà per noi il più grande progetto nel continente. Penso che sarà un’impresa affascinante e ho deciso di appoggiarla quando ho potuto constatare la passione dei suoi organizzatori. Sulla Terra non esiste un luogo come L’Antartide: è un continente condiviso senza confini che è allo stesso tempo bellissimo e fragile nel suo carattere selvaggio, metafora perfetta della condizione umana”. L’Antarctic biennale non si esaurirà con la spedizione di fine marzo. Si tratta di un progetto ancora da sviluppare che ha l’obiettivo a lungo termine di creare una piattaforma per il dialogo interdisciplinare e una comunità di persone interessate a immaginare un futuro di spazi condivisi.

Immagine in evidenza © Melissa2760/Pixabay
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