Agli eventi estremi occorre abituarsi, perché non sono più l’eccezione: a spiegarlo è il servizio di monitoraggio climatico europeo Copernicus.
Fratturata per la prima volta la calotta più spessa e antica del Circolo polare artico. A causare il fenomeno il caldo eccezionale registrato nell’area.
Nel nord della Groenlandia, anche la calotta glaciale più spessa e più antica ha cominciato a fratturarsi. Si tratta della prima volta che ciò accade, in una zona polare che finora è sempre rimasta compatta in ogni stagione dell’anno, compresi i mesi più caldi dell’estate.
Polarstern enters uncharted #Arctic waters in what once was thick perennial sea ice. Follow progress at https://t.co/BXplVLWjDj @AWI_Media pic.twitter.com/Kueb5QxDTr
— Mark Drinkwater (@kryosat) 22 août 2018
A riportare la notizia è il quotidiano inglese Guardian, che sottolinea come essa rappresenti un elemento di grande preoccupazione. Secondo gli scienziati, infatti, a provocare il fenomeno è stata un’ondata di caldo senza precedenti che ha colpito l’area. Causata, a sua volta dai cambiamenti climatici in atto sulla Terra. Tra i mesi di febbraio e di agosto, infatti, sono stati registrati numerosi picchi anomali nelle temperature della regione artica. Ciò avrebbe reso particolarmente fragili i ghiacci polari.
Il colpo di grazia, poi, sarebbe arrivato dai venti caldi che hanno spirato nella zona. Il giornale britannico cita un meteorologo, secondo il quale si tratta di una notizia “terrificante”. “La quasi totalità della calotta settentrionale della Groenlandia è ormai parzialmente fratturata e dunque mobile”, ha aggiunto Ruth Mottram, dell’Istituto meteorologico danese. Che avverte: “L’apertura delle acque al largo della costa nord è inaspettata”.
Gli esperti hanno pubblicato una serie di animazioni su Twitter che mostrano chiaramente il fenomeno in atto: il mare più caldo (raffigurato in blu) penetra tra la costa della Groenlandia e la calotta glaciale (giallo/arancione).
A small animation from @DTUSpace
showing our combined #Sentinel1 and #AMSR2 images and our @CMEMS_EU #Sentinel1 1-day ice drift vectors. All from https://t.co/KMsYanQEs4 pic.twitter.com/6ctc0JzgpQ— Leif Toudal (@elmltp) 13 agosto 2018
Questa zona è (era) chiamata “l’ultima area di ghiaccio” proprio perché considerata finora inattaccabile. La calotta in questa porzione del circolo polare è infatti particolarmente compatta, per effetto di una corrente di deriva che parte dalla Siberia. E ora la situazione potrebbe perfino precipitare, poiché – come spiegato dal ricercatore dell’Istituto meteorologico norvegese Thomas Lavergne – la frattura in questa porzione di ghiaccio potrebbe lasciare penetrare acque più calde nella zona, accelerando così il processo: “Il rischio è che la coltre più antica venga spostata in un’area nella quale fonderà più facilmente”, ha spiegato.
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